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WSIS: alla vigilia del vertice la Tunisia oscura tre siti italiani

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Diritto all'informazione bloccato in Tunisia

In prossimità del WSIS. il Summit internazionale sulla società dell'informazione (Tunisi, 16-18 novembre) dell'Onu, il governo tunisino ha oscurato da ieri i siti dell'agenzia radiofonica Amisnet, dell'Associazione indipendente di giornalisti Lettera 22 e del Partito Radicale.

"Il provvedimento è un'evidente ritorsione contro le agenzie italiane che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello per la liberazione degli internauti di Zarsis, i blogger tunisini condannati a decine di anni di reclusione per aver navigato su siti sotto osservazione" - riporta Lettera 22. Secondo Fiorello Cortiana, delegato per Palazzo Madama al Summit si tratta "di un segnale preoccupante per la libertà di espressione e la manifestazione del pensiero di questo Paese: è la negazione di elementari diritti che la dicono lunga sul clima che si respira in Tunisia".

"Pochi dubbi che si tratti di una ritorsione: contemporaneamente, dai monitor degli utenti web tunisini è scomparsa la pagina di un altro sito italiano, Il secolo della Rete, che aveva pubblicato l'appello" - commenta Attilio Scarpellini su Il Riformista. "Nella mattinata due attivisti tunisini del movimento per i diritti umani sono stati, tanto per gradire, brutalmente malmenati dalla polizia nella capitale. Poi la performance intimidatoria si è conclusa con una cinquantina di agenti in borghese che hanno disperso un gruppo di giornalisti stranieri, tra cui gli inviati della rete franco-tedesca Arté e di quella belga francofona Rtbf, colpevoli di voler raggiungere la sede nazionale del Consiglio Nazionale per le Libertà, una Ong locale. Insomma, un disastro, anche dal punto di vista a cui la Tunisia è più sensibile, quello pubblicitario".

"Lo spiegamento di forze di pubblica sicurezza in Tunisia è davvero imponente, almeno in questi giorni" - aggiungono Lorenzo Anania e Francesco Diasio di Amisnet da Tunisi. "Ma il cahier des doléances del summit non finisce qui. Il previsto summit dell'informazione parallelo della società civile (CSIS) è boicottato dal governo locale, che ha negato ai suoi organizzatori il permesso di riunione - proseguono i due inviati. "E sia per protesta contro queste misure che per solidarietà con i dissidenti tunisini, sono stati annullati il media forum e l'incontro sulle libertà d'espressione in programma ieri su iniziativa delle Ong. Ma, nonostante tutto, il WSIS va avanti. La libertà di espressione e informazione non sembra essere il primo dei temi sull'agenda delle migliaia di delegati accorsi al Kram center di Tunisi, sede ufficiale del vertice. A colpire il visitatore sono soprattutto gli stand e le questioni legate al mercato, mentre i temi più politici sono relegati ali incontri più marginali, che non sembrano attirare più di tanto l'attenzione. Nonostante ciò, la società tunisina si fa comunque sentire. A debita distanza dalle eccezionali misure di sicurezza prese a protezione del Kram, gli attivisti tunisini stanno cercando di organizzarsi per attirare l'attenzione della stampa internazionale. Sia loro che il presidente Ben Ali sembrano aver ben compreso l'adagio di Emily Dickinson: "Non c'è niente al mondo cha abbia tanto potere quanto la parola" - concludono gli inviati di Lettera 22.

Una serie di associazioni della società civile avevano indetto per il 16-18 novembre a Tunisi un contro-vertice , un Sommet Citoyen sur la Société de l'Information (SCSI) che dovrebbe costituire un nuovo importante risultato fermo nella lunga tradizione di conferenze e Summit dell' Onu integrate da iniziative organizzate da gruppi e associazioni di base.

In un rapporto diffuso nei giorni scorsi Amnesty International denunciava gravi violazioni dei diritti umani, in particolare della libertà di espressione e informazione e auspicava che che le autorità tunisine cogliessero l'occasione del Summit per consentire maggiore apertura e allentare i rigidi controlli". E il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha chiesto in un colloquio provato avvenuto ieri a Tunisi al presidente della Repubblica tunisina Zin Al Abidin Ben Ali che il governo del Paese nordafricano si impegni per rispettare la libertà d'informazione dei giornalisti e i diritti umani - riporta l'agenzia Misna. La richiesta è in linea con la decisione del Palazzo di Vetro di scegliere, nel 2001, Tunisi come sede del Vertice mondiale sulla società dell'informazione, che comincerà domani. [GB]

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