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Piagge (Firenze), la banca di mutuo soccorso

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OLTRE 50 famiglie hanno versato 60mila euro. E in pochi mesi sono già stati erogati 33 prestiti. Siamo alle Piagge e questa è la banca del mutuo soccorso: si tratti di un immigrato che non riesce a pagare l'affitto o al giovane disoccupato che decide di intraprendere un'attività, ci pensa don Alessandro Santoro e il suo "fondo etico". A chiedere i prestiti sono tutte
persone "non bancabili", cioè persone che mai riuscirebbero ad avere un prestito da un istituto di credito. Eppure il tasso d'insolvenza è zero: tutti coloro che prendono soldi a prestito li restituiscono regolarmente.
Chi presta soldi riceve in cambio solo la copertura del tasso d'
inflazione. "Il punto fondamentale è la responsabilità verso la comunità, il mondo si può cambiare anche da qui", dice don Alessandro.

Il Fondo creato da don Santoro e dalla cooperativa sta cominciando a funzionare
La banca va, senza profitti
La concessione dei prestiti viene decisa in assemblea
"Nessuno deve arricchirsi" è il comandamento di don Santoro Per questo depositi e prestiti viaggiano col tasso di inflazione Il Fondo aiuta persone che normalmente non hanno a che fare con le banche, disoccupati, affittuari in difficoltà Finora tutti i prestiti concessi sono stati onorati e non c'è alcuna insolvenza. Cinquantatre famiglie hanno dato fiducia e versato i primi 60 mila euro. L'unico rifiuto è stato per un giovane Rom che chiedeva un prestito per "comprare" la moglie dalla ex
Jugoslavia. "Non si può, non è giusto", gli ha spiegato cortese don Alessandro Santoro. Ma il sorriso col quale lo stesso sacerdote racconta l'aneddoto non inganni. Laggiù, nella terra dimenticata delle Piagge che sta attaccata a Firenze come potrebbe stare attaccata a qualsiasi altra città, dove perfino i preti non hanno una parrocchia perché non c'è la
chiesa, il "fondo etico" della cooperativa Il Cerro è uno scoglio provvidenziale per chi è in mezzo alla tempesta.
Ben 53 famiglie, in un quartiere che certo non riunisce i più abbienti della città, ha accettato di prestare denaro a chi ne ha bisogno. Ai disoccupati che non ce la fanno a pagare la bolletta come a tutti coloro che una banca non farebbe neppure entrare nell' anticamera del bancomat.
"Nessuno deve arricchirsi", è il primo comandamento del "fondo etico" di don Alessandro. Qui il profitto è tabù, contrariamente a tutto il resto del mondo: chi presta riceve in cambio solo il tasso d'inflazione. Ma è solo l'inizio, perché il "fondo etico" sembra l'irruzione dell'utopia tra gli
"scatoloni" di cemento delle Piagge. Un'utopia scomoda, enigmatica ma reale. Cos'è e come funziona il "fondo"?
Non è una banca anzitutto, spiega don Alessandro: "Per una vera e propria banca si richiederebbero capitali ingenti". Molto di più dei 60mila euro raccolti dalle 53 famiglie. E non esistono sportelli: "Chi chiede il denaro deve offrire la sua disponibilità ad accettare un percorso perché non è beneficienza", dice don Santoro che venerdì sera è andato a spiegare tutto
a San Casciano, invitato dall'associazione "La Vuelta". Cioè, il percorso dell'assunzione della responsabilità verso la comunità, dell'assemblea generale dei prestatori e dei richiedenti, unico organo titolato a decidere
sull'erogazione del denaro. Nessuna delega, niente democrazia rappresentativa, è il secondo comandamento: "In questo Paese fin troppe persone hanno accettato di dare delle deleghe in bianco, se governa Berlusconi è anche per questo", dice il giovane sacerdote delle Piagge.

Sono tutti soggetti "non bancabili", quelli che si rivolgono al fondo. Non solo i precari Co.co.co che non possono esibire una busta paga regolare, ma giovani disoccupati, immigrati: "Vengono a chiedere il prestito perché non
ce la fanno a pagare l'affitto o perché non riescono a pagare la rata della macchina, vengono perché magari non riescono restituire altri prestiti, l'usura è un fenomeno diffuso", spiega don Santoro. Sono i prestiti che la cooperativa chiama di mutuo soccorso, fino ad un massimo di 2.600 euro.
Poi però ci sono i prestiti per chi ha un progetto da realizzare, una intrapresa da avviare come quel ragazzo che ha pensato di aprire un solarium che poi ha finito per richiamare tutti gli abitanti delle Piagge:
"In questo caso il prestito può arrivare a 5.200 euro".
Tasso d'insolvenza? Per un bancario una percentuale inconcepibile: zero. Tutti restituiscono regolarmente il denaro ricevuto con la sola aggiunta del tasso d'inflazione. Ed è qui che di nuovo emerge l'inaspettato: la responsabilità del singolo come cemento della socialità. "Il denaro è
strumento di emancipazione - si spiega - chi riceve il denaro è
responsabile verso la comunità". Succede alle Piagge, tutto questo. E non sembri poi così strano: "Non è facile, c'è anche chi ci ostacola, ma in fondo il mondo si può cambiare anche da qui", sorride don Alessandro.

di MASSIMO VANNI

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