La crisi alimentare vista dall'Africa
Negli ultimi dieci mesi il prezzo del frumento e della soia è raddoppiato, quello del riso è aumentato del 75% e quello del granoturco del 66%: ecco il motivo delle manifestazioni di protesta in varie parti del mondo. E l'Africa è la capofila! Gli africani avvertono di più il colpo perché sono i principali importatori di cereali, e questo capita proprio quando sale il prezzo del petrolio. Nel bilancio della famiglia africana l'alimentazione assorbe circa il 70% dei redditi (nei Paesi ricchi solo 15%). Cinquant'anni fa, i Paesi africani avevano un'eccedenza di prodotti agricoli. Quelli industrializzati, negli ultimi decenni, hanno creato un'agricoltura che produce molto impiegando solo il 4 - 5% della popolazione. Anzi, grazie ai sussidi governativi (un miliardo di dollari al giorno), i governi spingono a produrre di meno. Sotto l'influenza della Banca mondiale e altri organismi internazionali, i Paesi non ancora industrializzati hanno ulteriormente sviluppato colture di esportazione (caffé, cotone, cacao, ecc.) a scapito di quelle di sussistenza per il mercato interno. Insomma l'agricoltura è stata trascurata, la popolazione è cresciuta e le classi medie dei Paesi emergenti (India e Cina con circa 600 milioni di persone) hanno cominciato a consumare molto di più e meglio. L'offerta non riesce a soddisfare la domanda che cresce. Ecco la crisi, soprattutto in Africa. Ma il diritto al cibo è un diritto fondamentale. Per lo Stato ciò implica tre obblighi: a rispettare, a proteggere e a provvedere. In altre parole: sovranità alimentare! L'ha capito il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade: "Dobbiamo aumentare la nostra produzione di riso. In sei anni, dobbiamo poter produrre in loco le 600.000 tonnellate che compriamo all'estero, a ritmo di 100.000 tonnellate all'anno. Abbiamo la terra, la volontà, la popolazione, le macchine. Possiamo irrigare 240.000 ettari nella regione del fiume Senegal". Intanto sarà l'India a mandargli le 600.000 tonnellate di riso. Buone decisioni, in verità! Se fossero state prese sei anni fa! Non bisogna mai trascurare l'agricoltura, anche se il consiglio viene dalla Banca mondiale! Missione Oggi |



