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Bari e Casale Monferrato, città martiri dell’amianto

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Residui di Eternit - Foto: Fareambientelazio

Il 28 Aprile 2011 ricorre la 6° giornata mondiale delle vittime dell’amianto,questa giornata è stata proposta nel 2005 dall’ABREA (Associazione Brasiliani Esposti Amianto) proprio per ricordare le persone vittime di questo materiale. Nello stesso anno, in occasione della Conferenza Europea sull’amianto tenutasi a Bruxelles, tale proposta è stata assunta e ribadita anche in questa Sede e ne ha stabilito la commemorazione il 28 Aprile di ogni anno, in quanto concomitante con la ‘Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro’.

Quest’anno l'associazione Vittimeamianto parteciperà con una delegazione a Casale Monferrato alla manifestazione “ UN MONDO SENZA AMIANTO convegno di lotta e celebrazioni in occasione della 6° giornata mondiale delle vittime dell’amianto”a cui parteciperanno delegazioni dall’Europa e da altri Continenti per un 28 aprile di lotta e solidarietà.,vi saranno delegazioni provenienti dagli Stati Uniti e Messico. La manifestazione si concluderà con la formulazione di un appello,da presentare agli organismi internazionali ed alle nazioni, per la cessazione dell’uso dell’amianto nel mondo e per una politica attiva che faccia giustizia , per chi inconsapevolmente ha subito le gravi conseguenze dell’esposizione,incoraggi la bonifica ambientale e sostenga la ricerca sanitaria.

"Lo scorso anno , insieme al Comitato Cittadino Fibronit, - spiega l'associazione Vittimeamianto - abbiamo organizzato una manifestazione rievocativa,da cui è emersa la proposta di una “task force” sanitaria. Bari , con i suoi 212 morti per mesotelioma di cui 52 per esposizione ambientale, dati bari aggiornato al 2009 dal C.O.R. (Centro Operativo Regionale) , è Città martire al pari di Casale Monferrato, Broni,Bagnoli,Mestre e chissà di quante altre città meno note ma che l’amianto accomuna con i suoi effetti patologici ,amianto la cui mancanza di percezione del rischio continuerà a provocare altre morti stroncando i progetti di vita delle persone".

Purtroppo a distanza di 1 anno la proposta di una task force è rimasta a livello di ipotesi, anzi c’è stato un arretramento con la paventata chiusura di Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari. Ancora oggi,infatti, rimane aperta la questione della struttura sanitaria barese soffocata dall’assenza di fondi e dalla mancanza di certezze determinate dal piano di riordino ospedaliero. Le prestazioni dell’ambulatorio degli ex esposti all’amianto sono a serio rischio per la mancata assegnazione dei fondi dedicati previsti dal precedente DIEF che non consente l’adeguamento di apparecchiature ormai obsolete, l’assegnazione di una borsa di studio ad un giovane medico specialista e la prosecuzione delle ricerche sui nuovi marcatori tumorali per mesotelioma. Tutto questo nella più totale incertezza sul mantenimento delle attività di controllo e tutela degli ex-esposti all’amianto, una situazione davvero difficile alla quale bisognerebbe dare risposte concrete.

Gli esposti all’amianto avrebbero bisogno di strutture adeguate e di una sorveglianza sanitaria puntuale in un contesto di tutela della salute costituzionalmente garantita secondo quelle che sono le migliori e più aggiornate risposte scientifiche . Certamente la Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari potrebbe soddisfare tali obiettivi se solo si volesse concretamente investire rafforzandone l’attuale impianto.

"Chiediamo rassicurazioni - denuncia l'associazione Vittimeamianto - per questi lavoratori e cittadini, che in Puglia sono migliaia, affinché non siano vittime due volte, prima per le incaute esposizioni all’amianto subite nei luoghi di lavoro e negli ambienti contaminati, oggi vittime delle istituzioni che non garantiscono loro una adeguata sorveglianza sanitaria. L’Amministrazione Regionale, negli ultimi anni, ha segnato risultati importanti nella lotta ad ogni forma di inquinamento ambientale per la salvaguardia e tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori esposti". "L’impulso determinante al progetto del parco sulla ex Fibronit e la bonifica della spiaggia Torre Quetta a Bari, sono fra questi ma non bisogna abbassare la guardia,occorre che la costituenda “Commissione tecnico-scientifica interdisciplinare amianto per la redazione e l’attuazione del Piano Regionale Amianto Puglia” la cui prima riunione sarà fatta il 29 Aprile 2011, recuperi il tempo perduto".

Eliminando l’amianto attraverso rigorosi processi di bonifica dai siti, dagli ambienti e dai territori inquinati,in modo tale da non provocare altre vittime ,qualunque sia il tipo di esposizione ed altre famiglie non abbiano a piangere morti provocati da questosubdolo killer: l’amianto.

Da Vittimeamianto

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