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<link>http://www.unimondo.org/article/archive/8085</link>
<language>it_IT</language>
<title>Unimondo - Unimondo/Italiano/Homepage/Attualita'/Dossier/Dossier commercio d'armi e disarmo/News dalle campagne</title>
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Aggiornamenti dalle campagne</description>
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<title>Banche armate: sparito l'elenco delle operazioni bancarie </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159369/1/8085</link>
<description>La Campagna di pressione alle 'banche armate' segnala che dalla Relazione governativa 2008 sull'export di armi italiane è scomparso &quot;l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche&quot;: un elenco fondamentale per la campagna. &quot;Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica - seppur grave e ingiustificata - ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione&quot; - affermano in una lettera inv</description>
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<title>OSM/DPN: mozione politica conclude l'assemblea nazionale </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159255/1/8085</link>
<description>L'Assemblea degli obiettori  alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN) che si è tenuta nei giorni scorsi a Cattolica ha visto l'approvazione all'unanimità di due mozioni, una politica ed una organizzativa. La mozione politica &quot;valuta con favore l'iniziativa di una modalità di obiezione di coscienza al riarmo e alla guerra, esercitabile anche attraverso la destinazione del 5 per mille a progetti di interposizione nonviolenta all'estero&quot; e ribadisce, nell'attuale momento st</description>
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<title>Mine: il Trattato è un esempio per le cluster bombs</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/158380/1/8085</link>
<description>&quot;Il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona continua a rappresentare un solido esempio di come diversi governi possano cooperare con successo per un obiettivo di indiscutibile valenza umanitaria&quot;: lo afferma la 'Campagna internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL). A nove anni dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa (1 marzo 1999) l'ottanta percento degli stati del mondo (156) ha vi ha aderito - ma mancano all'appello Cina, Russia , Usa, India, Iran, Israele e Pa</description>
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<title>Adista: la Cei continua a fare affari con le 'banche armate'</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/156813/1/8085</link>
<description>Tra i conti correnti aperti in 33 istituti di credito dall’Istituto per il sostentamento del clero della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) si trovano ben 13 banche che – in base ai dati dell'ultima Relazione ufficiale del governo – collaborano attivamente al commercio di armi italiane. Lo rivela un'inchiesta di Adista chiedendosi come mai i procacciatori di fondi della CEI &quot;ignorano&quot; la campagna di pressione e di boicottaggio contro le &quot;banche armate&quot; promossa ormai da otto anni da alcune ri</description>
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<title>'Banche armate': nuove linee di UBI Banca sull'export armi</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/154145/1/8085</link>
<description>UBI Banca ha approvato le nuove linee guida di gruppo per l’operatività nel settore degli armamenti. Il documento, elaborato anche col confronto con organizzazioni della Rete Disarmo, stabilisce criteri più restrittivi di quelli previsti dalla legge 185/1990. &quot;Un ulteriore e significativo passo in risposta alle domande di trasparenza e di responsabilità etica messe in campo, fin dal 2000, dalla Campagna di pressione alle 'banche armate'&quot; - commenta Giorgio Beretta - coordinatore della Campagna.</description>
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<title>Finanziaria: novità positive, ma manovra incapace di futuro </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/153828/1/8085</link>
<description>&quot;La Finanziaria del 2008 fa registrare alcune novità importanti e nello stesso tempo evidenzia tutti i limiti di una politica economica incapace di investire nel futuro e in un diverso modello di sviluppo&quot;. Così la campagna Sbilanciamoci! commenta la manovra del 2008 (finanziaria e decreto legge fiscale) presentata oggi al Senato dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. &quot;Pur introducendo qualche limitata misura di redistribuzione lascia infatti immutati i meccanismi che sono alla base</description>
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<title>Italia libera da armi nucleari: al via da Ghedi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/152686/1/8085</link>
<description>Parte il 30 settembre prossimo, a Ghedi (Brescia), la raccolta delle firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare perché l'Italia si dichiari &quot;zona libera da armi nucleari&quot;. La campagna è promossa da 54 associazioni pacifiste che il 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione. Il primo appuntamento vede il Sindaco di Aviano, Stefano Del Cont, e la Sindaca di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, firmare la petizione: sono proprio i due sindaci nei cui territori si trovano armi </description>
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<title>Rete Disarmo: l'Italia cresce in spesa militare e export di armi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/150190/1/8085</link>
