Afghanistan: Emergency ritira lo staff internazionale

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Ospedale di Emergency in Afghanistan ©Emergency

"Oggi, mercoledì 11 aprile 2007, Emergency é stata costretta a ritirare temporaneamente il proprio staff internazionale dall'Afghanistan per ragioni di sicurezza. Per il momento, le strutture sanitarie di Emergency continuano a funzionare grazie alla competenza e alla dedizione dello staff afghano". E' con queste parole che Emergency annuncia il ritiro del proprio staff internazionale a Dubai in un messagggio rivolto al "popolo afghano" che verrà diffuso anche in Afghanistan, in inglese e nelle lingue locali.

A motivare la decisione sono state "vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ha definito Emergency una organizzazione che 'fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan'". In un'intervista al Corriere della Sera, ripresa dalla stampa internazionale, il direttore generale dei servizi afgani aveva infatti affermato che "Emergency in realtà non è una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di al-Qaeda in Afghanistan".

Proprio a seguito di quelle che nel comunicato di oggi Emergency definisce come le "terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione" e causa della "scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo", l'Ong italiana ha deciso di "ritirare temporaneamente" il proprio staff internazionale dall'Afghanistan.

Ma sulla decisione ha pesato anche la mancanza di un 'atto formale' da parte del Governo italiano a sostegno dell'operato della Ong. "Nessuno, né in Afghanistan, né soprattutto a Roma, aveva pensato di replicare alle pesantissime parole (del Capo dei servizi segreti afghano - ndr) con quel necessario sdegno che un normale governo avrebbe dopo che una istituzione del suo paese, e una istituzione del calibro di Emergency, era stata messa sotto accusa. Come niente era stato detto, quantomeno in modo ufficiale, per l'arresto illegale di Rahmatullah Hanefi, il manager dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, che per conto del governo italiano aveva aperto un canale con i rapitori di Daniele Mastrogiacomo ed era riuscito a far tornare a casa il giornalista italiano vivo" - nota Peacereporter, l'agenzia di stampa portavoce di Emergency .

Ieri, infatti, prima con le dichiarazioni del vicepresidente di Emergency, Garbagnati, e nel pomeriggio con un proprio comunicato, Emergency aveva chiesto al Governo italiano "atti ufficiali che darebbero consistenza e coinvolgerebbero direttamente in qualche modo il governo". "Il Governo italiano si sente estraneo a questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall'interno di un "governo amico" a una Ong italiana riconosciuta dal Ministero degli Affari esteri? - chiedeva il comunicato di Emergency. "Non ci sono proteste da muovere e chiarimenti da richiedere all'ambasciatore afgano in Italia? Non si vede in questa aggressione la "verità disvelata" della detenzione in atto di un cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?".

Dal Governo italiano nessun segnale, ma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti ha annunciato che prevede che la "riunione (di oggi) dei capigruppo si chiuderà con la richiesta di intervento in aula del governo, con un autorevolissimo esponente dell'esecutivo, già questa settimana, penso giovedì". A riferire in Aula sulla vicenda del sequestro Mastrogiacomo e della morte dell'interprete dovrebbe essere il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema.

Emergency opera in Afghanistan dal 1999 nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, in 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso e in 6 Cliniche all'interno delle prigioni. [GB]

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