Pomodori viola anti-cancro? Meglio mangiar broccoli!

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La pagina del 'Corsera' sul pomodoro viola

Il "pomodoro viola per combattere i tumori" - un pomodoro geneticamente modificato (Ogm) frutto di uno studio a cui ha partecipato il professor Veronesi è sulla bocca di tutti.

"Abbiamo semplicemente visitato il sito internet di Flora - il progetto finanziato dalla Commissione Europea - per scoprire che la soluzione per essere più sani è a portata di mano: basta mangiare arance, pomodori, broccoli, olio di oliva, uva, basilico, legumi, cioccolata e bere the verde. Tanti flavonoidi a disposizione che consentono al nostro corpo di tutelarci dall'insorgenza di malattie tumorali e cardiovascolari" - commenta Simona Capogna dei Vas (Verdi Ambiente e Società).

"A chi può servire un pomodoro del genere?" - prosegue Capogna. "Sicuramente ai soggetti che ne deterranno il brevetto, alle aziende che lo venderanno (ad un prezzo maggiorato!) e ai ricercatori che faranno carriera o compreranno azioni di aziende biotech". "Sarebbe invece necessario utilizzare i risultati della ricerca Flora per favorire il consumo di flavonoidi (ancora troppo scarso in Occidente) attraverso l'uso di alimenti naturali già esistenti in abbondanza. E, quindi, vietare l'utilizzo di sostanze chimiche dell'agricoltura industriale. Ridurre la distanza tra 'il campo e la tavola'. Fare delle leggi più stringenti per i prodotti industriali, spesso, ingannevoli che non contengono ciò che dovrebbero: succhi al gusto di arancia senza arance, olio di oliva senza olive, vino senza uva, barrette di cioccolata senza cacao. Sono solo alcuni degli esempi delle contraffazioni alimentari legalizzate dalle norme che regolano il settore". "Insomma - conclude Capogna - le soluzioni sono tante, ma hanno tutte un inconveniente: vanno ad erodere i profitti di grandi gruppi industriali e finanziari. Gli stessi che parteggiano per il pomodoro transgenico".

Un fatto, quest'ultimo di cui non sembra accorgersi il professor Veronesi secondo il quale "gli ogm non danno nessun disturbo". Veronesi sostiene che "la bioingegneria un giorno potrà essere un'arma decisiva per la lotta ai tumori, e in questo filone si inserisce la ricerca condotta a Norwich che ha prodotto un pomodoro di colore viola modificato geneticamente".

E proprio su questo punto replica la Lav attraverso un comunicato. "La bioingegneria un giorno potrà essere un'arma decisiva per la lotta ai tumori, per ora è solo l'ennesimo business che proverà a vendere illusioni attraverso un pomodoro viola" - afferma Michela Kuan, responsabile Lav ricordando che "il pomodoro geneticamente modificato è stato sperimentato su animali, a loro volta geneticamente modificati".

"Infatti i topi, come molti altri mammiferi, non sviluppano il cancro e non sono soggetti a metastasi - spiega Michela Kuan. Quindi per studiare gli effetti antitumorali del pomodoro sono stati geneticamente modificati, creando un vortice di aberrazioni che in maniera esponenziale rende qualsiasi dato ottenuto sempre più inapplicabile ed inutile".

"Invece di spendere fondi per finanziare ricerche inutili basate sulla sofferenza di animali che non assomigliano più neppure a se stessi, sarebbe più logico garantire maggiore informazione sulle proprietà curative e preventive degli alimenti, sottolineando la fondamentale importanza di un'alimentazione sana e variata, soprattutto nelle fasi di crescita e sviluppo" - conclude Michela Kuan.

I pomodori "viola" sono il frutto di uno studio coordinato da Cathie Martin del John Innes Centre, Gran Bretagna, e condotto da Eugenio Butelli che oggi lavora presso lo stesso istituto, insieme a ricercatori dell'Università Cattolica di Campobasso e dell'Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano. Una "scoperta" che gli stessi ricercatori definiscono "uno studio preliminare". Resta infatti da capire il meccanismo d'azione protettivo dei pomodori viola.

Va ricordato che c'è il pomodoro Sun Black che però non è un Ogm: è stato sviluppato dal progetto italiano Tom-Anto della Scuola Superiore Sant'Anna, Università di Pisa, Università di Modena e Reggio Emilia e della Tuscia finanziato dal ministero dell'Università e della Ricerca. Nel frattempo il consiglio rimane quello di sempre: mangiare frutta e verdura in quantità, il miglior serbatoio naturale di antiossidanti. [GB]

 

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