10.12.03 Dichirazione per l'acqua un diritto umano universale
Dichiarazione di Roma del 10 dicembre 2003 1. Ancora oggi vi sono al mondo più di un miliardo e quattrocento milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e 2,4 miliardi che non hanno accesso ad installazioni sanitarie adeguate, con la conseguenza che 30 mila esseri umani muoiono ogni giorno per malattie dovute all’assenza o cattiva qualità dell’acqua e dell’igiene. Eppure : le Nazioni Unite avevano promosso nel 1980 “Il Decennio Mondiale dell’Acqua e dell’Igiene (1981-91) con l’obiettivo di assicurare l’accesso all’acqua per tutti nel 2000 ! 2. La comunità internazionale (istituzionale) continua a rifiutare il riconoscimento dell’accesso all’acqua come un diritto umano, cioè un diritto universale, indivisibile ed imprescrittibile. Specie dopo la Conferenza Internazionale sull’Acqua di Dublino nel 1992, essa preferisce trattare l’accesso all’acqua come un bisogno essenziale e l’acqua come una materia prima, un bene economico, favorendo cosi le politiche orientate al mercato, alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici ed alla mercificazione dell’acqua. Recentemente (novembre 2002), il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali ha affermato che l’accesso ad una fornitura adeguata di acqua per uso personale e domestico costituisce un diritto umano fondamentale di ogni persona. Nel suo “Commento generale” n°15 sull’attuazione della Convenzione internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 1966, il Comitato precisa che “il diritto umano all’acqua è indispensabile per condurre la propria esistenza in condizioni di dignità umana. Esso costituisce un prerequisto per la realizzazione degli altri diritti umani. Purtroppo, il “Commento Generale” non è legalmente vincolante per i 146 Stati che hanno ratificato la Convenzione internazionale. Ciò spiega perché nel marzo 2003, al 3° Foro Mondiale dell’Acqua a Kyoto, gli stessi Stati hanno invece ripetuto nella dichiarazione ministeriale conclusiva che l’accesso all’acqua è un bisogno vitale (e non un diritto) e che l’acqua deve essere considerata principalmente come un bene economico, cui si deve attribuire un valore economico secondo i prezzi di mercato che consentono il recupero del costo totale di produzione (profitto incluso). Fortunatamente in occasione del Forum di Kyoto, diverse istituzioni partecipanti hanno espresso posizioni diverse. In particolare, la Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza, in un suo documento, che l’acqua è un diritto umano ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegati al mercato. In questo stesso senso si è espresso anche il Sindacato Internazionale dei Servizi Pubblici. 3. Già in passato, il diritto all’acqua è stato menzionato in atti o decisioni internazionali. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, per esempio, fa riferimento all’acqua. Inoltre, la prima conferenza delle Nazioni Uniti sull’acqua a Mar del Plata nel 1977 ha stabilito che tutte le persone hanno il diritto ad avere accesso all’acqua potabile per soddisfare le loro esigenze fondamentali. La realtà è che i leaders politici, economici e tecno-scientifici dei paesi più ricchi e potenti del mondo – cosi come, spesso, le classi dirigenti dei paesi “in via di sviluppo” – hanno praticato negli ultimi venti anni delle politiche istituzionali, finanziarie, agricole, industriali e commerciali con effetti maggiori devastanti contrari alle sparute dichiarazioni di principi favorevoli al diritto umano all’acqua. 