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Disarmo: ci sono le 50 mila firme per dichiarare l'Italia libera dalle atomiche

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"Ce l'abbiamo fatta! Le firme ci sono! Abbiamo superato le 50mila!". Lo annuncia Lisa Clark coordinatrice della Campagna "Un futuro senza atomiche" che nei mesi scorsi ha raccolto firme in tutta Italia per per la proposta di legge d'iniziativa popolare perché l'Italia si dichiari "zona libera da armi nucleari". "Anche se alcune firme e moduli sembrano non validi, altri ne stanno arrivando e siamo fiduciosi" - continua Lisa Clark.

Nonostante, infatti, l'Italia abbia ratificato già nel 1975 il "Trattato di Non Proliferazione nucleare" (TNP), impegnandosi come Stato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche, da diversi anni i movimenti pacifisti denunciano la presenza degli ordigni nucleari americani sul territorio italiano tanto da citare in giudizio il governo degli Stati Uniti con la richiesta che vengano rimosse. Sul territorio italiano si trovano almeno 90 testate atomiche, 50 nella base USAF di Aviano (PN) e 40 nell'aeroporto militare di Ghedi (BS).

La Campagna, iniziata il 30 settembre scorso a Ghedi (Brescia) e Aviano è stata promossa da 54 associazioni del mondo pacifista, ambientalista e della cooperazione che lo scorso 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione.

Il testo della legge si compone di due semplici articoli. "Il primo afferma che 'il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato "zona libera da armi nucleari" e pone il divieto al 'transito e al deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari sul territorio della Repubblica", impegnando il Governo ad adottare "tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurarne la piena applicazione". Il secondo, è puramente tecnico e come per ogni normativa dichiara che "la presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica".

Giovedì 27 marzo il comitato promotore consegnerà gli scatoloni con le firme all'Ufficio atti legislativi della Camera e una delegazione verrà ricevuta dal Presidente della Camera. Gli scatoloni saranno accompagnati dagli elenchi delle adesioni alla Campagna provenienti da Parlamentari (una trentina) ed Enti Locali. I Parlamentari si impegnano così a portare avanti nelle Commissioni e in Aula il dibattito sull'approvazione della proposta di legge. Mentre circa 200 tra Comuni e Province hanno dimostrato, approvando in Consiglio mozioni di sostegno alla Campagna, di ben rappresentare la volontà di pace dei propri cittadini. "E' stata un'esperienza non facile, un percorso un po' in salita. Ma abbiamo costruito una serie di relazioni belle che hanno visto la nascita di nuove alleanze ed amicizie in tante parti d'Italia" - afferma Lisa Clark ricordando a tutti che "il lavoro non finisce qui".

Lisa Clark relazionerà sulle campagna e sulle iniziative in atto a livello internazionale al Convegno nazionale di Rete Disarmo che si terrà sabato 29 marzo a Roma alla Città dell'Altra Economia sul tema "Oltre l'insicurezza delle armi: politica, istituzioni, società civile a confronto". Il convegno, intende tra l'altro promuovere un confronto con rappresentanti del Governo per offrire elementi di valutazione dell'operato e presentare al pubblico le richieste della Rete Disarmo ai candidati premier in materia di legislazione nazionale e internazionale sul controllo del commercio di armamenti, di disarmo nucleare, delle spese militari e della riconversione dell'industria del settore. [GB]

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