Temi/paesi correlati: [Armi] [Società civile] |
|
Sono circa 218 milioni i minori-lavoratori tra i 5 e i 17 anni e di questi 165 milioni sono bambini e ragazzi tra i 5 e 14 anni: 74 milioni sono coinvolti in attività pericolose e nocive alla loro salute, 5,7 milioni vengono costretti a lavorare per estinguere un debito; 1,8 milioni sono sfruttati in forme di prostituzione e pornografia e 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori. Sono i dati che emergono dai rapporti che l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), Unicef e ong come Save the Children presentano oggi in occasione della 'Giornata mondiale contro il lavoro minorile'. Una piaga in diminuzione negli ultimi anni grazie alla mobilitazione internazionale, ma - avverte l'Ilo - l'impennata dei prezzi dei beni alimentari potrebbe avere serie ripercussioni sul fenomeno.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Lavoro] [Bambini] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Economia] [Diritti umani] Foto: Bambini al lavoro - Foto: Kindernothilfe - C. Engel
|
La 'Campagna Abiti Puliti' ha lanciato una petizione internazionale per i diritti delle lavoratrici della ditta turca DESA che negli ultimi mesi ha condotto un'azione di "intimidazioni e minacce" nei confronti degli operai che si sono iscritti al sindacato. "Già 44 lavoratori sono stati licenziati e altri 50 sono stati obbligati a lasciare il sindacato" - riporta la campagna nell'evidenziare che la DESA produce tra l'altro oggetti di pelletteria per Prada (e il suo marchio Miu Miu) e per Mulberry, Louis Vuitton, Luella e Samsonite: ditte che sinora hanno rifiutato di agire nei confronti della DESA per sostenere il diritto di organizzazione sindacale degli operai che chiedono di lavorare in condizioni di lavoro accettabili.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Lavoro] [Attivismo] [Imprese] [Diritti umani] Foto: Emine Arslan, operaia della DESA licenziata per essersi iscritta al sindacato: guadagnava 200 euro al mese e produceva anche per Prada
|
|
Temi/paesi correlati: [Armi Nucleari] [Attivismo] [Società civile] |
|
La privatizzazione della Rai è ormai in corso, ma non vediamo né nel Parlamento, né nel Paese una battaglia per impedire la liquidazione – caso unico in Europa – del servizio pubblico. E’ un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta la poca lungimiranza delle forze politiche di centro-sinistra, ma anche dei movimenti, su una questione cruciale per la nostra democrazia. Il governo ha già deciso di vendere il 30 per cento dell’azienda, prima tappa della collocazione sul mercato del 100 per cento della Rai. Magachip ha già chiesto alla Federazione Nazionale della Stampa di farsi promotrice di una Sessione Straordinaria degli Stati Generali sulla Comunicazione, per lanciare una campagna – urgente e non rinviabile – contro la privatizzaione della Rai.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Informazione & Media] [Media] |
L'aumento del prezzo del greggio sta vanificando i benefici portati negli ultimi tre anni a molti paesi africani dagli aiuti internazionali e dalla cancellazione del debito tanto da far temere il ripetersi della crisi del debito degli anni Ottanta. Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) e rilanciata da 'Il Sole 24 ore'. La ricerca svolta in 13 paesi africani privi di risorse petrolifere evidenzia come il rincaro del greggio acquistato da questi stati a partire dal 2004 sia stato equivalente a 3 punti percentuali del Pil: cifra superiore agli aiuti ricevuti nello stesso lasso di tempo dai paesi donatori e alla somma di debito cancellato. "Il vero rischio, di cui poco si parla, è che si va verso una nuova crisi del debito" - commenta a Unimondo, Antonio Tricarico della CRBM.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Africa] [Economia] [Debito] [Geopolitica] [Globalizzazione] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [MDGs] Foto: Nigeria: pozzo di petrolio in fiamme - da Peacelink
|
La XVII Conferenza mondiale sull’Aids si è conclusa senza un piano concreto per garantire l’accesso universale ai farmaci antiretrovirali. Oxfam denuncia le "manovre legali" delle multinazionali del farmaco per restringere l’accesso ai farmaci essenziali generici come nel caso dell’India. “L'accesso universale ai trattamenti non sarà mai totale senza diritti umani, perché la disuguaglianza di genere verso le donne, le più vulnerabili all’Aids, e i diritti e le necessità di bambini e giovani sono stati largamente ignorati nella risposta alla sindrome”- affermano 500 organizzazioni della società civile di tutto il mondo in un appello presentato Conferenza sostenuto anche dall'Onu. Senza dimenticare le "forme legali di discriminazione" contro le persone malate di Aids denunciate dallo stesso Segretario generale dell’Onu alla conferenza. (Elvira Corona)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Povertà] [Esclusione sociale] [Malattie/Cure] [AIDS] [Società civile] [Legislazione] [Diritti umani] |



