<?xml version="1.0" encoding="Windows-1252" ?>
<?xml-stylesheet title="XSL_formatting" type="text/xsl" href="/sitedesign/oneworld/rss.xslt"?>
<!DOCTYPE rss PUBLIC "-//Netscape Communications//DTD RSS 0.91//EN" "http://my.netscape.com/publish/formats/rss-0.91.dtd">

<rss version="0.91">
<channel>
<link>http://www.unimondo.org/article/archive/4222</link>
<language>it_IT</language>
<title>Unimondo - Unimondo/Italiano/Homepage/Attualita'/Dossier/Iraq: guerra e dopoguerra/Appelli per la Pace</title>
<description></description>
<item>
<title>Iraq: l'Italia voti all'Onu contro la proroga dell'occupazione </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/155947/1/4222</link>
<description>Nei prossimi giorni gli Stati Uniti sottoporranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, di cui l'Italia è attualmente membro, una proposta di risoluzione che prevede una ulteriore estensione del mandato della &quot;Forza multinazionale&quot; in Iraq. L'associazione &quot;Un ponte per...&quot; ha inviato una lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema e lanciato una petizione online per chiedere che l'Italia voti contro la proroga dell'occupazione in Iraq. &quot;Una grande maggioranza di iracheni richie</description>
</item>
<item>
<title>Unicef: in Iraq servono 42 milioni di dollari per i bambini </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/149577/1/4222</link>
<description>La situazione dei bambini iracheni vittime di violenze, sfollati e profughi ha ormai raggiunto un punto critico: per fornire soccorso e aiuto tanto ai bambini che vivono in Iraq, quanto a quelli rifugiatisi con le famiglie in Siria e Giordania, l’UNICEF ha bisogno per i prossimi 6 mesi di 42 milioni di dollari. “Gli aiuti umanitari possono offrire un’ancora di salvezza ai bambini iracheni che si trovano sotto assedio, e aumentare gli aiuti ora è il modo migliore per investire nel futuro dell’Ir</description>
</item>
<item>
<title>2 giugno di pace a Firenze</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/133610/1/4222</link>
<description>Riportiamo di seguito l' Appello per la mobilitazione &quot;per un 2 giugno di pace&quot; promosso dalla *fucina per la nonviolenza_firenze * L' appuntamento è alle 10.00 del 2 giugno da piazza S.M.Novella. Il 2 giugno è la festa per far memoria della nascita della nostra Repubblica, la fine di una monarchia che aveva legittimato il Fascismo, le leggi razziali, la guerra. Il 2 giugno è la data in cui è stata eletta l'Assemblea che ha elaborato la Costituzione pensata al servizio di tutti. Col tempo quest</description>
</item>
<item>
<title>18 marzo, giornata no war</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/128766/1/4222</link>
<description>Il Comitato Organizzatore della giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni del 18 marzo crede che oggi mettere la pace al primo posto sia cruciale. &quot;Nelle ultime settimane il governo, dopo aver trascinato il paese in una guerra di occupazione, ha anche gettato l’Italia da protagonista nella costruzione dello scontro di civiltà. Se c’è un compito a cui oggi il nostro paese deve assolvere, nella difficile situazione internazionale, è invece opporsi a ogni tentativo di costruire una</description>
</item>
<item>
<title>Per il dialogo cristianoislamico</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/128440/1/4222</link>
<description>'C’è bisogno perciò di una mobilitazione straordinaria di tutti per impedire questa nuova avventura militare. E le religioni possono dare il loro contributo determinante proprio a partire dal momento drammatico che stiamo vivendo, mobilitandosi per sviluppare il dialogo invece che la violenza e la contrapposizione'. Questa parole caratterizzano l'appello lanciato dal Comitato Organizzatore della Giornata del dialogo cristianoislamico in concerto con la Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto. Una</description>
</item>
<item>
<title>A Global call - Fine all'occupazione</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/126724/1/4222</link>
<description>Lo scorso 17 dicembre tre Premi Nobel, esponenti di diverse religioni, obiettori di coscienza, rappresentanti di associazioni e movimenti nonviolenti e pacifisti di 16 nazioni hanno lanciato un Appello per promuovere a livello globale azioni di resistenza civile nonviolenta per “porre fine all’occupazione militare dell’Iraq da parte della Coalizione guidata dagli Stati Uniti”. Tra i primi firmatari anche Cindy Sheehan, madre del soldato ucciso in Iraq che nell’agosto 2005 si è accampata davanti</description>
</item>
<item>
<title>Riflessioni sulla resistenza e incontro a Genova</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/125784/1/4222</link>
<description>Ora sembra che anche gli Stati Uniti stiano scoprendo che in Iraq c’è la resistenza. Infatti il &quot;New York Times&quot; del 7 gennaio 2006 informa che esponenti politico-militari USA hanno iniziato delle trattative con alcuni leaders della resistenza irachena (sia locali che all’estero). Secondo il giornale gli USA cercherebbero di ottenere dalla parte più moderata dei sunniti una sorta di &quot;via libera&quot; per una divisione dell’Iraq su basi etnico-confessionali. In tal modo la resistenza irachena divente</description>
</item>
<item>
<title>Pax Christi: la pace è a caro prezzo</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/124165/1/4222</link>
