Afghanistan: record di produzione dell'oppio con la 'tacita accettazione' delle truppe straniere
"L'Afghanistan può praticamente considerarsi l'esclusivo fornitore mondiale di oppio: oggi la sua produzione copre il 96% del mercato mondiale degli oppiacei" - ha commentato Antonio Maria Costa, Direttore dell'Unodc sottolineando che "escludendo la Cina nel XIX secolo, nessun altro paese ha mai prodotto narcotici a un tale livello". L'estensione delle terre utilizzate per coltivare l'oppio in Afghanistan è infatti attualmente maggiore che tutta la coltura della coca in America latina, Colombia, Perù, e Bolivia messe insieme.
Se in alcune provincie, come a Balkh, la coltivazione è stata azzerata nel Sud-est del paese, a dispetto di una situazione economica relativamente buona, la coltivazione di oppio è esplosa a livelli senza precedenti: circa il 70% di tutto l'oppio prodotto in Afghanistan, proviene dalle 5 province che confinano con il Pakistan e tra queste Hilmand e Kandahar sono le principali. "Tra il 1996 e il 2000 le aree controllate dai Talebani produssero 15.000 tonnellate di oppio: l'unica risorsa che il regime esportava. Nel 2000, il leader talebano Mullah Omar bandì la coltivazione di oppio, ma non l'esportazione. Oggi i Talebani hanno cambiato nuovamente posizione e con l'oppio possono comprare armi e pagare i guerriglieri" - ha spiegato Costa. Il Direttore dell'Unodc ha accusato anche le truppe straniere nelle province confinanti con il Pakistan di "tacita accettazione del traffico di oppio in cambio di informazioni d'intelligence e sostegno occasionale durante le operazioni contro i Talebani e Al Queda". "Considerando la relazione simbiotica tra terroristi e trafficanti, i militari che operano in Afghanistan dovrebbero avere un forte interesse nel sostenere le operazioni anti-droga: la distruzione dei laboratori di eroina, la chiusura dei mercati della droga e la cattura dei trafficanti" - ha aggiunto il Direttore dell'Unodc. Secondo Costa "la metastasi della droga, favorita dalla corruzione, si è diffusa in tutto il Paese". "La benigna tolleranza del governo nei confronti della corruzione sta compromettendo il futuro del Paese: nessun Paese ha mai costruito la sua prosperità sul crimine" - ha concluso il Direttore dell'Unodc. [GB] |



