Mani Tese
Opera dal 1964 a livello nazionale ed internazionale per favorire l'instaurazione di nuovi rapporti fra i popoli, fondati sulla giustizia, la solidarietà, il rispetto delle diverse identità culturali.
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Email
manitese@manitese.it
Main Address
Via L. Cavenaghi, 4 - 20149 Milano
Paese
Italia
Main Telephone
(02) 48008617
Data adesione
01.01.1999
Citazioni
22.03.2007
Dal 26 al 30 marzo si svolgerà a Tepcan, in Guatemala, il Terzo vertice dei popoli indigeni dell'America Latina. L'incontro si pone l'obiettivo di esaminare la situazione dei diritti dei popoli indigeni nel continente, per arrivare a proporre un piano globale di azione per promuoverli. Mani Tese sostiene attivamente la preparazione dell'incontro, che vede coinvolte Conic e Conavigua, due organizzazioni nostre partner nei progetti di cooperazione e facenti parti del segretariato operativo del Waqib'kej, il coordinamento delle organizzazioni maya del Guatemala. I popoli indigeni originari del continente americano, da loro chiamato Abya Yala, hanno cominciato ad incontrarsi a partire dal 1992 in occasione dell'anniversario di quella che per noi europei è la "scoperta delle Americhe".
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Foto: Vertice dei popoli indigeni dell'America Latina
03.11.2006
"I numeri della globalizzazione contribuiscono a sgomberare il campo dalla retorica" - afferma un comunicato di Mani Tese alla vigilia del convegno “Chi Global? Cittadini di un mondo tra centri e periferie” che si svolge a Riva del Garda il 4 e 5 novembre. "Solo il 10% della produzione agricola mondiale viene immesso sui mercati internazionali. Il libero commercio impone un modello agricolo basato sull’agricoltura industriale, la concentrazione della proprietà della terra, l’utilizzo di fertilizzanti e prodotti chimici, i sussidi all’esportazione dei prodotti agricoli. Le conseguenza sono la fine dell’agricoltura di sussistenza, l’aumento delle povertà nelle campagne e il flusso migratorio verso le città. E la globalizzazione produce disoccupazione di massa: il numero dei giovani disoccupati nel mondo è infatti passato, negli ultimi dieci anni, da 74 a 85 milioni con un incremento del 14,8%. I giovani senza lavoro rappresentano il 44% del totale dei disoccupati nel mondo.
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Foto: Il manifesto del convegno di Mani Tese
28.02.2006
Nella regione del Delta del Niger nuovi attacchi sono stati condotti da sospetti militanti contro postazioni petrolifere e impianti di gas, dove lo scorso 18 febbraio sono stati sequestrati 9 dipendenti di multinazionali straniere. Di grande valore è la condanna che l’Alta Corte Federale della Nigeria> ha dato alla Shell Petroleum Development Corp. La sentenza impone un risarcimento di 1,5 miliardi di dollari alla comunità aborigena Ijawa, che vive nella regione del Delta del Niger, per l’impatto nocivo conseguente alle perdite di petrolio nel loro territorio con il ‘gas flaring’. E’ stato calcolato che il gas flaring nella regione del Delta del Niger arriva a produrre ben 70 milioni di tonnellate di Co2 all’anno, ovvero più delle emissioni di Norvegia, Portogallo e Svezia messe insieme. Delle malefatte della Shell nel Delta del Niger se ne è parlato anche per la tragica uccisione dieci anni fa da parte dell’allora dittatura nigeriana del poeta e attivista Ken Saro Wiwa.
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Foto: dipendenti Shell-Nigeria



