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<link>http://www.unimondo.org/article/archive/5032</link>
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<title>Unimondo - Unimondo/Italiano/Homepage/Attualita'/Dossier/Grandi Laghi/Analisi Opinioni Dossier Grandi Laghi</title>
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<title>I complici della fame degli altri</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159416/1/5032</link>
<description>&quot;Quando al mondo ci sono 840 milioni di persone denutrite e ogni cinque secondi un bambino muore di fame, oltre al cibo, evidentemente, manca anche altro: la democrazia&quot;. Si è aperto con questa cruda osservazione il dibattito organizzato da dall’ong 'Time for Africa' venerdì scorso nella sala conferenze del Sunsplash, Festival internazionale di musica reggae che si tiene a Osoppo (Udine). Le concause dell'attuale emergenza alimentare sono molteplici: politiche agrarie attuate da governi spesso </description>
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<title>Zimbabwe? Emergenza politica</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159384/1/5032</link>
<description>Immaginate se in Italia 85 sostenitori della opposizione vengono uccisi in tre mesi e lo sfidante alla Presidenza incarcerato cinque volte. Immaginatevi un paese in cui la stampa è imbavagliata con un’inflazione al 165.000 per cento ed ove le organizzazioni umanitarie sono state minacciate di espulsione e /o costrette a sospendere l’aiuto alla popolazione. Immaginatevi di avere un presidente di 84 anni che si appella a Dio come l’unico che può spodestarlo. 24 giugno. Morgan Tsvangirai, sfidante</description>
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<title>La crisi alimentare vista dall'Africa</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159344/1/5032</link>
<description>&quot;Non ditemi, per amor di Dio, che il cibo costa caro a causa del biodiesel&quot;, ha esclamato davanti ai giornalisti il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva a Brasilia in occasione della XXX Conferenza regionale dell'Organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao). &quot;Il cibo è caro perché il mondo non è preparato a vedere milioni di cinesi, indiani, africani, brasiliani e latinoamericani mangiare bene&quot; - ha continuato. &quot;Vogliamo piuttosto discutere di questo con passione</description>
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<title>L. Diogo: 'Il segreto dello sviluppo? No alle armi, sì alla scuola'</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159338/1/5032</link>
<description>“Il segreto dello sviluppo? Tagliare le armi. Subito. Appena giunti al potere. In maniera radicale. Draconiana. Poi riversare i denari risparmiati in istruzione, capitale umano. Subito. In grande quantità. Se vi date del tempo lo perderete. Con i militari non si ragiona e le lobby avranno il sopravvento sulla politica”. Autorevolissima. Parla in piedi davanti ad una platea stracolma di fotografi, tv e gente. Tantissima gente. Dignità ovunque. Altro che Africa disperata, “persa” alla causa dello</description>
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<title>Kenya: non viviamo più nella paura, ma permangono le ferite</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159298/1/5032</link>
<description>Don Gabriele Pipinato responsabile della comunità di St. Martin nella diocesi di Nyahururu in Kenya, riprende il dialogo con i lettori di Unimondo dopo i tragici fatti del gennaio scorso. &quot;Non si vive più nella paura&quot; - scrive don Gabriele. &quot;Certamente non mancano motivi di preoccupazione per un governo di coalizione che vive nel sospetto reciproco e per i rifugiati che stanno affrontando il dramma di una vita precaria, tuttavia non si vive nella paura. Non c’è più l’incertezza del futuro, l’an</description>
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<title>Kenya: nonviolenza e rielaborazione del conflitto</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159246/1/5032</link>
<description>Il 2008 è stato la “prova del fuoco” per la nonviolenza in Kenya che sta ancora tentando di comprendere la cause del disordine. Sembra ancora impossibile che nel “Paese della trasmissione orale”, seppur in un breve lasso di tempo la “pulizia etnica” abbia avuto il sopravvento sulla “parola”.  Kenya evoca animali, parchi, accoglienza. I disordini post elettorali hanno scombinato le nostre mappe mentali che, per ergonomia, sono più facilitate ad associare ed interconnettere che a costruire ex nov</description>
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<title>Kenya: lettera di pace dal Saint Martin </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/156800/1/5032</link>
<description>Mentre in Kenya si susseguono gli appelli a trovare una soluzione pacifica alla crisi politica e alle violenze seguite alle contestate elezioni di fine dicembre, riceviamo da don Gabriele Pipinato, responsabile della comunità di St. Martin, una &quot;lettera di pace&quot;. &quot;Scrivo dopo qualche giorno, quando l’interesse dei media italiani si è spento, perché non vorrei raccontare gli orrori di cui siamo testimoni, né fare una analisi dei fatti, ma solo dire qualche parola su quello che vive la mia comuni</description>
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<title>Rwanda: Gacaca, lotta all’Aids e Epa</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/156349/1/5032</link>
