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martedì, 02 dicembre, 2008

Sicurezza: don Albanesi ai sindaci, 'Almeno non invocate la giustizia'

Un lavavetri ad un semaforo - da CdC
Un lavavetri ad un semaforo - da CdC
Il presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi, ha inviato una lettera aperta ai sindaci di Roma, Torino, Bologna e Firenze, "uomini di sinistra", sul discusso tema della sicurezza nelle grandi città.

"Vi siete accorti dei lavavetri, della micro e macro criminalità, dell'immigrazione clandestina, delle vendite abusive, della prostituzione e avete deciso di dire basta, invocando il rispetto delle regole” - scrive il presidente della Comunità di Capodarco. Per don Albanesi il lato debole delle iniziative adottate dalle amministrazioni è “il doppio passo” usato nei confronti dei cittadini. “Voi - scrive - non invocate sempre legalità, ma sopportate molte illegalità sul vostro territorio, quando esse sono a beneficio degli abitanti "doc": abusivismo nell"edilizia, nel commercio, nella pubblicità, nell’uso dei beni pubblici, nell’accoglienza etc. Non controllate, come dite, il vostro territorio, ma sopportate (e alimentate) una diffusa legale illegalità. Siete molto prudenti o assenti nei confronti dei ceti che contano: diventate severi se i livelli di illegalità “disturbano” l’equilibrio dell’illegalità nostrana”.

“In questo modo - spiega don Albanesi - si parte non dalla testa, ma dalla coda”. “Era più semplice sforbiciare gli estremi. Con le vostre iniziative vi ponete nell’antica tradizione della tutela dei benestanti: avrete consensi e il pensiero unico vi accompagnerà per le prossime amministrazioni. Abbiate almeno il buon senso di non invocare giustizia, ma il diritto dei più a non essere disturbati. Così il prezzo della bottiglietta di acqua delle vostre città continuerà a salire nel prezzo; come il posto letto per lo studente fuori sede. Il costo dei parcheggi andrà alle stelle e le multe ingrasseranno le casse municipali. Gli immigrati lavoratori continueranno a vivere nelle stamberghe abbandonate e le prostitute povere avranno, finalmente, strade tutte loro. E se sono minorenni, pazienza”. “Non è esattamente la politica sociale che sognavamo: ma ogni sogno invoca speranza e a questa continuiamo ad appellarci” - conclude la lettera.

Nei giorni scorsi anche padre Agostino Rota Martir ha inviato una lettera aperta a Massimo Toschi, Assessore alla pace, alla cultura e al perdono della Regione Toscana, che pone numerosi interrogativi non solo all’assessore, ma anche a diverse associazioni attive nel campo della solidarietà. "Mi trovo nella situazione imbarazzante appunto per me, di esprimere la mia ferma delusione e amarezza per alcune tue posizioni e quelle della Regione che rappresenti" - scriveva p. Agostino dal campo Rom di Coltano, in cui vive da diversi anni.

Intanto, ieri sera il governo ha annunciato un pacchetto di misure "per combattere la criminalità organizzata e l'illegalità diffusa". Al termine di un vertice presieduto dal premier Romano Prodi, un comunicato di Palazzo Chigi, afferma che "nel corso della riunione si è esaminato l'impianto di un provvedimento del governo che verrà messo a punto definitivamente, dopo l'esame in Consiglio dei ministri, nell'arco di tre settimane". Il comunicato non indica nello specifico i provvedimenti allo studio, ma parla di "iniziative per combattere la criminalità organizzata e l'illegalità diffusa - soprattutto nelle aree metropolitane - con particolare attenzione per la prevenzione e il contrasto delle molestie e delle violenze nei confronti delle donne". [GB]


 
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