Roma: oggi mobilitazione per la tassa sulle transazioni finanziarie

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Una mobilitazione della campagna Zerozerocinque

Col motto Scuotiamo il Palazzo” prende il via oggi la giornata di mobilitazione a Roma della campagna ZeroZeroCinque per introdurre una tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie. L’evento si unisce alle mobilitazioni che si stanno realizzando in tutto il mondo per chiedere ai Leader del G20 che si riuniranno a Cannes il prossimo 3 e 4 novembre di introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie.

“Dal 2009 ad oggi sono state spese tante parole sulla necessità di regolamentare il sistema finanziario internazionale, ma solo ora una misura concreta, di buon senso e facile implementazione si sta facendo strada sullo scacchiere europeo” – spiegano i promotori. “La Commissione Europea ha adottato ufficialmente la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) da attuare entro il 2014 sui mercati europei. Una tassa che non colpisce i piccoli risparmiatori, né ha ripercussioni negative sull’economia reale”.

“La proposta della Commissione europea è interessante per molti aspetti“ - spiegava nei giorni scorsi Andrea Baranes, portavoce della Campagna. “Prima di tutto stabilisce che ogni soggetto residente in un dato Paese è tenuto al pagamento, il che limita fortemente le possibilità di elusione. Inoltre permette di catturare le operazioni ad alta velocità (high frequency trading) che sono quelle più dannose e che causano maggiore instabilità. Tuttavia, c’è una grave lacuna: le indicazioni sull'utilizzo del gettito sono ancora troppo generiche. La campagna ZeroZeroCinque e le altre campagne internazionali chiedono che il gettito della TTF venga per il 50% alle spese sociali domestiche e per il 50% alle iniziative di lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici a livello globale.

La tassa europea comuqnue sancisce il principio che la finanza – e non i cittadini - deve pagare il prezzo della crisi che ha causato. Sono chiamate a contribuire quelle istituzioni finanziarie che sono state sostenute con soldi pubblici – i nostri soldi, miliardi di euro – e che continuano a segnare profitti e a distribuire dividendi, operando con le stesse modalità che le hanno portato sull’orlo del tracollo. La tassa ha riscosso l’appoggio di molti parlamentari e capi di Stato e di governo in Europa, di economisti e di migliaia di soggetti della società civile globale. “Una piccola misura che ha le potenzialità di arginare la speculazione finanziaria e raccogliere un grande gettito destinabile alle politiche sociali e alla lotta alla povertà in Italia e nel mondo”.

Ma – affermano le associazioni promotrici della mobilitazione – “la proposta della Commissione Europea ha bisogno del più ampio consenso possibile”. “Il nostro Governo ha a lungo titubato sulla posizione da assumere e, nonostante interrogazioni e risoluzioni parlamentari, lettere aperte all’esecutivo, inviti al confronto e mobilitazioni, nonostante politiche di tagli e la disperata necessità di fondi, ha sempre preferito mantenere un profilo basso e attendista sul tema, dichiarando di voler aspettare le mosse delle istituzioni europee”.

Se l’Europa ha fatto il primo passo, il nostro Governo ha bisogno di uno scossone. Per questo le associazioni invitano oggi a “dare insieme uno scossone al Palazzo” anche firmando la petizione online, inviare ai giornali locali una “lettera aperta” (in .doc) e a inviare vignette e video.

Nei giorni scorsi il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha presentato un documento dal titolo Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale che come la Campagna ZeroZeroCinque ha accolto molto positivamente per le importanti riflessioni e proposte che avanza. Durante la conferenza stampa è stato fatto riferimento anche alla Tassazione sulle Transazioni Finanziarie (TTF) che nelle parole del Segretario, S. E. Mons. Toso, è una delle vie percorribili dalla politica per “orientare i sistemi finanziari e monetari alla realizzazione del bene comune”.

“In un momento storico in cui enormi sacrifici – concludono i promotori - vengono richiesti dai governanti a noi, comuni cittadini, il mondo finanziario, primo responsabile della crisi che stiamo attraversando, continua imperterrito a mettere in atto pratiche che ci hanno trascinato e ci mantengono sulla soglia di un baratro. Il costo sociale della crisi sta ricadendo su di noi in termini di tagli al welfare, difficoltà occupazionali, stagnazione dell’economia reale. A farne le spese sono i cittadini più deboli e sempre più impoveriti”. [GB]

 

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