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giovedì, 04 dicembre, 2008

Cem Mondialità

«Non manderò mio figlio a scuola fintanto che il paradigma educativo delle nostre scuole rimarrà quello attuale», protesta ‘Kak’ Wees. E denuncia che la scuola ha fallito nell’insegnare ai bambini a pensare criticamente, contribuendo piuttosto ad allontanarli dalle loro radici culturali, sfornando individui che difettano di indipendenza e di creatività.
‘Kak Wees’ - nomignolo di Machidus Sururi Ibnoe Sayy, indonesiano - non è un “esperto” di educazione, né un cattedratico (ha il diploma di Va elementare). È noto, soprattutto tra i bambini, come un narratore di storie. Ha vinto premi nazionali di lettura di poesia e prosa, ed è riconosciuto dall’Associazione dei Giornalisti indonesiani come “miglior narratore”. Ma per Wees, un narratore non è solo uno che racconta storie ad altre persone, narrare è il più antico metodo educativo.
Ascoltando storie, i bambini imparano ad apprezzare la letteratura, maturano sviluppando l'immaginazione e tutte le abilità creative della mente, oltre che rinsaldare i legami affettivo-spirituali con il narratore, che spesso è un loro parente.
Dunque Kak Wees ha le idee chiare: «I miei figli impareranno con me a casa». Ma la storia non si ferma qui. Wees, con la moglie e alcuni amici, ha messo in piedi una “scuola alternativa” e l’ha chiamata significativamente The Village Institute and School for Autonomy. La sperimentazione è ospitata da una scuola elementare islamica.
La scuola si basa su tre “pilastri”: educazione a casa, a scuola e nella comunità: i parenti e la comunità divengono insegnanti. A casa i bambini possono svolgere faccende domestiche come lavare i piatti o familiarizzare con il lavoro dei genitori. Nella comunità possono visitare luoghi di lavoro, manifatture, laboratori… Ogni giorno, prima dell’inizio delle lezioni, ai bambini può essere richiesto di fare una relazione delle attività/esperienze svolte in comunità. Grande attenzione viene poi posta nel mantenere i bambini in relazione con la propria cultura. Al contrario delle scuole “ufficiali”, questo istituto offre un educazione a basso costo che copre tutto l’arco dalle elementari al terzo livello. Continua

Indice del numero di ottobre

Cem Mondialità, mensile di educazione alla mondialità che si rivolge agli educatori ai quali propone un pensiero progettuale, l'interculturalità, spunti interdisciplinari, la formazione liberatrice con pedagogia narrativa.


"Educare è sempre più facile che rieducare" A.S. Makarenko
Kit didattico

Brevi proposte educative come spunti iniziali di avvicinamento per animatori di organismi non governativi (ONG), ed educatori che lavorano con gruppi e per quegli insegnanti che vogliono integrare queste tematiche nelle loro attività didattiche.
- Cinque obiettivi per un mondo migliore
- Il mio luogo ideale
- Il gioco dei profili
- Iraq: Politiche Interventiste e Politiche di Pace
- Se il mondo fosse...
- Impronta Ecologica

Per approfondimenti su metodologie e obiettivi clicca qui.
FOCUS DEL MESE

Riforma Moratti: I Piani di Studio Personalizzati
LearningChannel.org opinion illustration (access)
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Firma la campagna: Riattivazione della commissione ministeriale per l'educazione interculturale
SOFTWARE LIBERO PER LE SCUOLE ITALIANE

Un altro software è possibile!
Un'iniziativa del Gruppo Centro Educazione Mondialità (CEM) Padova
CAMPAGNA GLOBALE PER L'EDUCAZIONE

Ad oggi 115 milioni di bambini non vanno a scuola. Una coalizione di organizzazioni della società civile hanno aderito a questa campagna per chiedere un'educazione gratuita e di qualità per tutti i bambini e la possibilità per gli adulti di poter essere istruiti.
Sito della campagna (in inglese).
- Traduzione in italiano -
 
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