Cooperazione: la Coalizione contro la povertà scrive a Tremonti
Per la Coalizione, l'Italia avrà altre due occasioni "per dare un segnale di rinnovata presa di responsabilità: la discussione della Finanziaria, che permetterà di destinare maggiori risorse all'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e l'High Level Meeting per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs), che si terrà a New York il 25 settembre e darà modo all'Italia di incrementare il proprio contributo per il raggiungimento degli Obiettivi Onu. Al ministro, la coalizione contro la povertà chiede anche di conciliare due istanze apparentemente contrastanti: "gli ingenti tagli previsti dalla manovra finanziaria e l'impegno preso in sede Onu e di Unione europea di incrementare l'Aps fino a raggiungere lo 0,7 per cento del Pil entro il 2015. Lo scorso giugno diverse associazioni hanno protestato per i tagli previsti dal decreto finanziario che "rischiano di far sparire entro tre anni la cooperazione allo sviluppo italiana". "Nel testo del 'Documento di programmazione economica e finanziaria' (Dpef) non compaiono solidi riferimenti agli impegni italiani in termini di risorse per la lotta alla povertà nel mondo” - evidenziava ActionAid. “Si tratta indubbiamente di un passo indietro sia rispetto al documento di programmazione economica presentato dal governo Prodi l’anno scorso, sia rispetto al Dpef 2003 – 2006 presentato dal precedente governo Berlusconi”. E alcuni giorni dopo le Ong del Cocis protestavano "a nome dei partner del Sud del mondo che si vedranno tagliati i fondi per sostenere i programmi di sviluppo locale e ne reclamano il ripristino. Secondo un rapporto di Concord, la confederazione europea di circa 1600 ong, riportava lo scorso maggio che "l'Italia è stata la zavorra d'Europa" per gli aiuti pubblici allo sviluppo (Aps). Proprio per l'insufficiente destinazione dei fondi da parte dell'Italia, lo scorso anno la media europea degli Aiuti allo sviluppo è stata per la prima volta in calo rispetto al trend positivo degli ultimi anni. [GB] |



