R. D. Congo: difficoltà sul cammino del processo elettorale
Il 12 aprile, la Commissione elettorale indipendente (CEI) ha annunciato una prima lista provvisoria di 8.340 candidature per le legislative su un totale di 9.797 dossier ricevuti. La CEI ha accordato ai 1.457 candidati le cui iscrizioni sono state rifiutate un termine supplementare di due giorni per completare i loro dossier. Il 15 aprile, la Cei ha pubblicato l'elenco definitivo dei candidati alle presidenziali. Ai 32 candidati ritenuti sull'elenco provvisorio, la Cei ha aggiunto un altro nome, quello di Bonioma Kalokola Alu. La candidatura di quest'ultimo è stata accettata dalla Corte suprema di giustizia il 10 aprile, dopo aver egli stesso introdotto un ricorso e fornito l'estratto del casellario giudiziario che mancava. Il 17 aprile, la Cei ha pubblicato una seconda lista provvisoria di 9.587 candidature alle legislative su un totale di 9.899 dossier ricevuti. La CEI ha dichiarato 312 dossier "improcedibili" e ha invitato i partiti politici e i candidati indipendenti interessati a presentare entro le 48 ore un ricorso alla Corte suprema di giustizia (CSJ), abilitata a gestire i contenziosi elettorali entro un tempo di sette giorni. Il 19 aprile, la Cei ha annunciato che l'iscrizione dei candidati alle elezioni provinciali sarà aperta il 2 maggio 2006 ed avrà luogo dal 2 al 22 maggio. L'esame delle candidature dei deputati provinciali da parte della Cei avrà luogo dal 23 maggio al 5 giugno 2006. La pubblicazione delle liste provvisorie dei candidati provinciali interverrà il 6 giugno; dal 7 all'8 giugno 2006, è previsto l'invio di eventuali ricorsi alle Corti di Appello. Dal 9 al 15 giugno, è previsto l'esame dei ricorsi da parte delle Corti di Appello; il 16 giugno è la data stabilita dalla Cei per la pubblicazione delle liste definitive dei candidati alle elezioni provinciali. Il 18 aprile, il segretario generale della Cei ha dichiarato che la campagna elettorale per le presidenziali è già cominciata dal lunedì 17 aprile. Per Dieudonné Mirimo, la disposizione della legge elettorale che parla di 30 giorni di campagna elettorale riguarda solamente i candidati deputati e senatori e non i candidati alle presidenziali. Secondo lui, questi ultimi potrebbero essere considerati come autorizzati ufficialmente per cominciare la loro campagna. Il tempo loro accordato, due mesi nel caso in cui si mantenesse la data del 18 giugno, si giustificherebbe per il fatto che questi ultimi dovranno percorrere tutto il territorio nazionale per spiegare i loro progetti di società. Il 19 aprile, Modeste Mutinga, presidente dell'Alta autorità dei media (Ham), è insorto contro l'inizio, nei media, della campagna elettorale, dal momento che la Cei non ha ancora pubblicato il calendario degli scrutini". Secondo lui, cominciare già la campagna elettorale attraverso i media è andare contro gli articoli 28 e 110 della legge n°06/006 del 9 marzo 2006 sull'organizzazione delle elezioni presidenziali, legislative, urbane, municipali e locali che sono chiari su questo argomento." Difatti, l'articolo 28 stipula che "la campagna elettorale è dichiarata aperta trenta giorni al massimo prima della data dello scrutino e termina 24 ore prima di questa data". All’interno del capitolo sulle elezioni presidenziali, l'articolo 110 della stessa legge precisa che "senza pregiudizi delle disposizioni dell'articolo 28 della presente legge, la campagna elettorale è dichiarata aperta venti quattro ore dopo la pubblicazione della lista definitiva dei candidati. Se si deve procedere al secondo turno, la campagna elettorale si apre il giorno della pubblicazione dei nomi dei due candidati ritenuti e prende fine venti quattro ore prima dell'apertura dello scrutino." Per Modeste Mutinga, queste due disposizioni accordano uguaglianza di tempo, cioè trenta giorni, a tutti i competitori. È ciò che spiega l'insistenza del legislatore sull'elemento "senza pregiudizio dell'articolo 28". Il presidente della Ham sostiene che l'articolo 110 sarebbe stato di applicazione immediata, dopo la pubblicazione della lista definitiva dei candidati alla Presidenza, se il calendario elettorale fosse già conosciuto, con le date precise in ciò che riguarda la campagna elettorale. E questa non può superare i trenta giorni al massimo, ha fatto notare. L'Alta autorità dei media ha giudicato utile di istituire uno strumento di lavoro denominato "Direttiva relativa alla campagna elettorale". In modo particolare, questo documento insiste sull'interdizione formale di diffondere ogni elemento che inciti all'odio, alla discriminazione o alla secessione, sull'interdizione di diffusione dei risultati di sondaggi di opinioni 48 ore prima dello scrutino e sui principi di pluralismo e di equilibrio, di obiettività, di neutralità e di imparzialità della