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India: demolizioni forzate nel Tamil, 30mila senza casa

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Demolizioni a Chennai nel Tamil Nadu (India)

Green Mother Land, una Ong che ha status speciale di consulente presso il Consiglio Economico e Sociale dell'Onu (Ecosoc), ha informato che una serie di demolizioni effettuate dalle autorità a Chennai nel Tamil Nadu (India) ha lasciato senza casa circa 30.000 persone, tra cui circa 5.000 studenti - riporta International Alliance of Inhabitants (Iai). Tre persone sono morte, tra le quali una bambina di tre anni che è affogata, mentre un altro milione di persone, abitanti sul suolo pubblico, sono minacciate di sfratto imminente in tutto lo stato del Tamil Nadu.

"Le persone che vivevano nell'area del lago Porur sono state sfrattate a forza, senza nessun preavviso o nessun annuncio da parte della polizia, giunta in gran numero con ruspe e bulldozer per demolire ogni insediamento. E' stato uno shock che ciò sia avvenuto mentre tutti gli ufficiali del governo avevano promesso le opere di urbanizzazione necessarie, motivo per cui erano stati loro dati il collegamento con la rete elettrica, un ufficio postale distaccato ed uffici pubblici telefonici nell'area. Le persone vivono adesso all'addiaccio con il poco dei loro beni che sono riusciti a salvare dai siti demoliti. Le donne ed i bambini siedono al sole rovente senza possibilità di abitazioni alternative. I bambini in età scolare non possono andare a scuola" - denunciano le associazioni.

Unendosi agli appelli internazionali alla solidarietà lanciati da Pasumai Thaayagam (Green Mother Land), dal Centro per l'occupazione sociale e della ricerca (CSWR) e dall'International Alliance of Inhabitants le associazioni chiedono alle autorità dell'India di rispettare i propri obblighi verso le leggi nazionali ed internazionali per proteggere, promuovere e soddisfare il diritto umano ad un'abitazione adeguata e l'interruzione immediata di tutte le demolizioni e sfratti nel Tamil Nadu.

Le associazioni chiedono inoltre la garanzia della sicurezza abitativa attraverso l'istituzione di un Fondo Popolare per la Terra e la Casa, controllato da tutte le parti interessate e la garanzia del diritto al risarcimento per tutte le vittime degli sfratti. E la creazione di un Forum dove il governo del Tamil Nadu e tutte le parti interessate, incluso i rappresentanti riconosciuti degli abitanti delle baraccopoli, delle reti internazionali, delle Ong e delle agenzie pubbliche, possano decidere come provvedere al trasferimento degli sfrattati nelle stesse aree e possano mettere in atto un piano per il recupero delle aree delle baraccopoli insieme alle comunità interessate, in accordo con le norme internazionali.

Le associazioni fanno appello inoltre ai Governi del G8 e degli Stati creditori dell'India affinchè concedano la cancellazione del debito estero di 125,2 miliardi di dollari dell'India solo se le risorse che si renderanno disponibili saranno dedicate allo sviluppo abitativo ed alle politiche urbane per i poveri, in particolare attraverso i "Fondi Popolari per la Terra e la Casa" e il blocco degli investimenti nel Tamil Nadu se gli effetti degli stessi violassero le norme internazionali sui diritti.

Ed invitano infine a firmare l'appello online nel quale si chiede alle Nazioni Unite e in particolare UN-Habitat di intraprendere azioni immediate per monitorare il rispetto delle norme internazionali che proteggono il diritto alla casa, tramite l'invio di una missione investigativa a Chennai del Comitato sugli Sfratti Forzati UN-Habitat, per portare aiuto ed agire come mediatori. [GB]

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