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Trento: al via la campagna contro discriminazione razziale

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Un manifesto della campagna contro la discriminazione razziale - da Migra

Nell'anno europeo delle Equal Opportunities for all - (pari opportunità per tutti) e alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, che si celebra domani (21 marzo), MIGRA - Osservatorio sulla discriminazione degli immigrati nel lavoro - in collaborazione con Cinformi, Cgil, Cisl e Uil del Trentino - ha presentato oggi a Trento la campagna di informazione per contrastare le discriminazioni fondate sulla razza e le origini etniche degli immigrati nel lavoro. "La sensibilizzazione si svilupperà da oggi sino alla fine dell'anno per contribuire a diffondere ad ogni livello e in tutti gli ambienti sociali, il principio della parità di trattamento dei lavoratori immigrati al fine di favorire una sempre meno conflittuale e costosa convivenza interculturale, non solo in ambito lavorativo" - riportano i promotori dell'iniziativa.

"All'interno del progetto MIGRA la campagna contribuisce a diffondere cultura, sedimentare conoscenze, saperi e consapevolezza, per trasformare la percezione del diverso in opportunità. Per abbattere od abbassare i pregiudizi che favoriscono o legittimano le discriminazioni. Vuole essere occasione di riflessione ed impegno per promuovere le pari opportunità e dare maggiore dignità e rispetto per i lavoratori immigrati consapevoli che questo, in definitiva, aiuta tutti i lavoratori" - sottolinea MIGRA. La campagna, utilizzerà i principali strumenti di tutela contro la discriminazione dei lavoratori immigrati mettendo in rilievo alcuni articoli di "leggi superiori" che maggiormente possono veicolare il messaggio dei danni causati dalla discriminazione e dei vantaggi che scaturiscono dal rispetto delle reciproche identità.

Nella provincia Trento il tasso di legalità dei lavoratori immigrati è superiore alla media nazionale, è richiesta un'adeguata azione di monitoraggio e repressione dello sfruttamento. Il lavoro nero nel settore turistico in Trentino raggiunge una quota del 18%. "Dati preoccupanti che possono anche cambiare totalmente se si pensa a tutto il non controllato, il sommerso" - ha affermato Giovanni Tascino della Cisl ad un recente Convegno organizzato a Riva del Garda da Migra. "Una vera piaga del settore e non solo a Riva, ma anche in altre valli del Trentino: Val di Non, Val di Sole, Val di Fiemme, Val di Fassa dove il turismo impiega soprattutto lavoratori stranieri" - ha ribadito Roland Caramelle della Filcams-CGIL. E' proprio in queste valli che l'autunno scorso sono stati denunciati anche vari episodi di 'caporalato'. Un altro fenomeno attentamente osservato da Migra che a dicembre ha promosso sul tema un convegno a Cles, nella Valle di Non (TN).

E, in tema di discriminazione nei giorni scorsi l'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) ha reso noto di aver ricevuto lo scorso anno l'anno 10 mila telefonate, fra richieste generiche di informazioni sulla normativa in materia di immigrazione e antidiscriminazione e richieste specifiche di supporto a fabbisogni di integrazione sociale. Sono stati 351 i casi che hanno impegnato l'Unar in un'istruttoria in 218 di questi l'Ufficio ha riscontrato un'oggettiva discriminazione su base etnica e razziale subita dalla vittima. A denunciare al numero verde dell'Unar, sono in genere coloro che vivono già da circa 10 anni in Italia e la maggior parte delle denunce arrivano dai principali centri urbani del Centro Nord. [GB]

Fonte: Migra

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