Lila: fax di giustizia per tossicodipendenti bruciate vive nella clinica russa
Nella notte tra l'8 e il 9 dicembre le donne sono decedute a causa delle sbarre e dei lucchetti che ne hanno impedito la fuga dai locali in cui erano di fatto recluse, in barba - oltretutto - alle più elementari norme di sicurezza. "L'esito terribile dell'incendio è stato anche determinato dal comportamento degli operatori sanitari/carcerieri, che - davanti alle fiamme - hanno pensato solo a salvare loro stessi abbandonando alla morte le pazienti e chiamando i vigili del fuoco con mezz’ora di ritardo" - denunciano Lila e Cnca. Le due associazioni invitano tutti gli addetti ai lavori - e il Governo italiano in primis - ad adoperarsi per sostenere i paesi dell'Est Europa in un processo di ridefinizione delle politiche sociali che garantisca il rispetto della dignità e della libertà delle persone tossicodipendenti. "La presenza in Russia di un elevato numero di tossicodipendenti - secondo alcuni vi sarebbero un milione di consumatori di eroina nell'ex Urss -non può essere affrontata privilegiando risposte di tipo autoritario e sanitario-contenitivo, di cui abbiamo conosciuto già, nel nostro paese, gli esiti devastanti, anche in termini di sofferenza e tragedie" - affermano le associazioni. Il CNCA ritiene, invece, che occorra stare accanto a chi soffre aiutandolo a costruire il proprio progetto di vita nella massima autonomia possibile. L'appello della Lila e del Cnca riprende a livello italiano l'azione promossa dal Russian Harm Reduction Network e dalla sezione russa dell’International Treatment Preparedness Coalition International Treatment Preparedness Coalition. Sul sito della Lila (www.lila.it) si possono leggere il comunicato stampa e la lettera di protesta redatti da queste due organizzazioni. Concretamente, la Lila chiede di mandare un fax di solidarietà o firmare appello on-line perché sia fatta giustizia e sia cambiata la politica russa nel trattamento delle tossicodipendenze introducendo il principio della riduzione del danno. Il testo per i fax che si suggerisce di inviare è il seguente - Al Ministro della Salute e dello Sviluppo sociale della federazione Russa, - All’Ambasciatore russo in Italia Con riferimento all’incendio della clinica moscovita in cui hanno perso la vita 45 donne noi: - Esigiamo un’indagine equa e non inficiata dal pregiudizio - Chiediamo di non scaricare ogni responsabilità su una donna che si trovava in stato di enorme sofferenza, anche se l’incendio fosse divampato ad opera sua - Richiediamo che sia aperta un’indagine sui motivi per cui è stata rifiutata assistenza medica alla paziente in crisi di astinenza - Chiediamo spiegazioni al governo russo e alle autorità moscovite sulle spaventose condizioni in cui vivono i pazienti ricoverati per la disintossicazione dalle sostanze stupefacenti, più simili a quelle di un carcere che di un ambiente medico. Nome Cognome – Città I riferimenti a cui inviare il suddetto fax sono: - Ambasciata della Federazione Russa in Italia : fax 06/491031; e-mail: ambrus@ambrussia.it - Mikhail Zurabov, Ministero della Salute, 7095 504 4446, + 7095 959 8356 or +7095 628 50 58. |



