Lotta all'Aids: l'Italia sana il debito, raddoppiare presto i fondi

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Con il pagamento dei 260 milioni di euro di cui era debitore il governo italiano ha finalmente concluso il processo di versamento del proprio contributo al Fondo Globale per la Lotta all'Aids, Tubercolosi e Malaria (Gfatm) per il biennio 2006-2007. "Finalmente un passo determinante per l'impegno italiano nella lotta all'Aids, ma adesso è necessario che l'Italia dimostri coraggio e raddoppi il suo contributo" - commenta ActionAid che ha lanciato nei mesi scorsi la campagna "No Poverty No Aids".

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, si era ripetutamente impegnato a portare a termine il pagamento da parte del governo, ma solo col decreto extragettito approvato a fine giugno scorso erano stati stanziati i 260 milioni di euro richiesti. L'Italia, infatti, pur presente nel Board del Global Fund fin dalla sua istituzione, non aveva ancora versato le quote relative al 2006 e 2007, mentre la quota per il 2005 di 20 milioni di euro era stata resa disponibile attraverso le risorse della Cooperazione allo sviluppo della Farnesina.

Va ricordato che un capitolo del Dpef è dedicato alla Cooperazione allo sviluppo e invita i Ministeri competenti (Affari Esteri e Ministero dell'Economia e delle Finanze) "a definire obiettivi annuali per il triennio 2008-2010, che dovranno tendere " al netto degli arretrati per gli anni precedenti, per i quali dovranno essere individuate le risorse necessarie " al raggiungimento dello 0,33 per cento nel 2008 (stimabile intorno ai 4,7 miliardi complessivi) e dello 0,42 per cento nel 2009 (stimabile intorno ai 6,1 miliardi complessivi), per poter giungere allo 0,51 per cento nel 2010 (stimabile intorno ai 7,5 miliardi complessivi). All'interno di tali stanziamenti in ogni caso priorità dovrà essere assegnata all'Africa, per la quale l'Italia si è impegnata al Vertice di Gleneagles per un raddoppio degli aiuti".

Il Fondo Globale (Gfatm) - spiega Marco De Ponte, segretario generale ActionAid - è oggi uno dei principali meccanismi di finanziamento dei programmi di lotta ad Aids, tubercolosi e malaria. Con 7,7 miliardi di dollari approvati per la realizzazione di oltre 450 interventi in 136 Paesi, in soli cinque anni il Fondo ha contribuito a triplicare il numero di pazienti sotto terapia anti-retrovirale e a curare quasi tre milioni di malati di tubercolosi, salvando la vita a 1,8 milioni di persone. Secondo le stime, se il Gfatm reperisse 18 miliardi di dollari, potrebbe salvare 50 milioni di vite umane entro il 2010.

"Il mantenimento delle promesse italiane è una notizia importante alla vigilia della conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale che si terrà a Berlino nei prossimi giorni" - continu De Ponte. "Quella sarà l'occasione per i Paesi donatori di formalizzare i propri impegni finanziari per il prossimo triennio. Le loro promesse dovranno essere all'altezza dei bisogni previsti per il Fondo. Secondo le stime del consiglio di amministrazione del Fondo Globale - spiega ActionAid - le necessità finanziarie per il periodo 2008-2010 raggiungeranno i 15-18 miliardi di dollari all'anno. A fronte di questa crescita, il Gfatm ha chiesto ai Paesi donatori per lo meno il raddoppio dei loro precedenti livelli contributivi.

"Per il momento l'Italia non ha ufficializzato la sua promessa contributiva e resta dubbio un possibile aumento della propria quota, per non parlare del raddoppio richiesto dal Fondo Globale, ovvero 260 milioni di euro all'anno per tre anni" - afferma De Ponte. In occasione del vertice G8 tedesco - ricorda ActionAid - il Presidente del Consiglio Romano Prodi aveva impegnato l'Italia a destinare 320 milioni di euro all'anno per dieci anni, per la lotta ad Aids, tubercolosi e malaria, ma non è chiaro se, una volta reperite le risorse promesse, l'80% (260 milioni) verrà canalizzato attraverso il Gfatm. "La Conferenza di Berlino sarà il primo banco di prova per valutare il reale impegno del nostro Governo nella lotta all'Aids"- "E' proprio in questa occasione che chiediamo al Presidente del Consiglio di mostrare una leadership coraggiosa e una maggiore chiarezza sulle risorse promesse per la lotta all'HIV, impegnandosi verso il Fondo Globale con un versamento di 260 milioni di euro l'anno al Fondo Globale" - conclude De Ponte.

 

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