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Ecco l'atlante interculturale di Unimondo
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Immagine: Unimondo.org
Qualche settimana fa, parlando di Unimondo - testata giornalistica online che offre un’informazione qualificata e guide d'approfondimento sui temi della pace, dello sviluppo umano sostenibile, dei diritti umani e dell’ambiente - mi ero ripromessa di fare un approfondimento sul loro originale programma Atlante, che offre on line mappe planetarie tematiche, schede multidimensionali per ogni Paese e sussidi didattici per l’insegnamento della geografia. Per saperne di più mi sono rivolta a Fabio Pipinato, direttore di Unimondo, e ad Alberto Conci, responsabile scientifico di Atlante.
Quando e perché è nato il progetto?
L’idea dell’Atlante on line è nata nel 2007, durante una riunione dello staff di Unimondo, nella quale ci siamo posti il problema di fornire non solo notizie, ma anche una rappresentazione del mondo che prenda le mosse dalla situazione del riconoscimento della dignità di ogni persona e dei suoi diritti fondamentali. Ci sembrava cioè importante aggiungere altri elementi ai parametri classici delle rappresentazioni geografiche. Abbiamo perciò scelto quaranta tematiche, raggruppate nelle aree: ambiente, sviluppo, diritti, economia, guerra e pace, politica, informazione e media.
Usando uno strumento che potesse essere aggiornato velocemente e rimandare, essendo on line , ad altre fonti di informazione. Il progetto nasce con una convenzione tra Miur e Fondazione Fontana, proprietaria del sito di Unimondo, e gode dell’apporto dell’Asal e di Opencontent.
A quali bisogni vuole rispondere il progetto?
Atlante è un’occasione per trovare modi nuovi per ridare valore a una materia fondamentale, ma sempre meno studiata nella nostra scuola. Atlante nasce come risposta all’esigenza della scuola italiana, dalla primaria fino alle superiori, di avere uno strumento a supporto della didattica della geografia in chiave interculturale, e, più in generale, per dare agli insegnanti degli strumenti di conoscenza e interpretazione positiva della sfida interculturale rappresentata dalla sempre più numerosa presenza in classe di alunni con genitori stranieri.
Comprendere il mondo aiuta a capire le ragioni dell’altro, accanto al quale ormai viviamo. Perché la geografia comincia nel momento in cui ci rendiamo conto che il mondo è dentro casa nostra e che per questo è fondamentale considerarla occasione privilegiata per comprendere la realtà.
Agnese Moro in “La Stampa” dell'8 gennaio 2012






