L'Argentina piange il suo ex presidente Nestor Kirchner

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Nestor Kirchner - Foto: Prensa

Aveva compiuto 60 anni lo scorso febbraio, e già lo scorso febbraio era stato sottoposto a un intervento chirurgico per problemi cardiaci, e a settembre l'ostruzione di un'arteria coronaria lo tennero lontano da alcuni impegni internazionali. Oggi il suo cuore non ha retto, inutile il ricovero d'urgenza all'ospedale del Calafate, nella sua provincia di Santa Cruz dove si trovava con la moglie, l'attuale presidente Cristina Fernandez.

Leader del partito giustizialista peronista, negli ultimi anni si stava dedicando principalmente al progetto di integrazione latinoamericano, tanto da essere stato nominato segretario generale dell'Unasur. Molte le voci riguardo a una sua probabile ricandidatura a fine mandato di sua moglie, per poter terminare quel progetto iniziato anni fa.

Dal 2003 al 2007 era lui a guidare l'Argentina e tirarla fuori dalla terribile crisi finanziaria, economica e sociale in cui era piombata grazie alla politica scellerata del suo predecessore Carlos Menem e alle ricette neoliberiste del Fondo Monetario Internazionale. E' opera sua l'Argentina del cambiamento, aveva dichiarato che il debito estero non poteva essere pagato a spese della salute, dell'istruzione e dell'occupazione, nonostante tutto il Paese riuscì a saldare i conti con l'Istituzione Finanziaria di Washington in tempi record nel 2005.

Kirchner si impegnò per un paese più equo e appoggiò le istanze degli operai che avevano iniziato a recuperare le loro fabbriche dopo la fuga dei padroni durante la grave crisi del 2001. Nel 2004 li convocò alla Casa Rosada e chiese loro di fare delle proposte per una legge sugli espropri e l'autogestione da parte degli operai. Nel frattempo la legge sul fallimento delle aziende venne modificata, includendo una parte che prevede la possibilità per gli operai di fare un'offerta per riscattarla utilizzando anche i loro crediti di lavoro.

Insieme a Lula e Chavez, l'ex presidente argentino fu uno dei più fermi oppositori dell'ALCA, il trattato di libero commercio che gli Usa tentano di imporre a tutta l'America Latina.

Dal punto di vista dei diritti umani si deve al suo governo la legge approvata nell'agosto 2003, che dichiarava “insanabilmente nulle” le leggi cosiddette di punto finale e di obbedienza dovuta, che nella pratica garantivano l'impunità ai responsabili delle atrocità commesse durante la dittatura. Grazie a questa legge e al pronunciamento della Corte Suprema vengono riaperti processi vecchi e se ne aprono di nuovi, affinché venga fatta giustizia per la pagina più buia della storia dell'Argentina.

Nel 2004 i locali dell'ESMA, sede di torture e violazioni dei diritti umani diventano un Museo della memoria. Per questo suo impegno nei confronti della giustizia, diventa così il presidente “amico” de las Madres de Plaza de Mayo. Tra i messaggi di cordoglio che stanno arrivando da tutto il mondo, c'è anche quello di Estela Carlotto “ Il nostro paese aveva tanto bisogno di quest'uomo. Se n'è andato qualcuno di indispensabile”.

Nel giorno in cui l'Argentina ha dato inizio al censimento dei suoi cittadini, all'appello mancherà una delle persone più importanti della storia recente del Paese.

Elvira Corona inviata Unimondo

 

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