4. Le prospettive non sembrano molto incoraggianti. La mercificazione dell’acqua sembra destinata a rafforzarsi. Da una diecina di anni, le analisi e le previsioni dell’ONU, della FAO, dell’UNESCO, del PNUD, della Banca Mondiale non fanno che “annunciare” : l’aggravamento della “crisi idrica” nel mondo . Nel 2032, a 40 anni dal 1° Vertice Mondiale dell’Ambiente di Rio de Janeiro, il 60% della popolazione mondiale rischia di “ vivere” in regioni caratterizzate da scarsità idrica. gravi problemi di approvvigionamento idrico per l’agricoltura in Cina, India e Stati Uniti. In questi paesi, le falde freatiche tendono ad abbassarsi a causa dei prelievi sproporzionatamente eccessivi operati negli ultimi cinquant’anni dall’agricoltura e dall’industria ( energia inclusa) la moltiplicazione e l’intensificazione dei conflitti intorno all’acqua per usi alternativi concorrenti tra Stati. Non si parla ormai dell’Acqua che come “oro blu” e si afferma che il XXI secolo sarà il secolo delle “guerre dell’acqua”. Si tratta di futuri possibili ma inaccettabili 5. Il 2003, è stato l’Anno Internazionale dell’Acqua. Nel momento in cui l’anno volge al termine , ci siamo riuniti – provenienti da varie Regioni del mondo – in nome unicamente della nostra qualità di cittadini perché siamo decisi a far si che quest’anno non resti un anno di celebrazioni altamente retoriche e si concluda con magrissimi impegni politici , è successo al G-8 di Evian nel giugno scorso. I leaders del G-8 avevano annunciato che avrebbero preso degli impegni nel campo dell’acqua: si parlò di triplicare l’aiuto pubblico internazionale per l’acqua e portarlo al livello di 30 miliardi di $ annui. La delusione fu grande : il G-8 si è concluso senza nessuna impegno significativo. 6. Difronte a tale stato delle cose, vogliamo reagire ed invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi attorno ai principi, agli obiettivi ed alle seguenti iniziative affermiamo che : il riconoscimento formale del Diritto all’Acqua è un passo fondamentale per l’attuazione del Diritto alla vita per tutti realizzare il Diritto all’Acqua per tutti è una pre-condizione necessaria per ottenere lo sradicamento della povertà nel mondo la realizzazione del Diritto all’Acqua per tutti (e non solo per la metà di coloro che oggi non ne hanno l’accesso) entro il 2015 è economicamente possibile. Recentemente (1997), le Nazioni Unite (in particolare il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), hanno dimostrato che l’obiettivo dell’accesso all’acqua per tutti entro un periodo di 15 anni è economicamente realizzabile. Riaffermiamo che l’ostacolo principale alla realizzazione del Diritto Umano all’Acqua non risiede nell’assenza né nell’inadeguatezza delle risorse finanziarie, delle competerne, delle tecnologie. Queste esistono. Ciò che manca è la volontà politica e le scelte economiche e sociali corrispondenti. Pertanto sosteniamo che : l’esclusione dell’acqua - 55 anni or sono - quale diritto esplicito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha impedito ai cittadini di esercitare delle pressioni efficaci sui Governi ed ha determinato l’affermarsi nelle legislazioni nazionali e nelle pratiche politiche, in un contesto internazionale di crescente economicismo neo-liberale, di approcci e di modi di gestione fondati sull’acqua vista come un “bene economico”. è urgente ed indispensabile riconoscere il carattere di “bene comune pubblico” dell’acqua e degli ecosistemi e pervenire all’esclusione dell’acqua dalla categoria dei “ beni e servizi mercantili” e non solo per quanto riguarda l’utilizzo idro-potabile. Essenziale ed insostituibile anche per altre attività economiche (agricole, energetiche, industriali) di natura fondamentale per il diritto alla vita ed il vivere insieme, l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico anche in questo caso l’acqua ed i servizi idrici non devono essere l’oggetto di negoziati commerciali ma di regole mondiali che definiscono e promuovono una valorizzazione e gestione dell’acqua sostenibile come bene comune e diritto umano universale. A tal fine, ribadiamo i seguenti principi 1) L'acqua è una bene comune dell'umanità, appartenente a tutti gli organismi viventi. 