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Agices: cresce il commercio equo e solidale in Italia, più 30% le vendite

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Prodotti equo-solidali - Foto: Agices

Cresce in Italia il commercio equo e solidale e le vendite al dettaglio registrano un incremento di un terzo. Lo afferma Agices (Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale) che ha presentato ieri un'anticipazione del suo rapporto annuale durante la conferenza internazionale "Prodotti o persone? Il Commercio Equo e Solidale in Europa va dalla parte giusta?" tenutasi a Roma. ''Una buona notizia - ha commentato la presidente Agices Gaga Pignatelli - che in tempi di crisi non era scontata e che segnala la fiducia crescente dei consumatori rispetto a organizzazioni che stanno seguendo percorsi sempre più rigorosi di certificazione''.

Le organizzazioni del Commercio Equo iscritte al Registro Agices hanno venduto al dettaglio nel 2007 oltre 23 milioni di euro di prodotti equosolidali, erano 18milioni nel 2005, e quindi nonostante la crisi aumenta il gradimento dei consumatori finali di un terzo. Gran parte delle loro vendite rimane all'interno dei ''canali dell'economia solidale'', ricomprendendo in essi le Botteghe del mondo, i nuovi canali del ''vending'' e degli appalti pubblici.

Ma a crescere non sono solo le vendite. Aumentano anche le organizzazioni iscritte al Registro Agices che ora sono 124, mentre erano 115 nella precedente versione del Rapporto del dicembre 2005. Il 66% sono cooperative, il 34% sono associazioni e rappresentano circa 260 punti vendita. E sono in crescita anche il numero dei soci e dei volontari: sono quasi 26mila le persone socie di organizzazioni iscritte all'Agices, 5mila in più rispetto all’edizione del 2005. Sono quasi 800 le persone giuridiche, in aumento come il numero dei volontari attivi, che raggiungono quasi quota 5mila (un migliaio in più rispetto al 2005), che considerato l’alto turnover che interessa soprattutto i più giovani significa che nel 2007 oltre 6mila persone hanno dedicato il proprio tempo e la propria passione al sostegno del progetto equosolidale.

Oggi le organizzazioni equosolidali garantiscono uno spazio di lavoro, e non solo di militanza, a circa 1000 persone in tutta Italia, 621 donne (64%)e 346 uomini (36%). "E’ buona occupazione, non solo per i produttori del Sud del mondo: i contratti attivati, stando alle verifiche Agices, sono per lo più da dipendenti a tempo indeterminato (51%, che assorbono il 77% dei costi), marginalmente a tempo determinato (7%), mentre i collaboratori a progetto (17% del totale), e occasionali (7%) assorbono una quota di risorse molto ridotta rispetto al totale dei costi di lavoro sostenuti dalle organizzazioni iscritte al registro Agices, a sottolineare il ruolo marginale delle forme più precarie, legato a stagionalità ed eventi speciali come fiere e feste comandate" - sottolinea l'assocciazione.

Di particolare rilievo anche il fatto che le donne in grande maggioranza, anche se sono ancora poche quelle "al timone". Le donne rappresentano il 64% dei lavoratori Agices, e sono sotto la responsabilità femminile la presidenza e il coordinamento del suo Registro. Nonostante questa eccezione "rosa", i presidenti donne delle organizzazioni iscritte al Registro Agices sono solo il 30% del totale, situazione che riflette la tendenza generale degli organi dirigenziali dell’intero Terzo Settore.

Crescono anche gli investimenti in informazione ed educazione. Il rapporto 2007 aveva registrato in 2 anni circa 1 milione e mezzo di euro di investimenti in attività di informazione e formazione da parte delle organizzazioni equosolidali iscritte al Registro Agices. Il Rapporto 2009, nonostante l’infuriare della crisi, rileva che nel solo 2007 le Organizzazioni socie Agices hanno investito circa il doppio: più di 1 milione di euro per promuovere oltre 12mila ore di azioni, campagne ed eventi di educazione, di formazione, di informazione oltre che di promozione del movimento.

In crescita, infine, anche il valore dei prodotti acquistati dalle altre organizzazioni equosolidali, "a testimoniare un ampliamento delle categorie merceologiche" (questi acquisti valgono quasi 25 milioni di euro, erano circa 20 nel 2005) oltre a un aumento dei prodotti trasformati.

"Nonostante ci sia chi mette in discussione la sostenibilità del movimento a fronte della difficoltà dei maggiori canali di distribuzione, le organizzazioni socie Agices si confermano anche in questo ambito in controtendenza: esse fondano, infatti, la propria attività che valeva nel 2007 oltre 81 milioni di euro, quasi esclusivamente sulla vendita dei prodotti. I contributi, i progetti, e le altre attività che svolgono che generano ricavi che hanno un peso decisamente contenuto (4%)" - sottolineano i responsabili. All’interno dei ricavi da vendita di prodotti, la stragrande maggioranza è rappresentata da prodotti equosolidali. Solo in piccola parte si vendono prodotti non provenienti dalle filiere integrali, e comunque sono quasi esclusivamente editoriali e prodotti da cooperative sociali. [GB]

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