5 per mille: “Ritardi inaccettabili. Così si affossano i progetti”

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I disabili sono tra le categorie più colpite dalla manovra

Nonostante siano stati aggiornati pochi giorni fa gli elenchi del 5x1000 del 2009, sono moltissime le associazioni che dopo tre anni stanno ancora aspettando di ricevere i fondi. I pagamenti del 2009 stanno infatti arrivando solo per quanto riguarda le cifre inferiori ai 500mila euro. “E’ inaccettabile – dichiara Andrea Olivero, portavoce Forum Nazionale del Terzo Settore che il 5 per mille venga erogato con una media di 2 anni di ritardo, che in questo caso rischia di toccare i tre. E’ impensabile lasciare le organizzazioni destinatarie senza fondi, e mettere a forte rischio la realizzazione delle loro attività sociali”. “Chiediamo – prosegue Olivero – al Ministro dell’Economia di assolvere in tempi brevi al suo dovere e di trovare i fondi per le integrazioni di cassa. Il terzo settore italiano non può accettare questa situazione, tanto più in questo momento di grave crisi economica, che va a incidere pesantemente nella vita di tante famiglie e cittadini che vivono in uno stato di disagio e di bisogno, ai quali le organizzazioni sociali cercano di dare risposte, peraltro sempre più difficili, attivando progetti e servizi proprio con le risorse provenienti dal 5 per mille”.

Anche Unicef Italia ha fatto sentire le proprie rimostranze. “Dopo il taglio dei fondi alla cooperazione italiana, il non finanziamento da parte dell’Italia del Fondo per la lotta all’Aids e alla tubercolosi, il ritardo nel pagamento del 5 per mille per le più grandi organizzazioni che lavorano per lo sviluppo renderà l'Italia più debole nel quadro della politica internazionale” – ha dichiarato Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia. “Siamo soprattutto preoccupati per il ritardo che tale situazione ci causerà nei trasferimenti di fondi nei paesi in via di sviluppo, che avrà come immediata ripercussione la chiusura di alcuni progetti in molti paesi del mondo. Non inviare sul campo il denaro derivante dai contributi dei cittadini di quasi tre anni fa non può voler dire altro che perdite di vite umane” – ha proseguito Spadafora .

Il presidente di Unicef Italia ha lanciato anche un allarme. “Come UNICEF non riusciremo a mandare i nuovi fondi previsti entro quest’anno per la continuazione di progetti riguardanti la lotta alla malnutrizione in paesi come Eritrea, Zambia, RD Congo, Camerun, Madagascar, Myanmar, Guinea Bissau, Ciad, Centrafrica, Costa d'Avorio e molti altri in settori come l’acqua, l’igiene, la lotta alla mortalità materna, la protezione e il diritto all’istruzione Per i nostri uffici sul campo infine significherà dover chiudere temporaneamente alcuni progetti di lotta alla mortalità infantile, proprio a pochi giorni dal lancio della campagna Vogliamo zero con la quale ci siamo prefissati l’ambizioso obiettivo di ridurre drasticamente le morti di tanti innocenti per cause prevenibili”.

Dalla Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) si è levato anche un grido unanime contro i tagli previsti dalle recenti manovre finanziarie. Durante il consiglio nazionale è emersa infatti la profonda preoccupazione di tutti i rappresentanti dell’associazione per le conseguenze che i provvedimenti decisi dal Governo per le politiche sociali avranno per le persone con disabilità. La Uildm richiama la recente mobilitazione per i diritti delle persone con disabilità promosse a livello nazionale dalla Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per non cedere ai metodi e alle forme con cui il Governo tenta di gestire il delicato momento di crisi.

“Fin d’ora, ma in particolare dal 2012, infatti, le conseguenze per le persone con disabilità derivanti dalle manovre economiche di luglio e agosto si faranno sentire in modo drammaticamente concreto e reale” – afferma la nota della Uildm. “Non possiamo e non vogliamo aspettare quel momento per dare il nostro contributo alla mobilitazione, perché potrebbe essere veramente troppo tardi” - fanno sapere alcuni dei presidenti provinciali Uildm. “Noi siamo lo specchio della Uildm sul territorio italiano e possiamo testimoniare che il disagio in questo senso è già molto sentito e sempre più diffuso. Per questo abbiamo deciso di alzare quanto più possibile la nostra voce, a nome e per conto di tutti coloro che in questo momento non sono in grado di farlo e che tra qualche mese saranno i primi a pagare le conseguenze di provvedimenti che violano i diritti umani, prima ancora di quelli civili”.

Dopo l’approvazione della seconda Manovra economica, la previsione del Movimento delle Persone con Disabilità è che nei prossimi mesi, in Italia, il 25-30% delle persone si veda privato dei Servizi Sociali (servizi e prestazioni vari per bambini, persone anziane e con disabilità) di cui oggi si avvale, in particolare in conseguenza ai pesantissimi tagli agli enti locali.

A rendere la situazione ancora più difficile è l’attesa discussione in Parlamento della questione legata alla delega che il Governo ha chiesto per la riforma assistenziale, al fine di realizzare entrate rapide e sicure. “Con la spada di Damocle di questa iniziativa da un lato e il Fondo per le Politiche Sociali ridotto sempre più drasticamente e quello per la non autosufficienza azzerato dall’altro, la prospettiva per le persone con disabilità è che circa una su tre perda l’indennità di accompagnamento. Chiediamo dunque a tutti i cittadini italiani di essere consapevoli di questa situazione e di prendere una posizione, sostenendo la mobilitazione odierna e quella futura in difesa dei diritti delle persone con disabilità nel nostro Paese! – conclude la Uildm. [GB]

 

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