informazione durante il periodo di pre campagna e di campagna elettorale. In ciò che riguarda la divisione del tempo di antenna, l'articolo 18 della Direttiva accorda 45 minuti di emissione radiodiffusa e 45 minuti di emissione teletrasmessa da accordare a sorte durante la campagna del primo turno dello scrutino presidenziale. Al secondo turno, ogni candidato dispone di 60 minuti di emissioni radiodiffuse e di 60 minuti di emissioni teletrasmesse (articolo 18). In previsione di conflitti che possono emergere durante la campagna elettorale, l'Alta autorità dei media ha creato una Commissione di vigilanza e di etica elettorale per i media (Cvem). Istituita per una durata di 90 giorni ed esordendo una settimana prima dell'apertura della campagna elettorale, è competente per dirimere tutte le violazioni della Direttiva relativa alla campagna elettorale attraverso i media. Il 19 aprile, il presidente della Commissione elettorale indipendente, l'abbé Malumalu, ha deciso di interpellare l'Ufficio centrale dell'Assemblea Nazionale per chiarire l'equivoco sull'interpretazione degli articoli 28 e 110 della legge elettorale e relativi all'apertura della campagna elettorale secondo le diverse scadenze elettorali. Il 21 aprile, dichiarandosi non competente in materia di interpretazione delle leggi, l'ufficio centrale dell'Assemblea Nazionale ha rinviato la Commissione elettorale indipendente (Cei) alla Corte suprema di giustizia (Csj) abilitata, meglio di chiunque, ad interpretare la legge. Il 24 aprile, in vista di un chiarimento sull'interpretazione degli articoli 28 e 110 della legge elettorale, la Cei ha sollecitato il "parere consultivo" della Corte suprema di giustizia (CSJ) sulla data di inizio e sulla durata della campagna per le elezioni presidenziali e legislative. La CEI ha precisato che la campagna non è ancora cominciata ufficialmente e che il calendario elettorale sarebbe pubblicato solamente dopo la convalida, da parte della CSJ, della lista dei 9.587 candidati alle legislative. Questa lista è stata trasmessa il 17 aprile alla CSJ che dovrebbe convalidarla prima della fine del mese. Nella sua risposta alla Cei, la Corte suprema considera che "l'articolo 110 non può essere applicato indipendentemente dall'articolo 28". Il 30 aprile, la CEI ha reso pubblico il calendario definitivo delle elezioni per i primi scrutini, l'elezione presidenziale (1 turno) e le elezioni legislative relative all'Assemblea Nazionale dei Deputati, che saranno organizzati per il 30 luglio 2006. La campagna elettorale per queste elezioni comincerà il 29 giugno e si concluderà il 28 luglio. Il presidente della CEI, l'abbé Apollinaire Malu Malu, ha confermato l'impegno del Sud Africa per la produzione, l'impressione e la consegna delle schede elettorali, ciò che dovrebbe prendere 32 giorni in totale, cioè dal 23 maggio al 23 giugno prossimo. Il Sud Africa sarà responsabile dell'invio delle schede elettorali verso 14 luoghi differenti all'interno del paese. La MONUC distribuirà questo materiale ad altri 152 posti, come i territori e le città nelle province del paese. In quanto al secondo turno delle elezioni, il calendario degli scrutini per l'elezione presidenziale (2 turno) e le elezioni provinciali sarà annunciato dopo la pubblicazione delle liste definitive dei candidati alle elezioni provinciali. Le elezioni legislative avranno un solo turno. Ci sono ufficialmente 33 candidati all'elezione presidenziale e 9.632 alle elezioni legislative relative all'Assemblea Nazionale dei Deputati in 169 circoscrizioni elettorali. Il presidente della CEI, l'abbé Apollinaire Malu Malu, ha spiegato che il calendario proposto non viola nessun testo", poiché la nuova Costituzione, adottata in dicembre con referendum e promulgata il 18 febbraio, prevede, all'articolo 222, il mantenimento delle istituzioni politiche della transizione "fino all'installazione effettiva delle istituzioni corrispondenti previste dalla (nuova) Costituzione". Ha giustificato la scelta della data del 30 luglio per i primi scrutini presentando "il lavoro enorme" ancora da compiere, per produrre un totale 170 schede elettorali differenti, quella delle presidenziali e quelle delle legislative nelle 169 circoscrizioni del paese. Il 1° maggio, in una dichiarazione della Conferenza Episcopale congolese (Cenco), i Vescovi hanno criticato la decisione "unilaterale" della Commissione elettorale indipendente (CEI) di fissare l'elezione presidenziale oltre il termine costituzionale" del 30 giugno 2006 e hanno fatto appello ad un "dialogo politico." Secondo il n. 7 della dichiarazione, "dato che sarà impossibile organizzare le elezioni prima del 30 giugno, come era stato previsto dall'Accordo globale e inclusivo e dalla Costituzione della transizione, è chiaro che ogni cambio del calendario elettorale non potrà