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<link>http://www.unimondo.org/article/archive/2155</link>
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<title>Unimondo - Unimondo/Italiano/Topics/Guerra e Pace/Armi</title>
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<title>Finmeccanica, missione bontà </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159628/1/2155</link>
<description>Non vorremmo annegare nella melassa inconcludente dei luoghi comuni. Ma vendere armi e allo stesso tempo raccogliere fondi di solidarietà per le vittime di quelle armi ha un senso? Non scricchiola, perlomeno, l’alfabeto etico? Per Finmeccanica, evidentemente no. Sta strombazzando da settimane sul suo sito, infatti, una nuova iniziativa in campo solidaristico, dal titolo enfatico: “Tecnologia e ricerca vestono la solidarietà”, con sottotitolo: “Il Gruppo Finmeccanica per i bambini africani”, con</description>
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<title>Italia: denunce e proposte della Carovana missionaria della pace</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159569/1/2155</link>
<description>&quot;Informazione imbavagliata, distorta, superficiale e forviante&quot;, &quot;crisi di democrazia evidente&quot; e &quot;legalità costantemente negata a favore di interessi di gruppi ristretti, mafie e potentati finanziari e politici&quot;: sono le pesanti denunce sulla situazione italiana contenute nella dichiarazione finale della 'Carovana missionaria della pace' che si è conclusa ieri a Roma dopo aver attraversato la penisola. I giovani della Carovana chiedono che venga avviato l'iter per l'approvazione della legge di</description>
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<title>Amnesty: i diritti umani siano 'norma inderogabile' nell'ATT</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159535/1/2155</link>
<description>Alla vigilia della riunione di ottobre, in cui gli Stati membri dell'Onu decideranno se progredire verso un Trattato sul commercio di armi (ATT), Amnesty International chiede ai leader mondiali di inserire nel testo una &quot;norma inderogabile&quot; sui diritti umani. &quot;I governi devono impedire i trasferimenti di armi laddove vi sia il rischio sostanziale che esse possano essere usate per compiere gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario&quot;. Una</description>
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<title>Crisi in Georgia: clima da Guerra fredda, il 22 in piazza a Padova</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159483/1/2155</link>
<description>Il vertice straordinario della Nato sulla crisi georgiana tenutosi ieri a Bruxelles &quot;sta facendo tornare indietro di anni le lancette dell’orologio nelle relazioni tra la Nato e il Cremlino&quot;: anche se formalmente i canali di comunicazione restano aperti nei fatti l’Alleanza ha congelato i lavori del Consiglio Nato-Russia (NRC), il tavolo di lavoro istituito sei anni fa a Roma per trattare questioni di interesse comune - riporta l'Osservatorio sui Balcani. Intanto l'associazione 'Beati i costrut</description>
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<title>Georgia: la Russia ha usato cluster bombs, denunciano Hrw e Icbl </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159482/1/2155</link>
<description>La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente &quot;l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile&quot;. &quot;Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili&quot; - afferma l'ICBL. &quot;Questo recente caso di uso di cluster</description>
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<title>Usa: la guerra in Iraq, affare miliardario per i contractors</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159481/1/2155</link>
<description>Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliard</description>
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<title>Sudan: CPI chiede l'arresto per 'genocidio' del presidente al Bashir</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159428/1/2155</link>
<description>Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, ha richiesto alla Camera della Corte il mandato d'arresto per il presidente del Sudan, Omar al Bashir, per &quot;genocidio&quot;, &quot;crimini contro l’umanità&quot; e &quot;crimini di guerra&quot;. La richiesta verrà valutata dai giudici del tribunale dell'Aja. Perplessità sono state espresse dal Segretario generale dell'Onu e dall’Unione Africana. &quot;Se da un lato la diplomazia e il mondo delle Ong salutano la decisione come 'una vittoria della giu</description>
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<title>Afghanistan: cresce nel nord il traffico di droga e armi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159413/1/2155</link>
