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Aviano: la Cassazione rinvia, ma per le agenzie 'le bombe Usa non si toccano'

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"Rinvio per motivi procedurali": lo ha deciso oggi la Corte di Cassazione. Ma per le maggiori agenzie di stampa italiane ciò che conta è diffondere la tesi, facendola quasi passare per "sentenza", del Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, secondo cui il Tribunale di Pordenone non avrebbe competenza a deliberare sulla causa intentata da cinque attivisti del comitato 'Via le bombe', contro il Governo degli Stati Uniti che chiedono la rimozione dal territorio italiano delle 50 atomiche Usa presenti ad Aviano. In una parola, avrebbero ragione gli Stati Uniti e il caso è chiuso.

Oggi, 8 luglio, si è tenuta davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione l'udienza sulla causa ma, a differenza di quanto lasciano intendere le agenzie di stampa diffuse nel primo pomeriggio, la Corte ha deciso su richiesta proprio del Procuratore Generale un "rinvio tecnico procedurale". Lo afferma in una lettera prontamente diffusa, su segnalazione da parte del nostro sito di quanto stava avvenendo, l'avvocato difensore dei cinque attivisti di Aviano, Filippo Trippanera, in precisazione delle prime notizie emanate dalle agenzie di stampa.

"Il sottoscritto difensore di Tissino Tiziano, Rizzardo Giuseppe, Negro Michele, Mayer Carlo e Giacomini Monia, anche a nome dei codifensori Avv. Joachim Lau e Claudio Giovangiacomo, oggi presenti all'udienza camerale avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per regolamento preventivo di giurisdizione proposto dal convenuto Stati Uniti di America in merito alla base nucleare di Aviano, dichiara che alla odierna udienza non è stato discusso il merito del regolamento di giurisdizione, in quanto il Procuratore Generale ha chiesto un rinvio tecnico procedurale, cui le altre parti per lealtà e correttezza hanno assentito. Verrà, quindi, fissata una nuova udienza dove verrà discusso e deciso il regolamento di giurisdizione" - conclude l'avvocato Trippanera.

Una chiara smentita - dicevamo - di quanto le prime agenzie lasciassero intendere. "Cassazione: PG, Base Usa di Aviano non si tocca" - titolava un primo dispaccio dell'Ansa suddiviso in due parti che veniva ripreso da un articolo online de 'Il Messaggero'. Ancora più espliciti i titoli dell'agenzia AGI: "Atomiche Aviano: PG Cassazione, su rimozione non decide l'Italia" e di Adnkronos "Cassazione: Pg, l'Italia non può ordinare la rimozione delle atomiche ad Aviano", ripreso anche in articolo online de Il Tempo, per concludere con quello de l'Unità che addirittura rimuove la citazione del PG (Procuratore Generale) e sentenzia: "Aviano, per la Cassazione la base Usa non si tocca". E nell'articolo l'Unità afferma perentoria: "La sentenza di martedì (8 luglio - ndr) dà ragione infatti agli avvocati del governo degli Stati Uniti che avevano chiesto alla Corte di dichiarare la loro piena "immunità" davanti ai giudici ordinari italiani. Insomma il giudice italiano non può ordinare agli Stati Uniti di rimuovere gli ordigni atomici che sarebbero presenti nella base aerea di Aviano".

Tutte agenzie, si badi bene, diffuse nel primo pomeriggio (quella de l'Unità è addirittura delle 17 e in bella evidenza sulla homepage del quotidiano) quando - come riporta l'avvocato difensore dei cinque attivisti - era già chiaro che la Corte di Cassazione aveva deciso "un rinvio per motivi procedurali" e più che alla tesi del Procuratore Generale, Pasquale Ciccolo, una corretta informazione avrebbe dovuto dar spazio alla decisione della Corte del "rinvio", che invece non viene mai citata in nessuno dei suddetti articoli, mentre addirittura si lascia intendere che vi sarebbe già una "sentenza" e per conoscerne la motivazione occorrebbe "attendere il deposito dell'ordinanza nelle prossime settimane".

E l'Ansa alle 20:59 batteva un'altra agenzia che dava ancora grande rilevanza alle tesi del Procuratore Generale a sostegno degli Stati Uniti, mentre solo alle 21.28 l'Ansa diffondeva una breve agenzia in cui veniva correttamente riportata parte della lettera degli avvocati degli attivisti pordenonesi e il rinvio ad una nuova udienza "dove verrà discusso e deciso il regolamento di giurisdizione".

"Un tipico caso in cui la stampa italiana si affretta a dare le notizie che vuole - o che qualche potere forte vorrebbe - far passare senza premurarsi di riportare correttamente tutti i fatti" - commenta Lisa Clark, presidente del Comitato 'Via le bombe'.

Insomma, nel merito niente di deciso ancora. Tutta la vicenda e le informazioni sul caso sono disponibili nei nostri precedenti articoli sul sito di Unimondo.

Giorgio Beretta

Articolo pubblicato alle ore 21:50 del 8 luglio 2008

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