2) L'accesso all'acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo. 3) Il finanziamento del costo necessario per garantire ad ogni essere umano l'accesso all'acqua, nella quantità e la qualità sufficienti per vivere, è della responsabilità dei poteri pubblici. Conseguentemente proponiamo, fra le tante e numerose azioni e soluzioni indispensabili che si conoscono e sono possibili,che la Giornata Speciale di Roma metta la priorità su sei obiettivi da realizzare nel corso dei prossimi 5 - 10 anni, e cioè : Primo obiettivo : “ costituzionalizzare ” il Diritto all’Acqua mediante a. l’inclusione di tale diritto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite b. la sua introduzione nella Carta Costituzionale Europea e nelle Costituzioni dei vari Stati del mondo c. la sua incorporazione negli statuti delle collettività comunali, provinciali e regionali od approvazione formale con delibere ad hoc Secondo obiettivo : trasformare l’Acqua in uno strumento di Pace Attraverso iniziative da parte di Comuni, Province , Regioni e Stati per sancire, con ordini del giorno, delibere ed altri documenti, il ripudio dell’uso dell’acqua per fini politici o militari e come strumento di oppressione, di esclusione e di ricatto. Terzo obiettivo: liberare le portatrici d’acqua Garantire, entro cinque anni, il diritto all’istruzione per i 18 milioni di bambini, soprattutto di ragazze, che nel mondo non possono frequentare la scuola d’obbligo perché costretti/e a fare i/le “portatori/portatrici d’acqua” per le famiglie e per il villaggio, percorrendo parecchi chilometri al giorno. Quarto obiettivo : poniamo fine al pompaggio ed ai consumi devastanti Ridurre, in tutti i Paesi del mondo, entro il 2010, del 40% i prelievi e le perdite attuali in agricoltura, in industria e nelle reti di distribuzione Parimenti, ridurre, a livello di usi domestici, i consumi dell’acqua potabile per usi non potabili. Le economie di acqua e di risorse finanziarie cosi realizzate, saranno destinate a finanziare progetti per garantire l’accesso all’acqua, per tutte le popolazioni povere, con il coinvolgimento e la partecipazione delle popolazioni locali. A questo riguardo, un ruolo importante sarà svolto dalla ripubblicizzazione della gestione delle acque minerali. Quinto obiettivo : inventare la finanza cooperativa per l’acqua Creare un sistema finanziario cooperativo, mutualistico, mondiale, destinato a sostenere la messa in opera di un servizio pubblico mondiale dell’acqua ed interventi miranti a garantire l’accesso all’acqua potabile a livello locale, nazionale e continentale, specie nelle regioni semi-aride e desertiche e nelle grandi metropoli della povertà, favorendo anche le azioni di partenariato pubblico-pubblico. Sesto obiettivo : la democrazia locale per l’acqua Favorire a tutti i livelli locali (comuni, città, province,regioni, bacini internazionali) la costituzione di Consigli dei cittadini, con poteri effettivi, a sostegno ed in rafforzamento delle istituzioni di democrazia rappresentativa esistenti o similari, secondo le pratiche e le culture dei vari Paesi. Roma – Campidoglio – 10 Dicembre 2003 - Giornata Speciale dell’acqua A I sottoscrittori presenti a Roma 1. Mario SOARES (Portogallo) Presidente del Comuitato internazionale per il Contratto Mondiale dell'Acqua 2. Walter VELTRONI (Italia) (Sindaco Città di Roma) 3. Enrico GASBARRA (Italia) Presidente Provincia di Roma 4. Riccardo PETRELLA ( Italia) Segretario Comitato internazionale Contratto Mondiale dell’acqua e Presidente Comitato italiano. 5 Danielle MITTERRAND (Francia) Presidente della Fondazione France Liberté e Presidente onoraria dell’Associazione francese per il Contratto Mondiale dell’Acqua. 6. Alex ZANOTELLI (Italia) Missionario Comboniano 7. Silvano Saverio DA COSTA (Brasile) Presidente Associazione nazionale Servizi Municipalizzati delle città (ASSEMAE)che raggruppa 1800 città del Brasile e rappresentante della Rete internazionale “VIDA ”impegnata sul Diritto all’acqua 8. Elio DI RUPO (Belgio) Sindaco di Mons ( Belgio) - Presidente del Partito Socialista Belga 9. Pietro FOLENA (Italia) Parlamentare italiano. Portavoce Associazione italiana dei parlamentari e degli eletti locali per il Contratto Mondiale dell’Acqua 10. Tran HOAI (Vietnam) Rappresentante Comitato dei cittadini - Città di Hue 11 Asma CHAABI (Marocco) Sindaco di Essaouira- (Rabat) 12. Jacques PERREUX (Francia) Vicepresidente del Consiglio Generale del Val de Marne 13. Munther HADDADIN (Giordania) Ex Ministro Acqua e Irrigazione - Consigliere del Principe - di Giordania El Hassan 14. Marc BUREAU (Quebec) Consigliere Muncipale Città di Gatineau. Presidente Commissione Ambiente Quebec. NB. La citta di Gatineau ha approvato una risoluzione sul diritto all'acqua in previsione della Giornata del 10 dicembre 15. Roberto CONTI ( Italia) Vicepresidente ANCC Coop (Campagna Acqua per la pace) 15. Pedro ARROJO (Spagna) Fondatore e presidente dell’ Associazione "Per una nuova cultura dell’acqua" . 