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G8 Ambiente: a Siracusa le proposte della coalizione 'In marcia per il clima'

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Manifestazione della coalizione 'In marcia per il clima'

Manifesteranno oggi a Siracusa in occasione del 'G8 Ambiente' (22-24 aprile), ma soprattutto avanzano precise proposte per una politica attiva contro i cambiamenti climatici e per mitigarne, nel più breve tempo possibile, gli effetti. Il centinaio di associazioni della coalizione 'In marcia per il clima' sostengono inoltre che promuovendo la "green economy" è possibile non solo contrastare il surriscaldamento del pianeta ma anche una concreta risposta alla crisi economico-finanziaria e al fabbisogno di occupazione realizzando un nuovo modello di sviluppo a basso consumo di risorse naturali e ad alta intensità di risorse lavorative, di tecnologia, di conoscenza.

"L’Italia con il 'G8 Ambiente' e il 'G8 Energia' ha l’opportunità di diventare un protagonista nel contesto della lotta ai cambiamenti climatici dando allo stesso tempo una nuova e vitale spinta all’economia reale" - riporta il documento della coalizione che chiede al governo italiano di "assumere un ruolo propositivo e propulsore nei negoziati internazionali" e "obiettivi coerenti con le potenzialità dell’Italia e del suo territorio, a cominciare dall’attuazione degli impegni sottoscritti con l’approvazione lo scorso dicembre del pacchetto "Clima ed Energia" dell’Unione europea.

Come sottolineato dall’UNFCCC, per rispondere in modo efficacie alla sfida dei cambiamenti climatici e approdare a un sistema economico a basse emissioni saranno necessari entro il 2030 investimenti aggiuntivi a livello globale pari a 200-210 miliardi di dollari all’anno, mentre 23-54 miliardi di dollari saranno annualmente indispensabili per prevenire e porre rimedio agli impatti dei cambiamenti climatici. Investimenti necessari ma anche utili a rilanciare l’economia in una fase di crisi globale. "Nel percorso negoziale che dovrà portare alla conferenza di Copenaghen del prossimo dicembre e alla firma di un nuovo accordo globale sul clima, il G8 costituisce una tappa cruciale" - evidenziano le associazioni.

"Nell’ottica di una responsabilizzazione collettiva, occorre dare pieno slancio alle misure di efficienza energetica, convenienti per il sistema paese e capaci fra l’altro di alleggerire il peso economico delle scelte energetiche per tutti gli strati sociali" - propone la coalizione. "Diciamo sì al modello distribuito e quindi alla democrazia energetica; sì allo sviluppo delle rinnovabili nel rispetto del territorio; sì a un uso più efficiente dei combustibili fossili che a partire dalla cogenerazione e da modelli di produzione distribuiti, permettano la transizione verso un sistema a emissioni sempre più ridotte"

Sul cosidetto "nucleare di terza generazione" le associazioni ribadiscono che "non risponde all’urgenza di ridurre già da oggi le emissioni di CO2 e che la scelta non è fondata dal punto di vista economico, di sostenibilità ambientale e di sicurezza internazionale". "Inoltre essa pregiudica le risorse finanziarie a danno delle politiche di efficienza e delle rinnovabili. Non è infatti rinviabile un massiccio investimento nella ricerca a favore delle politiche di efficienza e di sviluppo delle rinnovabili nonché per rinvenire soluzioni pienamente sostitutive dei combustibili fossili, che non aggravino i rischi per la sicurezza internazionale e consentano, allo stesso tempo, lo sviluppo economico e quello di democrazia e libertà".

Le proposte del documento dell'ampia coalizione riguardano anche l'edilizia, la mobilità - investendo in infrastrutture favorendo il trasporto pubblico e la mobilità leggera, il sistema produttivo, l'agricoltura - promuovendo pratiche agricole ecocompatibili e di tipo biologico - fino alle politiche ambientali per la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema marino e della gestione della fascia costiera. Un capitolo particolare è dedicato alla biodiversità.che volge ruolo fondamentale anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici: "devono essere adottati indirizzi stringenti rivolti ad arrestare al più presto la perdita di biodiversità, tenendo conto del rischio di fallimento del Countdown 2010.

"L’aumento della temperatura terrestre, che si accompagna all’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, crea anche danni alla salute delle popolazioni: malnutrizione, aumento della mortalità specie di quella infantile e incremento dell’incidenza di malattie infettive" - sottolineano le associazioni. Ma - concludono - la lotta per contrastare i cambiamenti climatici può divenire un potente fattore di sviluppo delle politiche di cooperazione, per incrementare la sovranità alimentare e la democrazia energetica, per realizzare una sostanziale politica di interdipendenza". [GB]

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