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Firenze: da 'Terra Futura' appelli ai G8 per economia solidale e riforma della finanza

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Un'immagine di Terra Futura 2008

Ha preso il via ieri alla Fortezza Da Basso di Firenze la VI edizione di 'Terra Futura' (29-31 maggio), la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di vita, di governo e d'impresa verso un futuro equo e sostenibile. Anche quest'anno la mostra è strutturata in un’area espositiva e presenta un ampio calendario di appuntamenti culturali di alto spessore, tra convegni, seminari, workshop oltre che laboratori e momenti di animazione e spettacolo. "Nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme – la manifestazione mette al centro le tematiche e le "buone pratiche" della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione della cosa pubblica" - spiegano i promotori.

Tra le "iniziative speciali" di quest'anno vi è la 'Borsa delle Imprese Responsabili – Green Business Meeting'; il premio 'Architettura e Sostenibilità' per le migliori tesi di laurea, dottorato di ricerca e buone pratiche delle amministrazioni pubbliche sui temi dell’edilizia e dell’architettura sostenibile e partecipata; 'Terra Futura per la scuola', un’iniziativa per far emergere le offerte didattiche sui temi della sostenibilità presentate in manifestazione e infine 'International Corner', il punto informativo per orientarsi nel panorama di progetti, reti, eventi, politiche e, normative internazionali.

Le numerose associazioni promotrici hanno presentato ieri "Call to Action" - un documento su un'ampia gamma di temi dalla sovranità alimentare al welfare - e un "Manifesto per un'economia civile e solidale" - una proposta di riforma dei mercati economico-finanziari - che verranno inviati ai rappresentanti del prossimo G8 e alle istituzioni internazionali.

Il documento "Call to Action" è uno dei frutti della rete di relazioni, di pensiero e di buone pratiche messe intraprese in questi anni. "Di fronte alla crisi globale che il pianeta sta attraversando un nuovomodello di sviluppo caratterizzato da equità, solidarietà e responsabilità, è una necessità legata alla sopravvivenza dell’ecosistema - afferma il documento. "Ma per sopravvivere occorre cambiare profondamente i presupposti stessi dello sviluppo. È questa la nostra chiamata all’azione, all’impegno: dalla società civile organizzata, dal territorio, dai cittadini di ogni latitudine sale una richiesta pressante di cambiamento".

Il testo, sottoscrivibile da singoli e associazioni, costituisce una base ideale e politica che i promotori intendono sottoporre all’attenzione di governi, organizzazioni internazionali e istituzioni. Il testo richiama " un ruolo forte del pubblico in quanto autorevole ed efficace regolamentatore del mercato" e chiede investimenti pubblici per "favorire la produzione decentrata di energia rinnovabile", "garantire la sovranità alimentare", "sviluppare programmi di sostegno all’innovazione produttiva (green new jobs); ,un programma di infrastrutture efficienti dal punto di vista energetico e sostenibili; "creare sistemi innovativi di welfare di comunità"; "migliorare le capacità delle amministrazioni pubbliche"; "favorire l’accesso dei cittadini alla cultura" e "introdurre elementi di sobrietà negli stili di vita per una più equa ridistribuzione delle ricchezze".

Inoltre i promotori presenteranno il "Manifesto per un'economia civile e solidale", una proposta di riforma dei mercati economico-finanziari, frutto di un percorso condiviso prosposto su input di Fiba-Cisl. Un documento articolato in venti punti e su quattro linee di intervento (mercati finanziari, fiscalità, legalità, sostenibilità), che i promotori intendono proporre ai rappresentanti del G8 per rivendicare la trasparenza dei flussi e dei prodotti finanziari, l'istituzione di una autorità di regolazione internazionale, l'abolizione dei paradisi fiscali, la limitazione dell'uso della leva per ciascun operatore (non superiore a 10 volte il valore del patrimonio in gestione).

"Il manifesto - spiega all'Asca Giuseppe Gallo, segretario generale della Fiba Cisl - propone un modello alternativo a quello liberista che è arrivato al capolinea. Quando è nata 'Terra Futura' eravamo convinti che un altro mondo è possibile ma la crisi dimostra che un altro mondo è necessario". Alla base della crisi, infatti, secondo i firmatari del manifesto, c'e' un modello di sviluppo sbagliato. "La leva finanziaria - spiega Gallo - è figlia della cattiva distribuzione del reddito, su cui si sono innestate le innovazioni finanziarie e la politica deregolativa senza la quale non avremmo avuto la diffusione della finanza tossica". [GB]

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