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Cnesc: "Il Servizio civile non è il tappabuchi delle carenze statali"

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Una giovane del Servizio civile - Foto: Vita.it

"Si rischia una pericolosa deriva del Servizio civile nazionale per essere utilizzato per tappare quei buchi che il nostro sistema di welfare non riesce a chiudere". Lo scrive in un comunicato (in ,pdf) la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC). "Il Servizio civile nazionale è uno strumento di crescita e di educazione dei giovani e della società civile ai principi fondanti la nostra Costituzione quali la pace, la solidarietà e la cittadinanza attiva. E tale deve restare"- sottolineano le oltre 20 associazioni ed enti della CNESC.

La CNESC, unendosi al recente appello di altre organizzazioni, ribadisce la richiesta di "un deciso sostegno garantendo ad almeno 40mila giovani all'anno di poter svolgere il servizio civile nazionale". Un numero che oggi non è garantito mentre crescono le richieste affinchè quote di voontari vengano assicurate per i progetti operanti in taluni ambiti.

Tra queste, la CNESC ricorda la recente richiesta della Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali Disabili) di accordare fin da subito la quota del 20% dei volontari ai progetti di servizio civile che riguardano i disabili gravi. "Noi vorremmo affrontare i temi della disabilità, anche in materia di servizio civile, a partire dalla condivisione di un comune approccio in una logica inclusiva nei diversi settori di intervento" - risponde la Cnesc evidenziando che già "il 60% dei progetti dei propri Enti è realizzato nel settore dell’assistenza tra cui anche della disabilità".

"Viviamo quotidianamente le esigenze dei cittadini e delle famiglie eppure pensiamo che solo con la garanzia di un contingente minimo di 40mila volontari all’anno e finanziamenti conseguenti sarà possibile collocare la richiesta senza far esplodere il sistema". "Non siamo disposti – conclude la Cnesc - né a fomentare né a partecipare a guerre tra poveri!".

Intanto nei giorni scorsi diverse associazioni hanno scritto al Presidente della Repubblica chiedendogli, in occasione della 'Giornata del Servizio civile' del prossimo 5 marzo di "far sentire la Sua autorevole voce affinché Governo e Parlamento, ognuno per le sue peculiarità si facciano interpreti di un rilancio del servizio civile inteso come forma civile di difesa della Patria e come opportunità e investimento formativo e civico per i giovani".

Già dall'estate scorsa le associazioni della Cnesc avevano lanciato un'ampia campagna di mobilitazione per difendere e rilanciare il Servizio Civile Nazionale; e in occasione della recente Finzanziaria preoccupati per il trend calante per quanto riguarda i finanziamenti al Servizio civile le associazioni avevano lanciato l'allarme che l’anno prossimo potrebbe essere l’ultimo anno del servizio civile volontario. E nelle scorse settimane la Cnes ha commentato alla stampa l'approvazione in Consiglio dei Ministri del 22 gennaio scorso del disegno di legge delega di riforma del servizio civile nazionale elencando le proprie convergenze e le divergenze dai contenuti del Ddl, e ribadendo, fra l'altro, l'opportunità di fissare un contingente minimo annuale di 40mila volontari oltre alla richiesta di aprire il servizio civile a immigrati e detenuti in pena alternativa. [GB]

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