Italia libera da armi nucleari: al via da Ghedi

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Parte il 30 settembre prossimo, a Ghedi (Brescia), la raccolta delle firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare perché l'Italia si dichiari "zona libera da armi nucleari". La campagna, "Un futuro senza atomiche", è promossa da 54 associazioni pacifiste che il 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione: dall'Arci all'Associazione Ong italiane, dall'Acli ad Altreconomia, da Beati i costruttori di pace a Chiama l'Africa, dal Cipsi agli Enti locali per la pace e i diritti umani, da Nigrizia a Pax Christi, dalla Tavola della pace a un Ponte per.... Il primo appuntamento vede il Sindaco di Aviano, Stefano Del Cont, e la Sindaca di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, firmare come primi due cittadini italiani la proposta di legge. Tutti e due i sindaci - nei cui territori si trovano armi nucleari italiane - sono membri di "Mayors for Peace", l'associazione presieduta dal Sindaco di Hiroshima.

Si prosegue il 3 ottobre con il lancio della campagna nella Provincia di Monza-Brianza e il 4 in quella di Trento e quindi durante tutta la "Settimana della pace" (1-7 ottobre) promossa dalla Tavola della Pace. Le adesioni sono aperte e l'invito è ora quello di creare comitati locali in più città possibili d'Italia. Tutte le indicazioni - compreso un vademecum con le istruzioni per la raccolta delle firme - sono disponibili sul sito internet di "Un futuro senza atomiche". A Roma, in autunno - la data non è ancora stata fissata - Franca Rame e Dario Fo organizzeranno invece uno spettacolo di sostegno alla campagna, come strumento di informazione e sensibilizzazione, ma anche per raccogliere adesioni, firme e fondi.

Nonostante l'Italia abbia ratificato già nel 1975 il "Trattato di Non Proliferazione nucleare" (TNP), impegnandosi come Stato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche, da diversi anni i movimenti pacifisti denunciano la presenza degli ordigni nucleari americani sul territorio italiano tanto da citare in giudizio il governo degli Stati Uniti con la richiesta che vengano rimosse. Lo scorso gennaio anche un giornale di area non certo "pacifista" come Libero, aveva dedicato un'intera pagina ad un'inchiesta nella quale vengono fornite importanti prove a sostegno della tesi della presenza di armi atomiche nella Base Usaf di Aviano.

"Finora, i vari governi che si sono succeduti hanno sempre rifiutato di confermare la presenza di ordigni nucleari sul nostro territorio" - commentava Tiziano Tissino del Comitato 'Via le Bombe' da anni impegnato nella sensibilizzazione della cittadinanza. "È tempo invece che i cittadini siano adeguatamente informati e che l'Italia si adoperi affinché tutte le armi nucleari presenti nel nostro paese siano smantellate al più presto, come primo passo verso la completa abolizione delle armi atomiche". "Una richiesta che viene assunta proprio dal Disegno di Legge popolare che abbiamo voluto essenziale e chiaro - spiega don Albino Bizzotto di "Beati i costruttori di pace", una delle associazioni che da tempo si è fatta promotrice dell'iniziativa della legge popolare per un'Italia libera da armi nucleari. [GB]

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