16. Alberto VELASCO (Svizzera) Parlamentare Città di Ginevra e Presidente ATTAC Ginevra 17. Bernard J. WOHLWEND (Svizzera) Presidente della International Water Law Association 19. Selim BESLAGIC (Bosnia) Parlamentare, Già sindaco di Tuzla 20. Ahmed SEBAI (Marocco) Parlamentare Nazionale 21 Mirelle VOLPATO (Francia) Consigliere Regione Aquitaine – VicePresidente Associaz. eletti comunisti e repubblicani di Francia 22. Maj FIIL FLYNN (USA) “Public Citizen” Water for All Campaign 23. Jorge NASCIMENTO (Brasile) Forum Internacional das Aguas 24. Jean Luc TOULY (Francia) Presidente ACME Francia 25. Claire PIERSON ( Belgio) Responsabile Oxfam Belgio per le Campagne ed azioni sull’Acqua 26. Massimo ROSSI (Italia) Presidente Consiglio Comunale Grottamare 27. Rosario LEMBO ( Italia) Presidente del CIPSI - Segretario Comitato Italiano Acqua (ACME Italia) 28 Emilio MOLINARI ( Italia) Vice Presidente Comitato Italiano Acqua (ACME Italia) 29. Patrizia SENTINELLI ( Italia) Consigliera Comunale di Roma B Adesioni al documento pervenute il 10 dicembre nel corso dei lavori da persone invitate e/o che avevano annunciato la loro presenza ma impedite, all'ultimo momento, di partecipare Società Civile Vandana SHIVA (India) Direttrice Foundation for Scientific Research Jean ZIEGLER ( Svizzera) Rapporteur spécial de la Commission des droits de l’homme des Nations Unies Rudolf AMENGA-ETEGO (Ghana) Coordinatore del movimento nazionale contro la privatizzazione dell'acqua Walter BONAN (Italia) Presidente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Federico MAJOR (Spagna) Presidente della Fondazione per la Cultura della Pace Eduardo GALEANO (Uruguay) Scrittore Carla MONTERMAYOR (Filippine) Coordinatrice dell' Asian Committee for Water Vigilance Network Roberto FUMAGALLI (Italia) Circolo ambiente di Merone Francesco FERRANTE (Italia) Direttore Generale Legambiente Stefano LENZI (Italia) Responsabile Ufficio Istituzioni WWF Italia) Parlamentari Francis WURTZ (Francia) Parlamentare europeo - Presidente del Gruppo GUE /NGL Paul LANNOYE (Belgio) Parlamentare europeo . Gruppo dei Verdi/ALE . Autore del rapporto del PE su "Acqua e politica per lo sviluppo" Fidèle HIEN (Burkina Faso) Parlamentare Assemblea nazionale Francesco MARTONE (Italia) Senatore Associazione dei parlamentari e degli eletti per il Contratto Mondiale dell’Acqua Aloisio MERCADANTE (Brasile) Seantore, Capo Gruppo del PT Ernst Ulrich von WEIZSÄCKER (Germania) Parlamentare, Presidente della Commissione per l'Ambiente Enti locali Gassan SBAKAA (Palestina) Sindaco di Bablus. Presidente dell'Associazione dei Comuni Palestinesi Sergio GOLINELLI (Italia) Assessore Ambiente Provincia di Ferrara Paolo CACCIARI (Italia) Assessore Ambiente Comune di Venezia Antonio MUSCONI (Italia) Assessore Comune di VALMADRERA Pamela PANTANO (Italia) Assessore Politiche Infanzia Comune di Roma Leonardo MASELLA (Italia) Capo Gruppo consiliare PRC – Bologna Rodolfo SCHIAVO (Italia) Cittadinanza Attiva C . Parlamentari Europei che hanno aderito all'iniziativa Enrique BARON CRESPO (E) Presidente del Gruppo PSE Michel SCARBONCHI (I) Segretario Nazionale del MRC Elena Ornella PACIOTTI (I) Gruppo PSE Harem DESIR ( F) Gruppo PSE Danielle DARRAS Gruppo PSE Claudio FAVA (I) Gruppo PSE Antonio DI PIETRO (I) Gruppo ELDR Alain SAVARY (F) Gruppo PSE Massimo CARRARO (I) Gruppo PSE Fausto BERTINOTTI (I) Gruppo GUE/NGL Luigi VINCI (I) Gruppo GUE/NGL Luisa MORGANTINI (I) Gruppo GUE/NGL Giuseppe DI LELLO FINUOLI (I) Gruppo GUE/NGL Pasqualina NAPOLETANO (I) Gruppo PSE Guido SACCONI (I) Gruppo PSE Marie Therese HERMANGE (F) Gruppo PPE Roger HELMER Gruppo PPE Massimo CARRARO (I) Gruppo PSE Fonte: Contratto Mondiale sull'acqua |



