for spiders only Homepage > Attualità > Dossier > Acqua per tutti > Approfondimenti skip to main content
Unimondo homepage
Cerca
ATTUALITA' APPROFONDIMENTI PARTNER ATTIVARSI EDIZIONI
mercoledì, 03 dicembre, 2008

L'Unione e l'affidamento del Servizio idrico integrato

"Il Sole 24 Ore" del 27 gennaio 2006 pubblica un articolo dal titolo "Unione, compromesso sulle liberalizzazioni" (di Lina Palmerini) dove, al paragrafo "Reti: proprietà pubblica, gestione al mercato" viene detto: Quali sono le cautele, i "caveat" che hanno dovuto accettare Ds e Margherita per arrivare a un accordo con la sinistra ? Il programma di liberalizzazioni - per i servizi pubblici locali - è inserito in un contesto in cui si garantisce "il servizio universale" che, in alcuni settori come i trasporti, vuol dire mantenimento dei cosiddetti rami secchi. Si rivendicano poi "le clausole sociali per i lavoratori", si richiama alla concorrenza come fattore di sviluppo della qualità dei servizi e abbassamento dei costi.

L'unico vincolo è la "proprietà pubblica delle reti" mentre la gestione può essere affidata al mercato con una sola eccezione. Segue il paragrafo "Acqua: un settore a parte", dove viene scritto: Questa eccezione è l'acqua che non avrà solo la proprietà pubblica ma anche la gestione delle reti. E' il prezzo che Ds e Margherita hanno dovuto pagare a Rifondazione per l'accordo. Si sta ancora cercando una formulazione adatta - che potrebbe essere "prevalente controllo pubblico" delle reti - visto che in alcune realtà la rete non è più interamente in mano pubblica e "non si torna indietro" hanno detto all'unisono Ds e Margherita.

Il passaggio sopra riportato, per chi ha sempre creduto nella gestione pubblica del ciclo integrato delle acque, è indubbiamente positivo.

Nella situazione attuale, però, occorre un passaggio ulteriore; ciò alla luce della delega ambientale che - pare - di imminente e definitiva approvazione (via libera del Consiglio dei Ministri ottenuto lo scorso 19 gennaio 2006), contestata dalla Conferenza unificata delle Regioni (v. Manifesto del 27 gennaio 2006), viene considerata non conforme alle norme costituzionali in quanto sposta (nuovamente) l'asse di competenza su molte materie di carattere ambientale dalle periferie al centro (contraddicendo il principio di sussidiarietà). Essa introduce elementi anche normativi di confusione, di fatto ostacola - ad esempio - la realizzazione di un necessario sistema di tutela e di pianificazione delle acque, moltiplica in maniera non efficiente soggetti di Autorità, di fatto indebolisce il ruolo
degli Enti locali intermedi (soprattutto le Regioni).

Tra le altre, mi permetto portare l'attenzione comune sulla terza parte del decreto ambientale, dedicato a "La gestione delle risorse idriche".

Riguardo l'affidamento della gestione del Servizio idrico integrato il decreto - anziché garantire pari dignità alle diverse forme di affidamento del servizio - richiama seccamente il decreto 267/2000 (modificato in diverse parti dalla legge 326/2003) e pare ribaltare come opzione "prioritaria" di affidamento quella della gara ad evidenza pubblica, ponendo come ipotesi altresì possibili l'affidamento a società con capitale interamente pubblico ("in house providing") o a società con capitale misto pubblico-privato (in tutti i casi, sempre a soggetti di diritto privato).

Inoltre, il decreto dispone che il Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche" divenga una "Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti" con, fra le competenze assegnate, (.)l'osservanza dei principi e delle regole della concorrenza e della trasparenza nelle procedure di affidamento dei servizi (.).

In una fase in cui:
- esiste il termine tassativo per la scelta della forma di affidamento al 31/12/2006;
- è in atto una pressione stringente sul significato di "controllo analogo" (quello che gli enti locali devono avere sulle società di capitali da loro interamente partecipate per motivare un affidamento "in house");
- è stata istituita l'"Autorità di vigilanza" per verificare il rispetto delle regole della concorrenza

E’ necessario non abbassare la guardia e prestare attenzione alle evoluzioni normative sopra riportate. Nel contempo, a mia valutazione, si tratta di interagire progettualmente per costruire "modelli" sostenibili sul piano dell'affidamento diretto, senza passaggio di gara ad evidenza pubblica (riproponendo un ruolo centrale e decisivo dei Consigli comunali e dei Consigli dei cittadini negli ATO).

Fa bene l'Unione a muoversi sul piano segnalato da "Il Sole 24 Ore"; compito di tutti noi, se vogliamo essere "classe dirigente "dal basso, è di sollecitare quanti hanno scelto quelle opzioni perché le medesime si possano realizzare sul piano delle scelte operative; pare urgente, pertanto, mandare un chiaro segnale ai decisori legislativi ad "aggiustamento" delle opzioni previste nel decreto di delega ambientale.

di Marco Emanuele - marco@ipstrategie.it
Fonte: Associazione progetto Strategie


INIZIATIVE NEL MONDO
Il 2003 è stato l’Anno Internazionale dell’Acqua - Riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dell’Acqua.

People's World Water Forum:
Dal 1 al 12 gennaio 2004 a New Delhi anticipando il World Social Forum che si è tenuto a Mumbai.

World Water Week 2004
16-20 agosto, Stoccolma
Promossa da Stockholm International Water Institute (SIWI). Gli anni 2004–2006 sono cruciali nel dibattito internazionale sull'acqua in preparazione del IV World Water Forum che si terrà in Messico nel marzo 2006.

22 marzo - World day for water - Gioranata internazionale dell'acqua
INIZIATIVE IN ITALIA
Mediterracqua
Proposta per la costituzione di un gruppo di lavoro sul tema sostenuta dal Gruppo ambientalista del Catania Social Forum, Attac Catania, Cepes, Fgei, Forocontadino, Manitese Sicilia, Wwf.


La Campagna Acqua pulita, promossa da Legambiente, punta a un piano di risanamento e disinquinamento di fiumi, torrenti, laghi, acque marine costiere del nostro Paese e che vengano messe in atto le norme di salvaguardia dei bacini.


Greenpeace promuove una campangna sugli oceani che punta su tre importanti questioni: la grande quantità di pescato, la pesca pirata e la caccia alle balena e l'allevamento intensivo di gamberetti.


Goletta Verde è la campagna estiva di Legambiente di analisi e informazione sulle acque di balneazione.


Questo mondo non è in vendita è un'azione di pressione sui presidenti di Camera e Senato, sui gruppi parlamentari e le commissioni Esteri e Commercio per aprire con la massima urgenza un dibattito parlamentare sulla nuova versione dell'Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS) in discussione presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che, se approvato, amplificherà i diritti delle grandi imprese a discapito dei diritti dei cittadini, della democrazia e della trasparenza.


Il WWF a livello internazionale sta facendo pressione sull'Unione Europea perchè si fermi nel sovrapescato. Grazie alla pressione virtuale di 22.000 persone, i ministri europei si sono accordati per una nuova politica della pesca.
 
Visita gli altri siti OneWorld
AIDS channel digital opportunity channel open knowledge network support centre tiki the Penguin, Kids Channel