Notizie

Archivio Notizie

Roma: indigeni Mapuche protestano contro la Benetton

Stampa

Terre ancestrali dei Mapuche - da nadir.org

Una delegazione di indigeni Mapuche, popolo nativo della Patagonia Argentina ha manifestato oggi contro la Benetton di fronte ad una delle sue principali filiali, a Piazza di Spagna - informa l'associazione A Sud. Il popolo Mapuche, che vive nella regione della Patagonia, denunciato il gruppo italiano Benetton - proprietario di oltre 900 ettari nel sud dell'Argentina - perchè responsabile dell'espropriazione e dello sfruttamento delle terre indigene.

Il conflitto risale all'ottobre 2002 quando la famiglia mapuche Curi㱀anco-Nahuelquir, proprietaria di 250 etteri di terra nella provincia di Chubut, 1500 chilometri a sud est di Buenos Aires, venne espulsa dalle proprie terre per volontà della compagnia italiana. In quella zona, è stato dimostrato, sono presenti giacimenti minerari d'oro. La denuncia della famiglia Curi㱀anco-Nahuelquir si risolse, nel maggio successivo, con una sentenza del tribunale locale che proclamò proprietaria della terra la Compagnia Tierras Sud Argentino, impresa di orgine britannica appartenente al consorzio tessile italiano dal 1991.

In seguito alla sentenza intervenne il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. In una lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica, Pérez Esquivel denunciò che la Benetton, come altre grandi imprese straniere presenti nella zona, appropriandosi dei territori indigeni impedisce alle comunità native l'accesso all'acqua e alle vie di comunicazione.

"Provo stupore e dolore a sapere che lei, un imprenditore di livello internazionale, si è avvalso dei soldi e della complicità di un giudice senza scrupoli per togliere le terre ad una povera famiglia di fratelli Mapuche, nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina" - scriveva Pérez Esquivel. "Le cittadine e i cittadini di Treviso, sede delle sua azienda, non so cosa pensano delle sue attività. Mi auguro che reagiscano con senso critico e pretendano che lei si agisca con dignità, restituendo questi 385 ettari ai suoi legittimi proprietari, ponendo fine a questo furto. Sarebbe un gesto di grande levatura morale e le assicuro che ne riceverebbe di più che con le terre" - concludeva il Premio Nobel. A distanza di anni il conflitto è ancora aperto. [GB]

Ultime notizie

Libia senza pace, tra gas, propaganda e violazioni dei diritti umani

08 Febbraio 2012
Si riparla di Libia. Per l’emergenza gas: il solito Scaroni, eterno amministratore delegato dell’Eni, ci assicura che anche questa volta ce la caveremo anche grazie al gas libico che, per fortuna,...

Conclusioni Social Forum Mondiale: “Se il presente è di lotta il futuro è nostro!”

07 Febbraio 2012
Si è concluso il 29 gennaio scorso il XII Social Forum Mondiale che si è svolto nella città brasiliana di Porto Alegre. Questo incontro si è innestato con le grandi mobilitazioni che stanno riempie...

Naufragio del Giglio, quanto ci costa la Costa!

06 Febbraio 2012
Il disastro della Costa crociere ha gettato nuova luce su un fenomeno già noto e denunciato da anni dalle associazioni ambientaliste, quello dell’impatto ecologico che questi giganti del mare produ...

Arne Næss: i prossimi cent’anni

06 Febbraio 2012
Il maggiore filosofo in assoluto della Norvegia, Arne Næss, nacque giusto cent’anni fa a oggi e morì a quasi 97 anni. Un filosofo mondiale, un essere umano con una personalità che emanava un’incred...

Riomare: rompiamogli le scatole

05 Febbraio 2012
Ormai da alcuni anni il Wwf ha lanciato “l’allarme rosso tonno rosso”, una specie che in Mediterraneo è a rischio estinzione. L’equilibrio tra il pescato e l’effettiva disponibilità sarebbe sbilanc...