Italia: denunce e proposte della Carovana missionaria della pace

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La Carovana missionaria della pace - da Nigrizia

"Informazione imbavagliata, distorta, superficiale e forviante", "crisi di democrazia evidente" e "legalità costantemente negata a favore di interessi di gruppi ristretti, mafie e potentati finanziari e politici": sono le pesanti denunce sulla situazione italiana contenute nella "Dichiarazione finale" della 'Carovana missionaria della pace' che si è conclusa ieri a Roma dopo aver attraversato, dal 25 settembre, tutta la penisola.

"Abbiamo concretamente percorso le strade d'Italia al Sud come al Nord" - scrivono i giovani della Carovana. "Abbiamo visitato luoghi, incontrato persone, fatto esperienze di 'parole' incatenate in merito alle tematiche dell'acqua, delle migrazioni e della militarizzazione". Da questi incontri e esperienze i giovani denunciano che nel nostro Paese "l'informazione è imbavagliata, distorta, superficiale e forviante". "La responsabilità - specificano - è della mancanza di onesta intellettuale e professionale dei media, ma anche nella mancanza di senso critico e indifferenza che molte volte hanno gli stessi cittadini".

Evidenziano quindi "una crisi di democrazia, che si concretizza nella mancanza di ascolto, da parte delle istituzioni, delle istanze e delle urgenze che vengono dalla base e dai territori". "Tale rifiuto di dialogo viene messo in atto con imposizioni quali la presenza ingiustificata dell'esercito sul territorio; il divieto della manifestazione della volontà popolare e l'esautorazione di fatto del ruolo del parlamento, principale detentore del potere legislativo". E sottolineano che "la legalità è costantemente negata a favore di interessi di gruppi ristretti, mafie e potentati finanziari e politici".

Richiamando i tre temi principali affrontati nel percorso, i giovani della Carovana missionaria ribadiscono che "l'acqua è un bene comune, un diritto inalienabile dell'umanità, da tutelare per le generazioni future". "Non può essere trattata come una merce, pertanto non deve essere soggetta a privatizzazione". Chiedono perciò che "si ritorni ad una gestione pubblica diretta della rete idrica comunale, poiché gli strumenti legislativi e normativi lo permettono" e che "venga avviato l'iter per l'approvazione della legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell'acqua che è stata presentata al parlamento italiano con più di 400mila firme".

"L'Italia è un paese che nel silenzio si militarizza sempre di più" - sostengono i giovani carovanieri denunciando "le molte realtà militarizzate (Vicenza, Aviano, Brescia, Varese, la Sicilia. la Campania ...)". "Troppo spesso le nostre comunità cristiane sono attente al tema della vita, ma indifferenti a queste strutture pensate per provocare la morte" - evidenziano nella dichiarazione impegnandosi a "coltivare una spiritualità nonviolenta, per disarmare prima la nostra coscienza" e a "sfatare il mito della 'sicurezza', in favore di logiche di incontro ed accoglienza".

"Percorrendo le strade di Italia, siamo stati accolti dai nostri fratelli immigrati e da tante realtà che tentano di vivere una esperienza di convivialità delle differenze" - ricordano i giovani. "Vivendo parte della quotidianità di tanti nostri fratelli vittime di razzismo, si è rafforzata in noi la convinzione che l'incontro personale con l'Altro possa vincere le paure e gli stereotipi in questo momento così diffusi". Chiedono quindi alle comunità missionarie di "diffondere una informazione sui temi dell'immigrazione libera da pregiudizi attraverso tutti gli organismi che le hanno dato vita" e di "interagire con le altre realtà non ecclesiali attive nella promozione della multi-culturalità".

La Carovana missionaria per promuovere una cultura di pace ha rilanciato tre diverse campagne: circa l'acqua le campagne "Imbrocchiamola" e "Mettiamola fuori legge! (La pubblicità, non l'acqua in bottiglia); sull'immigrazione la campagna "Nella mia città nessuno è straniero" e, per il controllo dell'esportazione italiana di armi, le campagne di pressione alle "Banche armate" e la campagna "Parrocchie disarmate".

La quinta edizione della Carovana della pace è stata promossa da SUAM (Segretariato Unitario di Animazione Missionaria), FESMI (Federazione Stampa Missionaria Italiana), CMD (Centri Missionari Diocesani) e MGM (Movimento Giovanile Missionario). La prima nel 2000, in concomitanza con il "Giubileo degli oppressi", quando migliaia di persone si sono riunite all'Arena di Verona per un congresso nel week-end del 9 e 10 settembre. Poi la carovana ha iniziato ad essere itinerante, toccando di volta in volta diverse città italiane. [GB]

 

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