Unicef: 2,1 milioni di bambini sieropositivi, obiettivi lontani
Rimane perciò "un immenso percorso in salita per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio sul fronte della lotta all'Aids" - afferma l'Unicef: "Fino a quando il 40% dei nuovi casi di infezione continuerà a colpire i giovani (15-24 anni), non potremo dire di vedere "la luce in fondo al tunnel" di questa spaventosa pandemia". Tuttavia a fine 2006 21 paesi - tra cui Benin, Botswana, Brasile, Namibia, Ruanda, Sud Africa e Thailandia - risultano sulla buona strada per raggiungere, entro il 2010, l'obiettivo fissato dalla campagna "Uniti per i bambini, Uniti contro l'Aids" di una copertura dell'80% dei servizi di prevenzione della trasmissione madre-figlio. Inoltre il numero di bambini sieropositivi che ricevono trattamenti antiretrovirali nei paesi a basso e medio reddito è aumentato del 70% tra il 2005 e il 2006. La campagna "Uniti per i bambini, Uniti contro l'Aids", avviata nell'ottobre del 2005 da UNAids (il Programma congiunto delle Nazioni Unite contro l'Aids), Unicef e altri partner, aveva lanciato un appello all'azione per contrastare l'impatto di HIV e Aids sui bambini. "I bambini e gli adolescenti di oggi non hanno mai conosciuto un mondo libero dall'Aids" - ha dichiarato il Direttore generale dell'Unicef Ann Veneman: "Ogni anno migliaia di bambini muoiono a causa della malattia, e altri milioni hanno perso i genitori o le persone che si prendevano cura di loro. I bambini devono essere al centro dell'agenda mondiale di lotta all'Aids". "Risultati importanti sono stati raggiunti per quanto riguarda le necessità terapeutiche dei bambini e la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell'HIV" - ha affermato il Direttore di UNAids Peter Piot. "Ma molto resta da fare per la prevenzione dell'HIV tra i giovani e gli adolescenti, se vogliamo produrre un cambiamento significativo nell'andamento della pandemia". Gli indicatori mostrano progressi in molti paesi nella protezione e nella cura dei bambini colpiti dall'Aids e riguardo al loro accesso ai servizi sociali. Progressi sono stati ottenuti anche per quanto riguarda i tassi di iscrizione scolastica dei bambini che hanno perso entrambi i genitori a causa della malattia, benché i bambini colpiti dall'Aids siano più a rischio di abbandono scolastico e di impoverimento dell'ambiente familiare. Dal 2000-2001, in 11 dei 15 paesi per cui si dispone di dati è diminuita l'incidenza dell'HIV tra le donne incinte d'età compresa tra 15 e 24 anni che si fanno visitare nei reparti maternità. La percentuale di donne incinte sieropositive che ricevono farmaci antiretrovirali per ridurre il rischio di trasmissione del virus ai neonati è cresciuta del 60% tra il 2005 e il 2006, ma nonostante questo aumento si stima che solo il 23% delle donne incinte sieropositive ricevano antiretrovirali. Se i risultati sono solo parzialmente positivi, il rapporto sostiene che è possibile raggiungere l'obiettivo di una generazione libera dall'Aids. Anche se i fondi sono ancora insufficienti, governi e donatori stanno stanziando più risorse per gli interventi di prevenzione, cura e protezione. Nel 2007 sono stati resi disponibili circa 10 miliardi di dollari per la lotta all'Aids, contro 6,1 miliardi nel 2004. [GB] |