<description>Salutando i partecipanti alla marcia per la pace di Molfetta nel 1992 don Tonino Bello diceva: &quot;La speranza è a caro prezzo. Qui non la si enuncia: la si vive e la si testimonia pagando&quot;. Oggi noi diciamo &quot;la pace è a caro prezzo. I questo mondo e questa chiesa non la si enuncia: la si vive e la si paga&quot;. Una pace che coniuga in sé Verità e Amore, componenti vitali della nonviolenza (...) E' con questo spirito che Pax Christi invita gli aderenti, i Punti Pace, gli uomini e le donne di ogni appa</description>
</item>
<item>
<title>Lettera della figlia di Tom Fox</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/123596/1/4222</link>
<description>&quot;Sono la figlia di Tom Fox. Mio padre ha scelto di andare in Iraq e ascoltare chi non ha voce. Incontra famiglie che soffrono per la mancanza di persone care. Per gran parte del tempo passato in Iraq, ha cercato di far liberare dei detenuti. Non volevo che mio padre andasse in un Paese dove la sua cittadinanza statunitense potesse far passare in secondo piano le sue ragioni pacifiche. Ma mio padre è fatto così, si dedica con tutto l'impegno alla risoluzione pacifica dei problemi. È lì perché gl</description>
</item>
<item>
<title>Liberate gli ostaggi in Iraq</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/123424/1/4222</link>
<description>Dal sito 'Petition Spot' viene rilanciato l'appello per la liberazione dei quattro operatori di &quot;Cristian Peacemakers Team&quot; che dal 26 novembre sono in mano a un gruppo che dichiara di chiamarsi &quot;Spada della verità&quot; e di far parte della resistenza irachena. In Iraq i CPT sono entrati alla fine del 2002, prima della guerra, come scudi umani, sono rimasti durante i bombardamenti ed hanno ripreso la attività subito dopo la fine del conflitto. La lora attività in Iraq si è concentrata soprattuto su</description>
</item>
<item>
<title>In memoria di Nicola Calipari</title>
<link>http://www.unimondo.org/link/gotolink/addhit/68438</link>
<description>&quot;Siamo tutti parte lesa!&quot;. Con queste parole molte persone hanno voluto richiamare le istituzioni a dare memoria a Nicola Calipari. &quot;Sappiamo bene, e la storia ce lo insegna, che la memoria individuale entra spesso in conflitto con la gestione pubblica della memoria collettiva. La memoria, infatti, può risultare talvolta un ingombro perché non adeguata ai 
propri fini e spesso si tenta di annullarla o di renderla inesatta e selettiva, 
nell'illusione di rimuoverla in quanto si temono i suoi c</description>
</item>
<item>
<title>Iraq, rilascio dei visti per la Conferenza</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/118104/1/4222</link>
<description>A sostegno delle richieste dei visti dei relatori della conferenza di Chianciano promossa dai Comitati “Iraq Libero” arriva l’appello di vari esponenti del movimento contro la guerra che comprende da Albino Bizzotto dei Beati i costruttori di Pace a Piero Bernocchi dei Cobas, da Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace a Piero Maestri di Guerre&amp;Pace. &quot;In democrazia il ruolo dell'opposizione è altrettanto rilevante che quello del governo. Impedire la espressione delle opinioni equivale quindi </description>
</item>
<item>
<title>Lettera a Fini per un convegno sulla resistenza irachena</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/117412/1/4222</link>
<description>La lettera, senza precedenti, con la quale 44 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno in pratica chiesto al governo italiano di illegalizzare tutte le attività a sostegno della legittima Resistenza del popolo iracheno, a partire dalla Conferenza Internazionale prevista per ottobre a Chianciano, rappresenta secondo l’assemblea nazionale dei Comitati Iraq Libero rappresenta un evidente salto di qualità nelle pretese imperiali americane. Tra i sottoscrittori dell'appello ci sono il giornalist</description>
</item>
<item>
<title>La Pace è l'unica sicurezza</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/115377/1/4222</link>
<description>Dopo gli attentati di Londra le reti del movimento contro la guerra  promuovono una campagna di attivazione sul territorio nazionale. Il testo verrà usato in occasione delle iniziative di martedì 19 alle ore 11.00 alla stazione Termini e alle ore 12.30    di fronte a Palazzo di Montecitorio per continuare la pressione nella giornata in cui in Parlamento si discute il rifinanziamento alla missione militare in Iraq. Per sostenere la campagna verranno allestite entro fine mese manifesti e adesivi </description>
</item>
<item>
<title>Lettera alle comunità musulmane</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/115326/1/4222</link>
<description>Una lettera di solidarietà indirizzata &quot;ai musulmani e alle musulmane in Italia&quot; è stata inviata da oggi da esponenti delle associazioni che componevano il comitato &quot;Fermiamo la Guerra&quot;, promotore delle manifestazioni &quot;milionarie&quot; contro la guerra all'Iraq del 15 febbraio 2003 e del 20 marzo 2004. &quot;Pensiamo che le bombe di Londra colpiscano anche voi&quot; - dicono i firmatari, che si dichiarano &quot;scandalizzati che alcuni giornali definiscano 'islamico' il terrorismo&quot; e propongono una collaborazione </description>
</item>
</channel></rss>