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Control Arms: 77 governi per un Trattato sul commercio di armi

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La scultura all'esterno del Palazzo Onu di New York - foto Iansa

Le organizzazioni promotrici della campagna Control Arms (Amnesty International, Oxfam International e Iansa - la Rete internazionale d'azione sulle armi leggere) hanno espresso il proprio apprezzamento per la decisione di 77 governi (tra cui l'Italia) di co-sponsorizzare una risoluzione per avviare i lavori per un Trattato internazionale sul commercio di armi. La campagna Control Arms auspica che la risoluzione, che viene esaminata oggi dal Primo Comitato delle Nazioni Unite, sia sostenuta da ulteriori governi in vista del voto, previsto nell'ultima settimana di ottobre.

Alla risoluzione, che ha ricevuto un sostegno massiccio in Africa, America Latina ed Europa, dovrebbero aggiungersi Canada, Sudafrica e Brasile che già si erano espressi in favore del Trattato. "Per la prima volta - fanno notare Amnesty, Oxfam e Iansa - anche paesi il cui export di armi è in espansione, come Serbia, Romania e Bulgaria, hanno espresso il proprio appoggio a un Trattato internazionale sul commercio di armi. Un altro elemento di novità è costituito dal fatto che la risoluzione è sostenuta da paesi devastati dalla violenza armata, tra cui Colombia, Haiti, Liberia, Ruanda e Timor Leste".

"I governi che sono rimasti a terra hanno 10 giorni di tempo per salire a bordo. Ora dobbiamo evitare che questo mare a favore non sia ostacolato dallo scetticismo di un piccolo gruppo di Stati" - fa notare Brian Wood di Amnesty International. Anche in questo caso, infatti, peserà la forte opposizione dei principali produttori di armi tra cui Stati Uniti e Russia che nel luglio scorso ha portato al fallimento la Conferenza mondiale dell'Onu sulle armi leggere e di piccolo calibro.

Nonostante i promotori della campagna Control Arms avessero consegnato al Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, la più grande petizione visuale del mondo, la 'Petizione dei milione volti' di 160 paesi diversi (di cui 40.000 raccolti in Italia) una manciata di Paesi si era opposta fortemente alla proposta, avanzata dal 2003 dalla campagna, per l'adozione di un Trattato internazionale sul commercio di armi.

Dal 2003 Amnesty International, Oxfam International e Iansa hanno unito le proprie forze nella campagna "Control Arms", per l'adozione di un Trattato internazionale sul commercio di armi basato sul rispetto del diritto internazionale, in particolare delle norme sui diritti umani e del diritto umanitario.

Sostenuta da venti premi Nobel, la campagna Control Arms in Italia è rilanciata dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo. Oltre a contribuire alla grande mobilitazione mondiale, i promotori intendono agire per migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia sul commercio di armi. L'Italia è infatti il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere, eppure la nostra legislazione è vecchia di 30 anni e ad oggi non esiste alcuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi. [GB]

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