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DIRITTI NELLA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE
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25.10.2008
Sono 117 le città italiane che oggi, sabato 25 ottobre propongono incontri in occasione del 'Linux Day', la giornata nazionale del software libero coordinata dall’Italian Linux Society e promossa da Banca Etica. Una manifestazione che cresce di anno in anno e vuole essere un momento divulgativo rivolto ai non addetti ai lavori per far conoscere il software libero, le sue caratteristiche tra cui la piena libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software in modo pienamente legale. Una modalità per superare anche il 'digital divide' tra ricchi e poveri e che sta prendendo piede anche negli enti locali.
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12.11.2007
In occasione del Forum sulla governance di Internet (Igf), che prende il via oggi a Rio de Janeiro, Amnesty International denuncia l’aumento su scala mondiale delle restrizioni alla libertà di espressione on line. A due anni dal Summit di Tunisi, "sempre più paesi filtrano i contenuti delle pagine web, intimidiscono e arrestano i cyberdissidenti" - sottolinea Amnesty - che chiede ai governi "di porre fine alla repressione on line, abrogare le legislazioni restrittive, di rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite internet e di impegnarsi a varare una serie di standard comuni per prevenire le violazioni dei diritti umani on line".
ContinuaFoto: Restrizioni a internet nel mondo - da OpenNet
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14.11.2005
Dopo il fallimento sostanziale della conferenza Onu dello scorso settembre sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, adesso tocca all'ultima delle conferenze delle Nazioni Unite, e la meno conosciuta dall'opinione pubblica, il WSIS - o World Summit on the Information Society. Dopo una prima fase, svoltasi a Ginevra nel dicembre 2003, che ha prodotto una Dichiarazione di Principi nel tentativo di definire una visione comune della Società dell'Informazione, le premesse per la conclusione del Summit sono tutt'altro che rosee: su questioni fondamentali ci sono ancora posizioni molto diverse e, soprattutto, il fatto che il Summit si svolga in Tunisia - paese con un record negativo per i diritti umani e la libertà di informazione - non promette affatto bene.
ContinuaFonte: CRIS Italia Temi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [ICT Tecnologie informatiche] [Libertà di espressione] [Società civile] |
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01.06.2006
Si prepara un cambio alla direzione di Rainews24. Roberto Morrione, che ha guidato il canale fin dall’avvio delle trasmissioni, il 26 aprile 1999, va in pensione il primo giugno. Chi prenderà il suo posto? Con chiare preoccupazioni, un folto gruppo di intellettuali, giornalisti e rappresentanti della società civile hanno lanciato un appello rivolto al Consiglio di
ContinuaAmministrazione della Rai, per chiedere garanzie sul mantenimento della linea editoriale di Rainews24. 'Durante questi sette anni di vita, Rainews24 si è fortemente caratterizzata per l’attenzione centrata sull’informazione internazionale, con una forte capacità di affrontare anche le situazioni più dimenticate dalla quasi totalità dei media italiani'. Temi/paesi correlati: [Media] [Società civile] |
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07.07.2004
Le organizzazioni che operano per la libertà di espressione riunite nell'incontro International Freedom of Expression Exchange (IFEX) tenutosi lo scorso 18 giugno a Baku (Azerbaijan) esprimono con un documento la loro preoccupazione sul ruolo del governo tunisino nel percorso di avvicinamento al World Summit on the Information Society (WSIS) che si terrà nel novembre 2005 proprio in Tunisia, in quanto reo di violare la libertà di espressione e quindi i principi della Carta delle Nazioni Unite. Quindi viene chiesta all'Onu di riconsiderare la sede del prossimo WSIS se il governo tunisino non farà dei progressi sul diritto alla libertà di espressione.
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05.02.2005
La privatizzazione della Rai è ormai in corso, ma non vediamo né nel Parlamento, né nel Paese una battaglia per impedire la liquidazione – caso unico in Europa – del servizio pubblico. E’ un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta la poca lungimiranza delle forze politiche di centro-sinistra, ma anche dei movimenti, su una questione cruciale per la nostra democrazia. Il governo ha già deciso di vendere il 30 per cento dell’azienda, prima tappa della collocazione sul mercato del 100 per cento della Rai. Magachip ha già chiesto alla Federazione Nazionale della Stampa di farsi promotrice di una Sessione Straordinaria degli Stati Generali sulla Comunicazione, per lanciare una campagna – urgente e non rinviabile – contro la privatizzaione della Rai.
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