Yo Yo Mundi, quando la musica è impegno

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Il “Progetto colibrì” – Foto: firufilandia.wordpress.com

Li hanno definiti gli alfieri del combat-folk alla metà degli anni ’90, quando i piemontesi Yo Yo Mundi si sono imposti sulla scena musicale nazionale. Assieme ai Modena City Ramblers sono stati nel loro genere il miglior gruppo italiano ma a differenza dei colleghi emiliani hanno saputo reinventarsi e dare vita a progetti originali che durano tuttora. L’impegno sociale e civile è sempre andato di pari passo con le canzoni del gruppo di Acqui Terme capitanato dal leader Paolo Archetti Maestri (voce e chitarra) e formato da una serie di ottimi musicisti come Fabrizio Barale (chitarrista anche nella band di Ivano Fossati), Fabio Martino (fisarmonica e tastiere), Andrea Cavalieri (basso e contrabbasso) ed Eugenio Merico (batteria). Basti pensare che il loro esordio discografico nel 1994 si intitolava “La diserzione degli animali da circo” e sposava la causa della Lega Anti Vivisezione.

La storia musicale è proseguita con dischi importanti come “Percorsi di musica sghemba” (1996) e “L’impazienza” (1999), prima di dedicarsi a progetti collaterali che intrecciano musica e cinema come nel caso di “Sciopero” (2001), sonorizzazione del capolavoro cinematografico di Ejsenstejn. Tre anni dopo con “54” gli Yo Yo Mundi realizzano invece un progetto a cavallo tra musica, teatro e letteratura ispirandosi all’omonimo romanzo di Wu Ming. Gli album di inediti “Alla bellezza dei margini” (2002) e “Album Rosso” (2008) trasudano poesia e impegno sociale, consacrando la band come una delle più belle realtà italiane capace di esportare la sua musica anche all’estero.

Il loro ultimo disco “Munfrà” (2011) è un album a tema su storie e tradizioni del natio Monferrato, cantato quasi interamente in dialetto, che vanta ospiti del calibro di Steve Wickam (violinista degli Waterboys), Radiodervish, Lou Dalfin, Eugenio Finardi, Hevia e Banda Osiris. Anche un gigante come Paolo Conte ha voluto partecipare al coraggioso progetto scrivendo la prefazione al disco. Con il fondatore Paolo Archetti Maestri abbiamo approfondito le linee di un impegno civile, politico e ambientale connaturato nel dna della band.

Qual è la ragione principale per cui siete tuttora uno dei gruppi più sensibili e impegnati a testimoniare attraverso le vostre canzoni un tema attuale come la difesa dell’ambiente?

“Veniamo tutti da Acqui Terme, che si trova nella valle della Bormida, uno dei fiumi più inquinati d’Italia a causa dell’Acna di Cengio, fabbrica di dinamite che per più di 150 anni vi ha riversato i propri rifiuti tossici. Siamo quindi nati e cresciuti con la coscienza di questo dramma ambientale che si consumava proprio sotto casa nostra e naturalmente questo aspetto è confluito anche nella nostra musica. Abbiamo esordito con un disco intitolato “La diserzione degli animali da circo”, in cui abbiamo sposato la causa della Lav, dedicando la canzone omonima a Paride Orfei, ideatore del primo circo senza animali italiano”.

Nel vostro ultimo album c’è una canzone che avete regalato al sito del forum Acqua Bene Comune: come è nata?

“Mentre stavamo lavorando a “Munfrà”, tra le tante storie legate alle nostre colline, abbiamo scoperto che il Monferrato è una terra che ha dato i natali a tanti rabdomanti. Intanto a livello nazionale si stavano raccogliendo le firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua e così abbiamo pensato di raccontare in “Rabdomantiko” la storia di questo rabdomante che trova l’acqua e la regala alla gente. Il brano è in dialetto e lo abbiamo messo gratuitamente a disposizione sul sito del forum con la traduzione italiana”.

“La strategia del colibrì” è invece un progetto discografico particolare, messo in vendita al momento solo presso le botteghe eque e solidali (di Alessandria e Genova), oltre che ai vostri concerti.

“Questa raccolta di canzoni, scritte tra il 1996 e oggi, hanno in comune la lotta contro ogni forma di monocultura. Il cd è stato prodotto dalla Regione Piemonte e dal liceo Balbo di Casale Monferrato, i cui alunni hanno promosso il laboratorio per il consumo consapevole “La strategia del colibrì”. Noi abbiamo composto ad hoc “Colibrì Song” e tutti i proventi ricavati dal cd andranno a finanziare la realizzazione di una scuola primaria in Kenya”.

Durante i vostri concerti è sempre presente il banchetto dei volontari di Emergency, segno di una collaborazione che dura ormai da diversi anni.

“Ci sono alcune associazioni come Emergency, Amnesty International e Greenpeace che sosteniamo e con cui collaboriamo da anni. Noi con la nostra musica cerchiamo in qualche modo di offrire stimoli per muovere il pensiero, ma queste associazioni hanno una forza propulsiva molto maggiore per portare ancora più lontano il messaggio antimilitarista e della salvaguardia dei diritti umani e ambientali. Lo scorso 20 aprile a Roma abbiamo partecipato al concerto per i cinquant’anni di Amnesty International, che nel 2009 ha adottato la nostra canzone “Il giorno che vennero gli aerei”.

Fabio Nappi

 

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