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Aiuti: il Governo rivede i tagli, ma non tutto è chiaro

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La Farnesina

"I calcoli del Ministero degli Esteri (Mae) sull'impegno italiano in materia di aiuto pubblico allo sviluppo sono poco trasparenti. Per questo motivo chiediamo alla Farnesina di esplicitare le voci contabili che secondo il loro ultimo aggiornamento farebbero attestare la percentuale di Aps/Pil allo 0,29%". Così Raffaele Salinari, portavoce del CINI - Coordinamento Italiano Network Internazionali - commenta la nota diffusa nei giorni scorsi dal Ministero degli Affari Esteri.

"Si tratta di 'aiuti fantasma' - continua Salinari - che sono il risultato di un'operazione di finanza creativa: all'interno di quello 0,29 sono infatti incluse le rate relative alla cancellazione del debito di Iraq e Nigeria e questo fa schizzare verso l'alto un dato che invece rimarrebbe al palo se fosse presa in considerazione solo la quantità di aiuti 'reali' che il Paese ha destinato all'aiuto pubblico allo sviluppo".

Negli ultimi mesi - spiegano i tecnici delle organizzazioni aderenti al CINI - la percentuale di Aps/Pil sta continuamente aumentando, probabilmente grazie alla contabilizzazione continua di nuove rate di cancellazione del debito.

"La poca chiarezza da parte del Ministero nell'esplicitare i flussi finanziari non ci consente di dire quanto ancora potrà aumentare questa percentuale - spiega ancora Raffaele Salinari - così come non possiamo dire a quanto ammonta realmente il dato relativo all'aiuto pubblico allo sviluppo. Viene il dubbio che si possa trattare di una manovra elettorale dell'ultima ora".

"L'impegno del governo nella lotta alla povertà passa anche e soprattutto dalla trasparenza contabile. Per questo motivo - conclude Raffaele Salinari - chiediamo urgentemente che il Ministero ci spieghi realmente qual è lo stato dell'arte dell'aiuto pubblico in Italia, aprendo i libri contabili e illustrando una per una tutte le voci ancora poco chiare".

Va inoltre ricordato che di recente il Governo Berlusconi non solo ha ridotto gli aiuti alla cooperazione, ma aveva anche deciso di azzerare i contributi volontari dell'Italia alle cinque principali agenzie dell'Onu (Unicef, Acnur, Fao, Oms e Unpd) tanto che lo stesso Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan in una lettera all'ambasciatore italiano alle Nazioni Unite ha espresso "profonda preoccupazione" per la possibilità che il governo italiano decida "di ridurre o di eliminare completamente i contributi volontari ai Fondi e ai Programmi delle Nazioni Unite nel 2006".

Nei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri "dopo aver preso in esame in febbraio un iniziale accantonamento relativo a contributi volontari per un primo gruppo di Enti e Agenzie Onu" ha deciso di deliberare "una prima tranche di contributi volontari per il 2006 a favore dei maggiori Fondi, Agenzie e Programmi delle Nazioni Unite. In particolare - recita ancora il comunicato - si prevede di stanziare, in questa fase, il 50% dei contributi complessivi versati a tali Enti nel 2005". [GB]

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