Ue: da gennaio Ue a 27 con Romania e Bulgaria
Il rapporto presentato nell’aula del parlamento di Strasburgo indica alla Romania i settori dove si devono compiere il più presto possibile cambiamenti significativi. In particolare si tratta di riforme nel settore della giustizia, della lotta alla corruzione, della gestione dei fondi europei. Servono ancora progressi nell’ambito delle politiche sociali, della mano d’opera, della sanità, degli organismi geneticamente modificati, delle assicurazioni auto, del riciclaggio di denaro. La Romania ha registrato però buoni risultati nel garantire una stabilità e crescita economica. Gli investimenti sono sempre maggiori. Secondo gli analisti interni, nel paese ci sono al momento tre categorie di investitori: gli oligarchi romeni, gli investitori stranieri e i giovani investitori locali. C’è però un grande divario tra diverse categorie sociali. Ci sono quelli che lavorando per le multinazionali guadagnano come in occidente e quelli che fanno fatica a tirare avanti giorno per giorno. Tra i ventisette paesi membri che conterà l’UE dal prossimo gennaio, la Romania occupa il settimo posto in base al numero degli abitanti. Nel parlamento europeo avrà trentacinque parlamentari che verranno eletti nelle elezioni europee del 31 dicembre del 2007. Per i nuovi arrivati, la Commissione europea creerà due posti di commissari, uno per ogni paese. Secondo alcune fonti, uno dei due nuovi commissari sarà per l’immigrazione, ma non è sicuro che sarà assegnato ai nuovi membri. E’ noto anche quanta preoccupazione desta l’immigrazione romena in vista dell’adesione all’UE. Le autorità di Bucarest tengono però a precisare che non c’è da preoccuparsi. Anzi, il primo ministro Calin Popescu Tariceanu considera che l’economia del paese sia in espansione e i romeni avranno lavoro a casa. Il premier in un intervista per il Financial Times ha ammesso che “i romeni poveri che vogliono andare all’estero sceglieranno Italia e Spagna perché in questi paesi la lingua non rappresenta un problema”. Tuttavia il capo del governo di Bucarest chiede ai paesi europei di ricevere i romeni, precisando che la libera circolazione della mano d’opera dovrà essere rispettata da tutti stati membri dell’Unione Europea - conclude Mihaela Iordache. [GB] |