<description>Ancora una volta i dati del SIPRI, l'autorevole Istituto di ricerca della pace di Stoccolma, confermano le preoccupazioni già espresse da Rete Italiana Disarmo sull'allargamento delle maglie a favore dell'esportazione di armi italiane. Infatti, con 860 milioni di dollari, l'export militare italiano segna nel 2006 un record ventennale: era dal 1985 che l'Italia non superava gli 800 milioni di dollari di esportazioni di armamenti. &quot;La decisa ripresa dell'esportazione militare italiana preoccupa a</description>
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<title>Control Arms: posizione italiana e giornate dell'attivismo</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/149452/1/8085</link>
<description>Il Governo italiano ha inoltrato nei giorni scorsi alle Nazioni Unite i propri commenti sul &quot;Trattato internazionale sul commercio di armi&quot; (Arms Trade Treaty - ATT). Lo segnala la Campagna italiana &quot;Control Arms&quot; sottolineando che, grazie alla pressione della Campagna, il governo italiano ha manifestato il suo impegno e il suo interesse riguardo lo sviluppo del Trattato anche attraverso la sua candidatura a far parte del Gruppo di Esperti che sarà chiamato a porre le basi del futuro Trattato e</description>
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<title>ControlArms: inizia la consultazione popolare</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/148607/1/8085</link>
<description>Riparte con una consultazione popolare la Campagna ControlArms per un Trattato internazionale sul commercio di armi. Dopo la risoluzione adottata dal Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu e poi confermata da uno schiacciante voto favorevole in Assemblea a lo scorso dicembre, nel corso del 2007 il Segretario generale delle Nazioni Unite dovrà verificare il parere dei governi su “fattibilità, ambito di competenze e parametri” del futuro Trattato sul commercio di armi. Nel 2008 verrà ino</description>
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<title>Italia: record ventennale dell’export di armi, affari da 2,1 miliardi</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/147982/1/8085</link>
<description>E' la cifra record dell'ultimo ventennio: una manna per l'industria armiera nazionale e non pochi grattacapi per il Governo Prodi che nel suo programma si era impegnato ad un controllo più stringente sull'esportazione di armi. Superano infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni all'esportazioni di armamenti nel 2006 con un'impennata del 61% rispetto al 2005. E sfiorano il miliardo di euro anche le consegne (970,4 milioni) effettuate sempre nel 2006. Ma brindano anche le banche che si sono</description>
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<title>Cluster bombs: 30mila firme, ma legge ferma e Unicredit fa affari </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/147825/1/8085</link>
<description>La raccolta delle firme avviata a gennaio dalla Campagna Italiana contro le Mine per chiedere al Parlamento di estendere gli effetti della vigente legge sulle mine antipersona (374/97), anche alle cluster bombs (bombe a grappolo) ha raggiunto nei giorni scorsi quota 30mila firme, ma il progetto di legge per la messa al bando definitiva di questi ordigni è ormai da tre mesi in attesa della calendarizzazione in Parlamento. Intanto un rapporto della Ong belga Netwerk Vlaanderen svela gli stretti l</description>
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<title>Carta Re: affari poco etici solo per religiosi</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/147290/1/8085</link>
<description>I primi a riceverla sono stati i Cardinali, i Vescovi e i Superiori delle congregazioni religiose, che così potranno pagare di meno le bollette della luce, del gas e del riscaldamento, avere sconti sull'acquisto di generi alimentari e di biglietti aerei, fare benzina alla Api-Ip con numerose agevolazioni e vedere aumentati gli interessi e diminuite le spese sui loro conti in banca. Sono alcuni dei vantaggi garantiti dalla Re-card, una particolare &quot;carta servizi riservata esclusivamente – spiega</description>
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<title>Italia: inizia dagli Enti locali il disarmo dei territori</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/146121/1/8085</link>
<description>&quot;Dalle 'banche armate' alle tesorerie etiche&quot;, è stato il titolo del convegno organizzato a Roma lo scorso 3 febbraio dalla Campagna di pressione alle 'banche armate', dalla Rete italiana per il disarmo e dalla Provincia di Roma. &quot;Il senso delle nostre campagne – ha spiegato Giorgio Beretta, coordinatore della Campagna – è la richiesta di coerenza che facciamo a tutti: dalle banche, ai cittadini, alle associazioni, al Governo. &quot;Oggi, in particolare – aggiunge Beretta – chiediamo coerenza agli e</description>
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<title>Roma: dalle ‘banche armate’ alle tesorerie etiche</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/145737/1/8085</link>
<description>“Dalle &quot;banche armate&quot; alle tesorerie etiche”: è questo il titolo del Convegno che si terrà a Roma sabato 3 Febbraio. In continuazione col primo Convegno della Campagna di pressione alle “banche armate”, il convegno segna l'inizio del percorso &quot;Territori Disarmanti&quot; che la Rete Italiana Disarmo propone a tutte le associazioni e agli Enti Locali. Tre momenti salienti: un confronto tra esponenti delle campagne, rappresentanti del Governo, istituzioni di categoria (ABI) ed enti locali sull’esporta</description>
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