Prima le donne ed i bambini

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Nel famoso “The Wit and Wisdom” di Winston Churchill v'è una massima che fa al caso nostro: “in caso di emergenza l’italiano medio avrebbe dimenticato ogni forma di bon ton, galanteria o senso cavalleresco e avrebbe pensato solamente a mettersi in salvo, dimenticando le sue responsabilità e fregandosene delle altre persone in pericolo”. Insomma, ci si dimentica presto del “prima le donne ed i bambini”. No. Non stiamo parlando della Concordia affondata al largo dell'Isola del Giglio e del suo capitano che se l'è data a gambe ma degli Obiettivi del millennio che il nostro governo centrale non sta perseguendo. A differenza del nostro governo provinciale.

L'Italia promette in sede internazionale più e più volte di fare il proprio dovere; sottoscrive accordi a destra ed a manca; promuove incontri con tanto di corsie rosse e fiori a centro tavolo ma fugge le responsabilità. E voilà. In verità, ad oggi, non si sa nemmeno chi sia il comandante della nave. Andrea Riccardi, Ministro della cooperazione internazionale, manda i suoi saluti a tutti i convegni che trattino della “cosa” che dovrebbe, in teoria, competergli ma se andiamo nel sito internet degli Esteri scopriamo che Giulio Terzi, ministro degli Esteri, interviene in tema di cooperazione internazionale quasi quotidianamente. Insomma, molta confusione sotto il cielo della Farnesina.

In assenza del Capitano tocca ai sottufficiali (regioni), ai marinai (enti locali) nonché ai mozzi (ong) di non abbandonare, nel naufragio della nave degli obiettivi del millennio, né donne e né bambini. Per intenderci, né il quinto e né il quarto obiettivo del millennio che le/li riguarda.

Quali sono le scialuppe di salvataggio? Vediamole assieme:

1) miglior nutrizione. Ciò riguarda tutti: ricchi e poveri. I poveri stessi che abitano le megalopoli sono grassi e l'obesità, nel tempo del cibo globalizzato, sta diventando una piaga di pari proporzioni della carenza di cibo. Un miliardo di persone soffre la fame ed un miliardo è in sovrappeso. Nei Bric e nelle tigri economiche permane denutrizione e malnutrizione come prima dell'espansione economica. Vanno quindi promossi i progetti che favoriscono un altro stile di vita nei nord del mondo e l'accesso ad un cibo più sano e all'allattamento materno (checché ne dicano le multinazionali del latte in polvere) nele loro periferie e/o nei sud.

2) Big fives. Per i turisti impegnati nei safari africani i big fives sono i mammiferi più grandi: leone, elefante, bufalo, rinoceronte e leopardo mentre per le ong che si occupano di salute sono aids, malaria, diarrea, polmonite e soprattutto morbillo. Quest'ultimo è la principale causa di morte: contro il morbillo da più di cinquant’anni è disponibile un vaccino sicuro, efficace e relativamente economico. Ancor'oggi questa malattia molto contagiosa colpisce ogni anno 30 milioni di bimbi uccidendone mezzo milione e lasciandone molti altri ciechi o sordi. Nell’Africa subsahariana dove più di un terzo dei bambini non è ancora protetto.

3) Sanità di base. La globalizzazione, ormai, ha una propria architettura che uniforma tutte le più grandi città del mondo alternando centri commerciali e discariche, centri finanziari e baraccopoli. In questo delirio dicotomico vi sono cliniche private con cupole a mò di San Raffaele nei paesi ove non è ancora possibile avere un'ostetrica ed una pentola di acqua pulita. La risposta, per la cooperazione internazionale, è meno concentrazione urbana e più disseminazione in ambito rurale di centri di salute di base. Mai in competizione con il pubblico (se non nei casi estremi ove il pubblico è contro la sua gente).

4) Indipendenza economica. Studi e casi empirici dimostrano che lo sviluppo del microcredito ha un ruolo fondamentale nella riduzione della povertà nelle zone rurali. Altroché “luci della città”. E' il sapiente ritorno alla terra e l'accesso alla stessa, sempre più acquistata da stati esteri (grabbing land), che ci libera dalla fame e dalla malattia. Ce lo spiegano bene i nostri giovani del Salento che amano definirsi “terroni” - legati alla terra - e non “mammoni” come li apostrofò il ministro Cancellieri.

Ma per raggiungere sia il quinto che il quarto obiettivo dobbiamo sfondare sul terzo: parità di genere. Il livello di emancipazione e affrancamento della donna è legato al tema dell'uguaglianza tra i sessi. Secondo l'Unicef, l'abbattimento delle barriere discriminatorie riducono il problema della denutrizione in quanto sono le donne che sono protagoniste (in primo piano) in ciò.

Insomma, la nave si sta inclinando. Il sogno di raggiungere gli obiettivi del millennio si sta arenando causa scogli improvvisi non previsti dalle mappe. Possiamo almeno far scendere prima le donne ed i bambini? O, per ciò che ci riguarda, ci tocca dar ragione a Winston Churchill?

Fabio Pipinato

 

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