CRBM: Unicredit e Deutsche Bank escono dal nucleare bulgaro
Venerdì scorso cittadini e ambientalisti in 23 Paesi hanno protestato davanti alle filiali di Unicredit. In Italia la protesta di Greenpeace è avvenuta di fronte al quartier generale di Unicredit a Milano e in altre 10 città. In Germania migliaia di cittadini hanno scritto cartoline di protesta a Deutsche Bank e HVB, mentre era prevista una giornata di mobilitazione in 60 città per la prossima settimana. “Prendiamo atto con soddisfazione della decisione di Unicredit di ritirarsi dalla gara per il progetto di Belene. La dirigenza dell'istituto di credito si è resa conto che i clienti non gradiscono investimenti rischiosi come quelli sul nucleare” dichiara Antonio Tricarico coordinatore della CRBM. "Si è finalmente capito che non era il caso di erogare fondi a due reattori nucleari di tipo sovietico in zona sismica. “Ora bisogna guardare alle scelte di Enel in Slovacchia: è in corso il progetto di fattibilità per il completamento di due reattori sovietici di seconda generazione a Mochovce – più vecchi come progetto di quelli di Belene – che costeranno almeno 1,6 miliardi di euro per poco più di 800 MW” - conclude Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. Alcune settimane fa, il governo bulgaro ha scelto un consorzio guidato dalla russa AtomStroyExport e la franco-tedesca Areva NP (Areva e Siemens) per la costruzione del reattore. Alla stessa gara ha partecipato anche Skoda Alliance, un gruppo di società di provenienza russa e ceca. Unicredit - evidentemente interessata al progetto - ha partecipato a tutti e due i consorzi che si sono presentati al bando di gara: in forma diretta per il sostegno finanziario di Skoda Alliance, e tramite la controllata tedesca HypoVereinsbank (HVB) per AtomStroyExport. "Il nucleare è un vicolo cieco: le centrali, costose e pericolose, sono un obiettivo sensibile per attacchi terroristici; la gestione delle scorie, nel lungo periodo, è un nodo irrisolto; le scorte di uranio sono limitate e, agli attuali ritmi di consumo, potrebbero esaurirsi nel giro di 50 anni. Investire nel nucleare - per di più in zona sismica - è una vera follia" - riporta Greenpeace Italia. Il sito individuato per la realizzazione del progetto si trova ai margini del Parco Naturale di Persina, in una zona rurale a forte sismicità dove si sta cercando, tra l'altro, di sviluppare un programma di agricoltura biologica. Il governo bulgaro ha assunto due volte la decisione di costruire Belene, anche se la Valutazione di Impatto Ambientale non è conclusa. [GB] |



