Legambiente/Wwf: forzatura del Governo il via libera sui siti delle centrali nucleari

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Centrali nucleari - Foto dal sito Wwf

"E' un pessimo segnale" che "ribadisce una linea dirigistica e contraria al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche": così il Wwf con un comunicato giudica il via libera deciso ieri dal Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sul nucleare che disciplina la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi.

"Un Decreto legislativo - prosegue la nota del Wwf - che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri contro la quasi totalità delle Regioni (con la sola eccezione di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) che hanno contestato nel loro documento il mancato rispetto dei poteri concorrenti delle Regioni in materia di certificazione dei siti, autorizzazione unica degli impianti nucleari e autorizzazione unica per il deposito nazionale".

"Questo va contro il Titolo V della Costituzione ed elude l'obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata stabilito dalla cosiddetta Delega nucleare" - denuncia l'associazione ambientalista che già da tempo ha criticato la scelta del Governo italiano del ritorno al nucleare ribadendo in diverse occasioni che quella del nucleare è una "favola dell'indipendenza energetica" perchè "il nucleare costa troppo, non è sicuro, è una sciagura sotto il profilo ambientale e, soprattutto, la maggioranza degli italiani non lo vuole".

Il decreto legislativo approvato dal Governo prevede inoltre "campagne informative al pubblico".Un punto fortemente contestato dal Wwf che considera "poco trasparente e priva di ogni controllo la previsione di una campagna di propaganda a sostegno dell'attività di imprese private del settore nucleare con i soldi pubblici". "Questo aggiunge un'altra beffa ai danni dei contribuenti che già pagheranno i costi salati del nucleare, difficilmente realizzabile ed economicamente non conveniente, oltre che pericoloso dal punto di vista ambientale e della sicurezza nei confronti delle minacce militari e terroristiche" - afferma il Wwf.

Dello stesso tono anche Legambiente che con un comunicato del presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza sottolinea che "il Governo continua a parlare di scelte trasparenti e condivise, ma non sembra interessato al parere di Regioni, Provincie e Comuni sull’argomento". Sono già 15, infatti, le Regioni che si sono schierate contro la Legge Sviluppo che rilancia il nucleare in Italia. Mentre 11 Regioni l’hanno impugnata per incostituzionalità (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Umbria Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise e Toscana) e aspettano l’udienza calendarizzata per il mese di giugno.

"Ma soprattutto - chiede Cogliati Dezza - come farà ora l Governo convincere la popolazione sul nucleare se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?". Da un'indagine di Legambiente, alla domanda sulla “una centrale nella mia Regione sì o no?” rivolta ai candidati alle prossime elezioni regionali, hanno già risposto negativamente ben 23 candidati di tutti gli schieramenti politici, dalla Lega al Pd, passando per l’Udc e il Pdl. Nove candidati ancora non si esprimono e solo sei dicono chiaramente di appoggiare l’opzione atomica, anche se fra questi si annovera il sì del presidente Formigoni d’accordo a costruire centrali ma non nella sua Regione. “Il Governo - conclude Cogliatti Dezza - deve smettere di ingannare gli italiani sulle possibilità del nucleare, che rimane una scelta folle da punto di vista economico ed energetico. Nessuna nuova centrale deve essere realizzata senza il consenso degli italiani”.

Intanto Greenpeace prosegue la campagna di distribuzione delle "pillole nucleari" invitando i cittadini a firmare l'appello - on line sul nuovo sito www.nuclearlifestyle.it - per chiedere ai candidati alle elezioni regionali di dichiararsi contrari al nucleare. U volontari hanno informato le persone e raccolto firme per l'appello contro il nucleare in 23 città italiane tra cui Roma, Milano e Venezia.

I pacchetti di "Nuclease65" distribuiti da Greenpeace contengono finte pillole allo iodio, comprensive di materiale informativo sui problemi alla salute causati dal nucleare. Quest'attività simula quella dell'Agenzia di Sicurezza Nucleare francese che distribuisce pillole di Ioduro di Potassio alla popolazione che abita a 10km dai siti nucleari. La pillola va presa in caso di incidente: "protegge" la tiroide, ma non ha effetto sugli altri organi e non salva la vita. "Se il nucleare tornasse nel nostro paese - afferma Greenpeace - la nuova Agenzia di Sicurezza Nucleare italiana dovrebbe pianificare la stessa distribuzione anche in Italia". [GB]

 

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