<description>A seguito di una recente visita in Rwanda per partecipare all’assemblea paritetica Ue-Paesi dell’area Africa-Caraibi-Pacifico (Acp), per discutere di rapporti commerciali tra Europa e Acp, l’europarlamentare Vittorio Agnoletto ci ha inviato la seguente riflessione che volentieri pubblichiamo. L’europarlamentare affronta tre nodi rilevanti nell’attuale vicenda sociale ruandese: l’istituzione dal 2005 dei tribunali Gacaca a cui spetta il compito di rivelare la verità sul genocidio, sradicare la c</description>
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<title>Il premio 'Abolizionista 2007' a Kagame: superare il conflitto </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/152877/1/5032</link>
<description>Ho letto anch’io con stupore in diversi quotidiani riguardo il premio “Abolizionista 2007” proposto dall’associazione “Nessuno Tocchi Caino” che il governo italiano, nella persona di Romano Prodi, ha recentemente dato al Presidente del Rwanda Paul Kagame. E’ conseguita una prevedibile alzata di scudi di molte organizzazioni non governative e riviste missionarie, in primis Nigrizia. Sono volate parole grosse come “negazionista” o “complice” da parte della curatrice del Rapporto 2007 di “Nessuno </description>
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<title>Salsa di pomodoro Ue per i contadini del Ghana</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/151706/1/5032</link>
<description>Le importazioni di salsa di pomodoro e di pollo hanno già un impatto deleterio sui redditi delle famiglie contadine del Ghana. Una riduzione dei dazi applicati sull'importazione di questi prodotti, prevista dagli Accordi di partenariato economico (EPA) in corso di negoziazione con l'Unione Europea, provocherebbe un nuovo peggioramento delle loro condizioni ed una violazione del diritto ad una alimentazione adeguata. Queste sono le conclusioni preliminari di un'analisi organizzata da FIAN Intern</description>
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<title>Darfur: da MSF allarme per i campi profughi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/150883/1/5032</link>
<description>Il Presidente internazionale di Medici Senza Frontiere (MSF), Christophe Fournier, appena rientrato dal Darfur, parla di &quot;insicurezza che la popolazione deve affrontare quotidianamente&quot;. &quot;Anche se le violenze non raggiungono i livelli del 2003-4, i civili continuano a venire uccisi&quot;. Un clima di insicurezza che incide anche sulle organizzazioni umanitarie: &quot;Nel corso dell'ultimo anno abbiamo dovuto ridurre il numero dei nostri progetti perché gli scontri ci hanno costretto ad evacuare&quot;. E circa</description>
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<title>Sace: profitti assicurati</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/148641/1/5032</link>
<description>Garantisce le imprese italiane all’estero. L’unico azionista è il ministero del Tesoro che incassa ricchi dividendi. Ma, nel tempo, è stata una macchina terribile nel produrre l’indebitamento dei paesi in via di sviluppo. Le sue operazioni sono avvolte nel silenzio. Soprattutto quelle legate al commercio delle armi. È uno dei salotti bene dell’economia italiana. Conosciuto da pochi. Dove si elogia il silenzio. E si coccola la riservatezza. Ambito dalla grande imprenditoria e dalle banche, perch</description>
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<title>Nigeria: irregolari le elezioni, ma si rifaranno?</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/148526/1/5032</link>
<description>In Nigeria c’è stata “una volontà politica perché il voto non fosse trasparente”, secondo Vittorio Agnoletto, tra gli osservatori europei a Lagos. Ritardi nell'apertura dei seggi, schede elettorali mancanti, brogli, pressioni politiche e isolati casi di violenza hanno caratterizzato le elezioni del 21 aprile. In base agli scrutini il vincitore sarebbe il candidato del partito di maggioranza, sostenuto da Obasanjo. Osservatori e candidati dell’opposizione hanno già chiesto le ripetizione del vot</description>
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<title>Tavola della pace: informazione e politica estera, è ora di cambiare </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/145069/1/5032</link>
<description>C’è ragione di essere preoccupati perché mentre alcuni politici e commentatori discutono di anacronistici ideologismi e di alleanze pericolose ben pochi si preoccupano di affrontare seriamente i grandi problemi internazionali che ormai ci minacciano sempre più da vicino. Miseria, ingiustizie, disuguaglianze, emergenze climatiche, degrado ambientale, guerre, terrorismo, migrazioni, disordine internazionale, violazioni dei diritti umani: dove sono nel dibattito italiano di questi giorni? Inutile </description>
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<title>Uganda: pace contagiosa </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/138767/1/5032</link>
<description>Siamo troppo abituati a pensare che la guerra, specie in Africa, sia un male contagioso e inarrestabile. La storia recente del continente, dal Rwanda alla Liberia, dalla Somalia al Darfur, dimostra quanto sia difficile interrompere conflitti all'interno di stati deboli. Le notizie che provengono da Juba, dove il 26 agosto Lord's Resistance Army (LRA) e governo ugandese hanno firmato una tregua, la prima in venti anni di conflitto, dimostrano che talvolta anche la pace può essere altrettanto con</description>
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