Acqua: Puglia e Napoli privatizzazione bloccata
La privatizzazione era considerata la fase conclusiva del processo di “societarizzazione”, avvenuto nel 1999, che ha trasformato l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in una Società per Azioni. Per l’OsservatorioSud questa fase non è “semplicemente” un cambiamento tecnico ma una violazione di un diritto vitale che viene negato a chi non ha soldi per permetterselo. “Bollette non pagate, l’Aqp taglia l’acqua”, così titolava la Gazzetta del Mezzogiorno in un suo articolo del 1 giugno scorso dove si dava conto dell’interruzione dell’erogazione del servizio in numerose abitazioni dell’Istituto autonomo case popolari (IACP) per “punire i morosi”. Questo avveniva nonostante le proposte già avanzate di rateizzare i pagamenti arretrati o di saldare il pregresso. Ecco perché l’OsservatorioSud aveva proposto il Comune di Bari, la Provincia e la Regione, sull’esempio nazionale, a costituire un “Tavolo di discussione e di confronto con la società civile e l’associazionismo sul tema dell’acqua come bene comune e diritto umano” in modo da consentire una “socializzazione” ed una riflessione sui processi di privatizzazione per non doverne subire le conseguenze. Anche da Napoli arriva la buona notizia della sospensione della gara di appalto per l’affidamento della gestione ai privati dei servizi idrici dell’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) di Napoli e Caserta. Dopo la forte pressione arrivata dalle organizzazioni partenopee costituitesi in un ‘Comitato Civico in Difesa dell’acqua’ si è ottenuta una presa di posizione da parte del Sindaco di Napoli Iervolino e del Presidente della Provincia di Caserta De Franciscis (Udeur) che con una lettera aperta al Cda del Ato 2 hanno chiesto all’assemblea di sospendere la gara d’appalto e ritornare sui propri passi e valutare la possibilita’ della gestione "in house" ovvero completamente pubblica. Inoltre 30 sindaci tra la provincia di Napoli e Caserta hanno chiesto la sospensione della gara e l’istituzione di una commissione che valuti la gestione "in house" dell’acqua nel bacino Ato2. L’Ato2 ha sospeso la gara d’appalto che prevedeva l’apertura delle buste per il 30 giugno, ed ha deciso di istituire una commissione tecnica con la partecipazione di un tecnico nominato dai comitati civici per la difesa dell’acqua che studi la fattibilità della gestione "in house" e che dovra’ terminare i lavori entro il 15 settembre. Altre fonti: OsservatorioSud, Global Project, Contratto Mondiale sull’Acqua |