<description>L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) osserva con preoccupazione la continua crescita del traffico di eroina con armi nel nord dell'Afghanistan. &quot;La provincia di Badakhshan si sta trasformando in un vero e proprio mercato di droga e armi, apparentemente ben tollerato dalle autorità locali&quot; - riporta un comunicato di APM. Secondo le autorità del Tagikistan nei primi tre mesi del 2008 vi sarebbe stato un aumento del contrabbando di armi e droghe del 40%. Lo smercio avviene in particolare l</description>
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<title>Afghanistan: siamo 'in guerra', ma La Russa non lo dice</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159403/1/2155</link>
<description>&quot;Signor ministro, riguardo ai nostri soldati in Afghanistan, impegnati in combattimento da oltre un anno, Lei ha dichiarato che 'sui giornali italiani non se ne parlava'. Ci permettiamo di correggerLa. Il nostro giornale, PeaceReporter, ne ha parlato regolarmente fin dal settembre 2006, riportando tutte le operazioni di combattimento a cui hanno preso parte le nostre truppe della Forza di reazione rapida (Qrf) e le nostre forze speciali della Task Force 45 impegnate nell’operazione Sarissa&quot;. Co</description>
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<title>Banche armate: sparito l'elenco delle operazioni bancarie </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159369/1/2155</link>
<description>La Campagna di pressione alle 'banche armate' segnala che dalla Relazione governativa 2008 sull'export di armi italiane è scomparso &quot;l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche&quot;: un elenco fondamentale per la campagna. &quot;Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica - seppur grave e ingiustificata - ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione&quot; - affermano in una lettera inv</description>
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<title>Sipri: Italia nel 2007 ottava per spesa militare, settima per export di armi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159360/1/2155</link>
<description>Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con ven</description>
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<title>Europa: a dieci anni dal Codice di condotta sulle armi </title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159351/1/2155</link>
<description>Domenica 8 giugno il “Codice di Condotta dell’Unione Europea sull’esportazione di armi” compirà dieci anni di vita, e già mostra pienamente i segni dell’età. Se al momento della sua nascita questo strumento, che è stato in assoluto il primo accordo regionale sull’export militare, costituì una forte innovazione, oggi il Codice di Condotta fatica a rapportarsi alla natura globalizzata del commercio di armi del 21° secolo. Ne danno dimostrazione le analisi raccolte in un documento elaborato da 8 o</description>
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<title>Mondo: Settimana di azione contro la violenza delle armi</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159341/1/2155</link>
<description>Dal 2 all'8 giugno centinaia di appuntamenti in 70 paesi del mondo e anche in Italia per la &quot;Settimana globale di azione contro la violenza delle armi&quot; promossa da Iansa e dalle associazioni della campagna 'Control arms'. &quot;La violenza delle armi leggere uccide ogni anno 350mila persone, mentre sono più di un milione quelle seriamente ferite. Nonostante ciò il commercio globale che alimenta la violenza armata non è ancora soggetto ad alcuna regolamentazione internazionale&quot; - affermano i promotor</description>
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<title>Cluster bombs: c'è l'accordo sul Trattato per la messa al bando</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159332/1/2155</link>
<description>I delegati di 109 paesi riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo sul testo del Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo (&quot;cluster bomb&quot;). Secondo le prime anticipazioni, il Trattato prevede che ogni stato firmatario si impegni a non usare cluster bombs “in alcuna circostanza”, né a produrre, acquistare, conservare o trasferirle a chiunque, e impegna i firmatari anche a provvedere all'assistenza delle vittime e alla bonifica delle aree interessate. Il trattato lascerebbe però la</description>
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<title>Amnesty: ambiguità dei governi sulle violazioni, preoccupa l'Italia</title>
<link>http://www.unimondo.org/article/view/159330/1/2155</link>
<description>&quot;Il 2007 è stato caratterizzato dall'impotenza dei governi occidentali e dall'ambiguità o riluttanza delle potenze emergenti rispetto ad alcune delle peggiori crisi dei diritti umani come i conflitti in corso da decenni o la crescente ineguaglianza di cui fanno le spese milioni di persone&quot; - ha affermato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, nel corso della presentazione del Rapporto Annuale 2008, citando le crisi dei diritti umani in Darfur, Zimbabwe, Gaza</description>
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