Caritas in Veritate e cooperazione internazionale

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L’enciclica ha fatto compiere un passo in avanti alla cultura che sottende la “cooperazione internazionale”. Andiamo con ordine. Il punto 47 chiede l’inclusione dei paesi già esclusi dal mercato globale. Questo, nei fatti, ha costretto paesi poveri ad un “aggiustamento strutturale” che ha permesso la vendita delle aziende locali, il licenziamento di molti lavoratori, alcun protezionismo nei confronti dei prodotti asiatici ed alcun conseguente investimento da parte di finanziatori esteri: quindi esclusione. Peraltro teorizzata nei rapporti della Banca Mondiale che descrive questi paesi come “esuberi”. L’inclusione non è automatica e prevede un percorso di responsabilizzazione che va di pari passo con l’acquisizione dei diritti. Laddove i governi sono fragili, le polizie corruttibili e le società civili deboli va immaginato un lungo percorso per riporre “al centro la persona umana”. Ciò aiuterebbe molti a destrutturare l’immaginario che vede non tanto nella “crescita personale” il percorso da compiere ma solo nella “crescita strutturale” la risposta.

L’enciclica, non casualmente, punta molto sulla formazione. Un ritorno sui banchi di scuola oggi per garantire lo sviluppo endogeno domani “affinché possano assolvere a quei doveri che attualmente l'indigenza non consente loro di onorare”. La formazione, infatti, permette di valorizzare i saperi di ogni territorio e, quindi, lo sviluppo locale dello stesso. Si prende le distanze da progettualità con “economie di scala”. Gli ipermercati che stanno sorgendo in tutte le capitali dei sud del mondo, infatti, confliggono con i “prodotti locali”, con il “genius loci” che caratterizza ogni territorio.

Sviluppo locale significa, invece, immaginare il proprio futuro, progettarlo assieme ad esperti esterni e realizzarlo con “i criteri della progressione e dell'accompagnamento — compreso il monitoraggio dei risultati –, perché non ci sono ricette universalmente valide”. Ciò significa, altresì, che il romanticismo di uno sviluppo locale che esclude l’intervento/aiuto esterno, in molte situazioni, non porta a nulla. Per molti territori senza un adeguato accompagnamento per “abitare assieme l’interdipendenza” non sarà semplicemente possibile alcun sviluppo. E qui non si teorizza un accompagnamento che si limita al “ciclo del progetto” ma generazionale, a tempo indeterminato che lega diverse comunità nel tempo.

I più grandi progetti oggi in atto nel nostro Sud d’Italia sono accompagnati e finanziati più dall’Unione Europea che dall’Italia. Un “isolamento” non gioverebbe né nei nord e né nei sud del mondo.

L’enciclica introduce il termine “prudenza” che credo sia l’atteggiamento più saggio di chi “abita la casa altrui”. Inoltre si prova a destrutturare l’immaginario di opere faraoniche di cui sono costellati i sud per la microprogettualità che riesca a mobilitare fattivamente “tutti i soggetti della società civile, tanto delle persone giuridiche quanto delle persone fisiche”. Il Papa sembra dare più risalto al processo (e quindi al come) che al risultato (e quindi al cosa). Attorno ad un pozzo, ad una scuola, ad un ospedale si crea comunità che nel perseguire un obiettivo rinsalda i propri legami, pone attenzione a “persone concrete”. Per quest’ultime il Pontefici azzarda la parola “rispetto” in quanto nel passato post coloniale l’atto cooperativo non poneva spesso le parti sullo stesso piano ma il donatore ed il beneficiario su piani differenti. Ambedue, in realtà, bisognosi di una liberazione dal rispettivo complesso di superiorità o d’inferiorità.

Puntuale è, infine, la critica agli organismi internazionali governativi ed alle organizzazioni non governative rei di non essere sufficientemente trasparenti. In parte il Papa ha ragione ma, sempre in via prudenziale, non si deve sottovalutare l’importanza di queste Istituzioni usando argomenti che i deterrenti delle stesse Istituzioni usano per chiederne l’abolizione. Nell’era dell’interdipendenza e del multilateralismo necessitiamo di Istituzioni si sobrie quanto forti.

 

Fabio Pipinato

 

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