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mercoledì, 03 dicembre, 2008

Innondiamo di email le istituzioni partenopee

Dalla Rete Civica in difesa dell'acqua di Napoli si leva un appello a innondare di email le Istituzioni locali partenopee per chiedere un 'governo pubblico e partecipato dell'acqua'.

In difesa dell'acqua inviate una e - mail alle istituzioni e ai candidati di vostra conoscenza. Gli indirizzi delle Istituzioni locali sono sotto riportati:
presidente.campania@regione.campania.it; presidentedipalma@provincia.napoli.it; sindaco@comune.napoli.it;


Pregiatissimi Presidenti e candidati vi invitiamo a pronunciarvi contro l'utilizzo delle s.p.a. (società per azioni) per la gestione dell'acqua e di tutti i servizzi ad essa connessi. Inoltre vi invitiamo a sollecitare una legislazione regionale e nazionale al fine di regolamentare il settore della gestione delle acque a favore di un controllo diretto del pubblico e contro ogni privatizzazione. In particolare vi chiediamo di sottoscrivere il documento sotto riportato.

Il documento è stato realizzato presso Palazzo Marigliano da uomini della società civile in difesa dell'acqua

Firma con nome e cognome (cittadino)



Proposte sul governo dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali



Si invita i soggetti responsabili del governo dell’acqua ad assumere impegni chiari e trasparenti nei confronti della cittadinanza.

In particolare si chiede che:

1. la neo-eletta deputazione campana si faccia promotrice di una iniziativa legislativa che distingua il regime dei servizi pubblici locali sottoposti alla regola della concorrenza da quelli, quali ad esempio l’acqua e i rifiuti, strutturalmente non orientati al mercato, ricordando che questi ultimi, alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, rientrano tra le competenze esclusive regionali;
2 la neo-eletta deputazione campana si faccia promotrice di una iniziativa legislativa che, in linea con i più recenti orientamenti comunitari, consideri il principio della coesione economico-sociale quale un vero e proprio principio costituzionale, dal valore prescrittivo e non meramente programmatico, subordinando la regola della concorrenza a suddetto principio. Tale legge dovrà determinare i livelli essenziali relativi alle prestazioni concernenti i diritti sociali, disponendo che il diritto all’acqua sia garantito a tutti ad eguali condizioni su tutto il territorio;
3 la neo-eletta deputazione campana si faccia promotrice di una iniziativa legislativa che attui i principi costituzionali contenuti nell’art. 119 Cost., ovvero si batta, affinché venga approvata una legge dello Stato che istituisca un fondo perequativo senza vincoli di destinazione, per i territori con minor capacità fiscale, che comunque garantisca agli enti locali di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite; una legge che promuova la coesione e la solidarietà sociale, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona. In questa ottica occorre proporre testi legislativi che per garantire un livello uniforme di soddisfacimento del diritto all’acqua, prevedano in favore delle regioni più povere risorse aggiuntive ed interventi speciali.
4 il Consiglio e la giunta della Regione Campania si facciano promotori di una iniziativa legislativa che disciplini in ambito regionale i servizi pubblici essenziali non orientati al mercato. Tale legge, nel rispetto del regime delle competenze tra Stato e Regione, dovrà prevedere il regime pubblico del governo dell’acqua, sia dal punto di vista formale che sostanziale, attribuendo la gestione del servizio idrico integrato ad un ente pubblico. Dalla Campania deve partire una netta presa di distanza da modelli ibridi quali le società miste o le s.p.a. pubbliche che fisiologicamente sovrappongono interessi privati a interessi pubblici e sui quali il controllo da parte delle istituzioni pubbliche rischia di essere eluso. Alla Regione Campania chiediamo di studiare un modello di azienda municipalizzata in scala ATO, da attuare su tutto il territorio regionale e da proporre anche alle altre regioni.
5 il Consiglio e la Giunta della Regione Campania si facciano promotori di una iniziativa legislativa tesa a revocare la concessione a ENIACQUA s.p.a. e a ripubblicizzare l’intero sistema della grande adduzione.
6 il Comune di Napoli, in qualità di consorziato di maggioranza dell’ATO 2, adotti un regolamento nel quale esprima con chiarezza il proprio orientamento politico in favore della gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato.
7 il Consiglio comunale di Napoli si impegni a modificare il proprio Statuto, inserendo una dichiarazione solenne che garantisca la dimensione pubblicistica per tutti i servizi pubblici locali essenziali non orientati al mercato.
8 i competenti organi dell’ATO 2 Napoli-Volturno si impegnino a convocare quanto prima l’assemblea dei Sindaci dell’Ato2, mettendo all’ordine del giorno l’immediata sostituzione dei vertici, che hanno dimostrato totale irresponsabilità ed inefficienza nel governo del servizio idrico integrato.


 
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