Tutti i temi: Asia Occidentale
febbraio 2006
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28.02.2006
An immediate end to the US occupation and the deployment of a UN-led peacekeeping force was demanded yesterday by an international women's human rights organisation.
ContinuaFonte: MADRE Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Iraq] [Risoluzione dei conflitti] [Nazioni Unite] |
28.02.2006
Irak tasapainoilee kuilun partaalla ja on vaarassa ajautua sisällissotaan, varoittaa tuore raportti. Sosiaaliset ja poliittiset hankaukset ovat syventyneet, ja maan lukuisat yhteisöt rakoilevat etnisten, uskonnollisten ja heimoerojen vuoksi. Vakavin kuilu on sunni- ja shiiamuslimien välillä, jota syvensi Samarran shiiamoskeijaan 22.2. tehty isku.
ContinuaFonte: OneWorld UK Temi/paesi correlati: [Iraq] |
27.02.2006
Iraq is teetering on the threshold of wholesale disaster, warns a new International Crisis Group report, which says low-intensity conflict is in danger of escalating into an all-out civil war that could lead to the country’s disintegration and destabilise the entire region.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] |
24.02.2006
They are running factories and non-profits, leading campaigns and demonstrations, and standing up to government oppression around the world. They are mothers, widows, journalists, Nobel Prize winners, peacemakers...they are just like you and me.
ContinuaFonte: OneWorld US Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Sri Lanka] [Russia] [Palestina] [Kenya] [Italia] [Israele] [Iran] [Colombia] [Bosnia-Erzegovina] [Argentina] [Afghanistan] [Genere] Foto: - © The Afghan Institute of Learning
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24.02.2006
Intel, the world's largest semiconductor company, is planning to build the first information technology education center in the volatile Gaza Strip.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Palestina] [Educazione] [ICT Tecnologie informatiche] |
24.02.2006
SAN FRANCISCO, Feb 24 (OneWorld) - Three Nobel laureates are throwing their weight behind an international coalition in demanding the withdrawal of U.S. troops from Iraq and calling on the public to protest the occupation by taking part in nonviolent lawbreaking at U.S. military bases.
ContinuaFonte: OneWorld US Temi/paesi correlati: [Iraq] [Gran Bretagna] [Stati Uniti] [Politica] [Guerra e Pace] |
23.02.2006
Si torna a parlare delle torture del carcere di Abu Ghraib grazie all’intervista esclusiva di Rainews24 ad Ali Shalal al Kaisi, la cui foto ha fatto il giro del mondo. Tra le testimonianze da lui raccolte anche quella di un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, secondo il quale a condurre i tremendi interrogatori dei prigionieri c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane. Secondo Berlusconi, il governo non era al corrente di nulla e se poi c'era qualche mercenario il problema non riguarderebbe a suo dire il nostro governo. Sulle dichiarazioni interviene il senatore Francesco Martone, segretario della commissione diritti umani, ricordando che il governo avrebbe dovuto da tempo prevedere delle normative che regolassero le attività delle compagnie di sicurezza private italiane ed evitare che alcune di esse potessero diventare centri di reclutamento per persone che in realtà sono mercenari a tutti gli effetti.” Secondo un rapporto dell'organizzazione umanitaria Human rights first sono 98 i prigionieri morti sotto custodia americana in Iraq e Afghanistan a partire dal 2002, di cui almeno 34 sono considerate omicidi “causati intenzionalmente o per comportamento imprudente. Intanto in Iraq, con la bomba alla cupola d'oro di uno dei più venerati mausolei sciiti in Iraq, quello di Askariya a Samarra è andata in frantumi anche la speranza di un dialogo tra le diverse etnie e ora si sta sciovando verso la guerra civile.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Iraq] Foto: Tortura nel carcere di Abu Ghraib - da CBS
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23.02.2006
Morti, feriti e tanta paura anche tra chi in questa lotta intestina interreligiosa parrebbe non entrarci nulla. E’ il caso di un sacerdote caldeo, Padre Douglas Al Bazi, colpito di fronte alla sua chiesa da una pallottola vagante sparata da una delle decine di auto in corsa e piene di uomini armati decisi a farsi giustizia dell’offesa di stamani a Samarra. “Ho sentito dire che 25 moschee sunnite sono state attaccate oggi nel paese” mi dice con voce affaticata il sacerdote. E’ appena tornato dall’ospedale dove solo oggi pomeriggio, dopo molte ore dall’incidente, è riuscito ad arrivare. “Mi hanno fatto delle lastre e risulta che ho scheggia nella gamba sinistra, sotto il ginocchio, ma non possono toglierla, mi hanno solo fatto delle iniezioni di antibiotico e dovrò farne ancora.” Ad oggi non si sa come e se la situazione cambierà, se e come un accordo politico convincerà Moqtada Al Sadr a ritirare le sue milizie. Certo non serviranno i giorni di lutto proclamati sia dal governo sia dal Grand Ayatollah Al Sistani, come non servirà il coprifuoco imposto dalle otto di sera alle sei del mattino. La luce del sole che in questo periodo già splende caldo in Iraq non ha fermato in questi anni le violenze, e certo non lo farà la calma imposta della notte. - di Luigia Storti
ContinuaTemi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Società civile] |
21.02.2006
In occasione della proroga della missione in Iraq, il parlamento italiano non ha affrontato il problema degli interessi delle potenze estere sul petrolio iracheno, né tanto meno dell’interesse dell’Italia sul petrolio di Nassirya. E proprio Salman Daud, del sindacato dei lavoratori del petrolio del sud dell’Iraq, di recente in Italia nell’ambito del progetto “Ponti di pace”, rivendica il diritto della sua gente a gestire da sé la propria economia. Impresa quasi disperata in questa situazione, poiché difficilmente gli Stati Uniti accetteranno di mettere nel bilancio passivo gli alti costi della guerra da loro condotta, che finora non hanno trovato giustificazione, e che potrebbero aumentare di molto se i soldati statunitensi restassero ancora per anni. E in Iraq? Il paese cerca di fare i conti con una transizione politica che si è conclusa solo sulla carta, ma i cui nodi sono ancora tutti strettamente intricati: si attende ancora un governo e vengono confermati gli “squadroni della morte” al servizio – si ipotizza – di alcuni dei partiti al governo.