farsi unilateralmente. Deve essere il frutto di un consenso tra le forze vive della Nazione". Al n. 8, la Cenco afferma che "da quasi 10 anni, il potere e il governo del paese sono stati assoggettati a dei governi stranieri, cosicchè il centro delle decisioni politiche e socioeconomiche della Repubblica democratica del Congo (Rdc) si è trovato fuori del nostro paese. È tempo che questo centro delle decisioni delle istituzioni e specialmente di quelle del governo ritorni all’interno dello Stato congolese". Il presidente della Cenco, Mons. Laurent Monsengwo, durante una conferenza stampa a Kinshasa, ha dichiarato che "non si chiede di ricominciare a negoziare tutto, ma di regolare un problema specifico. Si deve diffidare delle decisioni unilaterali in politica… bisogna intendersi su una data delle elezioni che sia accettabile per tutti, per evitare che qualcuno affermi che non ci saranno più istituzioni dello Stato al di là della data del 30 giugno 2006". "Queste critiche nei confronti della CEI potrebbero servire come pretesto a certi attori politici per rimettere in causa l'insieme del processo, che la chiesa ha tuttavia sostenuto", avverte un diplomatico. Anche certi osservatori temono delle "reazioni politiche a catena" da parte dell'opposizione, soprattutto in vista di certi aggiustamenti del processo in favore del principale partito di opposizione, l'Unione per la democrazia e il progresso sociale (UDPS), ma si rifiutano di pensare a dei "nuovi negoziati inter-congolesi che rinvierebbero le elezioni alle calende greche". Per l'UDPS, infatti, pubblicando questo nuovo calendario senza nuove concertazioni previe tra attori politici, la Cei dovrà assumerne essa sola le conseguenze. Il RCD/N, (Raggruppamento congolese dei Democratici nazionalisti) di Roger Lumbala, constatando che la Cei si è arrogato il diritto di prorogare la transizione al di là del 30 giugno 2006 senza che ci siano stati dei negoziati politici tra le componenti ed entità, l'accusa di avere agito in modo unilaterale. Secondo questo partito, se per ragioni logistiche, questo prolungamento era necessario, la CEI avrebbe dovuto rivolgersi alle istituzioni competenti, quali il Parlamento e il governo. Roger Lumbala ha affermato che "questo tipo di decisione spetta ai firmatari dall'Accordo globale e inclusivo" e che "se si può prolungare la transizione, allora si potrebbero riaprire anche i centri di iscrizione elettorale, per permettere l'iscrizione dei militanti dell'Unione per la democrazia ed il progresso sociale (UDPS) ". Il RCD trova la data del 30 luglio realistica e la posticipazione degli scrutini presidenziali e legislativi necessari. Tuttavia, chiede che il processo elettorale sia più inclusivo, per permettere ad altre formazioni politiche di partecipare alle elezioni. Si tratta di un'allusione velata all'UDPS di Etienne Tshisekedi che sta boicottando, di fatto, l'intero processo elettorale. Anche il Rcd a invocato la riapertura dei centri di iscrizione per i militanti di questo partito. Il 3 maggio, la Monuc si è rallegrata della pubblicazione della data delle elezioni e ha "augurato che queste elezioni si svolgano in uno spirito sereno e responsabile e che i principali protagonisti, che si tratti dei media, dei partiti politici, dei candidati indipendenti o delle autorità, si astengano da ogni atto di natura tale da escludere, intimidire o creare delle agitazioni sociali". Denunciando la recente distribuzione a Goma e a Beni, nell'est del paese, di magliette e poster con l'effige di partiti politici ad alunni dai 13 ai 17 anni, la Monuc ha messo in guardia i candidati contro l'utilizzazione "dei bambini per dei fini elettorali". Il commissario europeo per lo Sviluppo e l'aiuto umanitario, Louis Michel, ha invitato a classe politica congolese a "rispettare" il nuovo calendario elettorale. "Occorre adesso unire tutti gli sforzi, affinché questa data sia rispettata e le elezioni si svolgano nella calma, nella trasparenza e nel rispetto assoluto della libertà di espressione", ha dichiarato. Secondo lui, "la Commissione europea sarà intransigente contro ogni sbandamento o tentativo di sabotaggio del processo elettorale in corso." Per l'ambasciatore del Belgio in RDC, Johan Swinnen, non c'è più spazio per negoziati politici prima del 30 giugno 2006. Secondo lui, l'accento deve essere messo piuttosto sulla tenuta effettiva delle elezioni, per concludere la lunga transizione congolese. Tanto più che questi interminabili negoziati politici servono solamente a permettere ai politici di turnarsi al potere, invece di restituire la parola al popolo e aiutarlo a scegliersi i suoi dirigenti con tutta libertà. RETE PACE PER IL CONGO Strada Cavestro n°16 Loc. Vicomero 43056 San Polo – Torrile (PR) tel : 0521/314263 fax : 0521/314269 E-mail : muungano@libero.it |



