Notizie

Archivio Notizie

Italia: per una scuola capace di futuro!

Stampa

Viviamo in una società in rapida trasformazione, ricca di opportunità e di rischi, che deve affrontare nuovi conflitti ed emergenze planetarie. Nuove sfide coinvolgono la politica, il lavoro, gli stili di vita di milioni di persone. L'interdipendenza tra culture e identità, tra locale e globale è sempre più evidente. Le strutture tradizionali, a cominciare dalla famiglia, sono sottoposte a nuove tensioni e cambiamenti profondi.

L'invadenza del mercato e dei consumi negli stili di vita e nei modi di pensare produce nelle persone una profonda crisi di senso. Ignoranza, conformismo e violenza si diffondono nei modelli di comportamento proposti dai media, che poco hanno a che fare con i valori costituzionali della convivenza civile e della solidarietà. Viviamo in una società in cui la conoscenza si sta trasformando da fattore di emancipazione personale e sociale a strumento di competizione economica.

Noi pensiamo che di fronte ai cambiamenti in corso, di fronte alla necessità di ricostruire un'etica pubblica, sia necessario creare per tutti maggiori occasioni di crescita culturale, fornire a tutti strumenti più solidi per capire dove sta andando il mondo. Questo ruolo deve svolgerlo prioritariamente il sistema scolastico, ma siamo anche consapevoli che la scuola vive oggi una fase di grande difficoltà perché troppo spesso gli insegnanti sono soli, alle prese con problemi inediti, che non si producono a scuola, ma che nella scuola emergono e si impongono all'attenzione generale. E' questo il caso della piaga emergente del bullismo, ma anche dell'incontro con culture, spiritualità, stili di vita e tradizioni diverse dalla nostre, o ancora della caduta di motivazione ad affrontare la fatica dello studio e dell'insuccesso scolastico, che apre nuove frontiere all'analfabetismo.

Siamo perfettamente consapevoli di quanto sia oggi difficile il mestiere dell'insegnante, per questo pensiamo che la scuola italiana, e chi vi opera, abbiano bisogno di sentire intorno a sé un Paese solidale e per questa via recuperare in pieno la propria dignità.

E' arrivato il momento che tutto il Paese si interroghi su cosa chiede alla scuola. Noi pensiamo che:
╀ la scuola deve essere autorevole e seria, ma questo non passa attraverso la legittimazione di nuovi autoritarismi.
╀ la scuola è occasione fondamentale per educare alla cittadinanza attiva, per comprendere (e per vivere) la partecipazione e la condivisione dei valori fondamentali, unica condizione per motivare e rendere formativa l'ubbidienza e l'ordine.
╀ la scuola deve costruire strumenti e cultura capaci di consentire a tutti, per il prosieguo della loro vita, di sapersi inserire nel mondo che cambia, non può limitarsi a trasmettere nozioni e tecniche che rapidamente diventano desuete.
╀ la scuola è la grande occasione per tutti per acquisire le competenze di cittadinanza, indicate dall'Unione Europea. Non possiamo permetterci di tenere fuori dall'Europa e dalla società della conoscenza le nuove generazioni.
╀ la scuola è il terreno principale in cui i ragazzi si incontrano con gli altri, uguali e diversi, ed imparano la difficile arte del dialogo e del rispetto tra culture e tra persone. Non può trasformarsi per nessuno nel luogo della separazione, della prepotenza e della violenza.

La scuola non è l'unico soggetto educante nel territorio, ma è l'unica istituzione pubblica dedicata all'educazione e all'istruzione, ciò non può giustificare il suo isolamento né l'autoreferenzialità, ma deve portare a costruire nel territorio da parte di tutti i soggetti responsabili, dalle amministrazioni locali al governo centrale, dall'associazionismo al mondo dell'impresa e del lavoro, una qualità culturale tale da rendere efficace la sua azione.

L'Italia ha bisogno che la scuola sia di qualità, per tutti. L'eliminazione della precarietà è il primo ostacolo da superare. La qualità degli edifici in cui si fa scuola e la gratificazione professionale devono essere un altro segnale che si dà al Paese.

Di fronte alla rapidità dei cambiamenti la scuola deve essere messa in condizione di fornire ai ragazzi gli strumenti fondamentali, non ci si può nascondere dietro al fatto che qualcosa funzionava 40 anni fa: il mondo è cambiato. La scuola non può essere rinnovata guardando al passato, né tanto meno seguendo priorità di cassa. Sappiamo bene che ci sono risparmi possibili, ma sappiamo anche che la scuola ha bisogno di investimenti. I tagli di spesa indiscriminati non sono compatibili con la necessaria opera di riqualificazione.

Noi pensiamo che sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l'Italia affida alla scuola, quale sia la sua responsabilità sociale. Per rispondere a questa domanda, tenendo conto dei bisogni economico-finanziari del Paese, occorre lanciare una grande discussione, non limitata agli addetti ai lavori, e per questo pensiamo che sia un errore legiferare per decreto su questa materia. Il metodo della larga condivisione è indispensabile, per individuare alcuni obiettivi di qualità su cui le tante risorse presenti nella scuola e nel territorio si possano impegnare, per mettere in campo gli strumenti, le azioni, il percorso per non lasciare le cose come stanno e per non tornare indietro.

Con queste finalità proponiamo l'organizzazione di un "Forum nazionale per la scuola" che coinvolga il mondo della scuola e la società civile, mobilitando le tante energie di cittadinanza che credono nel ruolo fondamentale della scuola e hanno voglia di impegnarsi per la sua riqualificazione.

Appello romosso da:
Andrea Olivero (ACLI); Paolo Beni (ARCI); Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente); Fausto Casini (ANPAS); Michele Mangano (AUSER); Marisa Baroni (ETZI CISL); Filippo Fossati (UISP); Francesco Florenzano (UNIEDA).

Fonte: www.perlapace.it

Ultime notizie

Coop. internazionale. Chi sta bene e chi sta male

28 Maggio 2012
Tagliare si deve? Cominciamo dalla cooperazione internazionale. Così almeno ad analizzare le deludenti conclusioni dell’ultimo G8. Ma a livello locale succede anche di peggio: dalla Lombardia al Ve...

Ridateci il pirata Watson! In attesa di estradizione il fondatore di Sea Shepherd

27 Maggio 2012
Il 12 maggio 2012 Paul Watson presidente e fondatore di Sea Sheperd, un’organizzazione che dal 1977 cerca di porre fine al massacro della fauna negli oceani, è stato arrestato in Germania in seguit...

Clean up the Med: c’è un Mare nostrum da ripulire!

26 Maggio 2012
C’è un Mare nostrum da difendere e proteggere. Per questo anche quest’anno Legambiente ha organizzato “Spiagge e Fondali Puliti”, la campagna dedicata alla pulizia e alla difesa della spiaggia in p...

La finanza? Da civile ad incivile. Va potata

25 Maggio 2012
Prima di Romano Prodi che ha dichiarato ad Unimondo: “Vorrei che la Germania si ricordasse, oggi, della solidarietà degli altri paesi quand'era divisa” anche l'amico prof. Luigino Bruni è intervenu...

MSF: stop al linguaggio “bellico” sull’immigrazione

25 Maggio 2012
Da otto anni “Medici senza frontiere Italia” elabora un rapporto sulle crisi umanitarie e sanitarie globali dimenticate dai media del nostro paese. Quest’anno l’attenzione è stata focalizzata sul t...