ContinuaFonte: Un ponte per... Temi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Attivismo] [Società civile] Foto: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
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21.02.2006
Sobeih sets the context by explaining that Egypt has become one of the leaders in the technology sector across the Arab region.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Egitto] [Povertà] [ICT Tecnologie informatiche] |
21.02.2006
The talk around New York the past few days has been about the Arab-based company chosen to run the city's massive and strategically important seaport. National security specialist Ivan Eland thinks the politicians should drop the posturing and "commercial racial profiling" and move on to more important issues.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Emirati Arabi Uniti] [Stati Uniti] [Imprese] [Sicurezza] [Terrorismo] |
21.02.2006
Suomalaiset järjestöt avustavat Filippiineillä 17. helmikuuta sattuneen maanvyörymän uhreja. Maanvyörymän jäljiltä on löydetty maanantaihin mennessä vajaa sata ruumista ja arviot kateissa olevien määrästä vaihtelevat 900 - 1500 ihmiseen.
ContinuaFonte: maailma.net Temi/paesi correlati: [Filippine] [Iraq] |
20.02.2006
Cresce la mobilitazione ambientalista in Turchia contro il progetto di edificazione della diga di Ilisu, parte integrante del Progetto dell’Anatolia Orientale. Dopo che a fine anni novanta le mobilitazioni internazionali avevano fatto desistere dal proposito di costruire una diga, facendo nascere speranze per un rilancio in chiave turistica di Hasankeyf, ora, un nuovo consorzio internazionale ha avviato i lavori per la diga di Ilisu, sul Tigri, che provocherà la scomparsa del paese di Hasankeyf. Sono a rischio il patrimonio storico e ambientale dell’area - riporta l'Osservatorio sui Balcani che ha intervistato il sindaco di Hasankeyf e il presidente dell’associazione ambientalista Doga di Ankara. "Si dice che ci siano tre grosse imprese turche di costruzioni insieme ai tedeschi della Siemens ed una società austriaca" - afferma il sindaco che denuncia: "Sono sindaco, si fanno nuovi progetti ed io non ne so niente. E se non ne so niente io figuratevi i miei concittadini. Abbiamo solo la possibilità di avere informazioni dalla stampa".
ContinuaFonte: Osservatorio sui Balcani Temi/paesi correlati: [Turchia] [Imprese] [Attivismo ambientale] [Conservazione] Foto: Hasankeyf - da OsB
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20.02.2006
DUBAI, Feb 20 (IPS) - While Islamist clerics and regional trade groups have called for a boycott of European goods in reprisal for the caricaturing of Prophet Muhammad, leading Arab academics and intellectuals say this could only boomerang on the religion and its followers.
ContinuaFonte: Inter Press Service (IPS) |
20.02.2006
Il comitato organizzatore del corteo di sabato 18 febbraio sulla Palestina precisa che è stato "tranquillo e combattivo, festoso, partecipato e chiaro nei contenuti" e che "non dovrebbe essere oscurato da episodi più che marginali (lo slogan gridato da cinque ragazzi, due bandiere bruciate) e isolati dalla stragrande maggioranza". A commento arriva da Genova la lettera di Norma Bertullacelli del Centro ligure di documentazione per la pace: "Da quattro anni manifestiamo ogni settimana in piazza De Ferrari contro tutte le guerre, in particolare contro quelle inutili, illegali e criminali che coinvolgono direttamente il nostro paese. Il nostro modo di esprimere la nostra opposizione a chi, in violazione della costituzione e per asservimento agli USA ha condotto in guerra l’Italia consiste nel rimanere in silenzio, esponendo cartelli e distribuendo volantini che cercano di illustrare ai passanti la realtà della guerra e richiedono il ritiro dei soldati italiani. Facciamo qualcolsa di molto diverso, evidentemente, dal bruciare bandiere".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Palestina] [Diritti umani] [Conflitti] [Società civile] Foto: Bandiere di Israele e Palestina - da Oneworld
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17.02.2006
Nel caos post-invasione dell’Iraq è in corso il furto dell’enorme riserva petrolifera irachena. Il sindacato dei lavoratori petroliferi non ha intenzione di lasciare che l’unica ricchezza del paese venga espropriata nell’indifferenza generale. “Ci siamo subito battuti contro le privatizzazioni e per un aumento degli stipendi dei lavoratori” ha raccontato il sindacalista Dawood K. Salman. A inizio settimana è stato presentato il dossier: "Truffa a mano armata - I numeri degli interessi petroliferi occidentali e italiani dietro la guerra all'Iraq". Una spartizione/truffa perché non passa attraverso un'esplicita privatizzazione, ma attraverso l'adozione dei PSA – Production Sharing Agreements – che mettono nelle mani delle multinazionali il 64% delle riserve del paese e la maggior parte delle future rendite. Tra queste non poteva mancare l'italiana ENI che, come dimostra un documento allegato al Dossier, insieme alla BP, alla Chevron e alla Total, è in contatto con il Ministero del Petrolio iracheno, per definire il piano di sviluppo dei giacimenti petroliferi presenti nel sud dell'Iraq, proprio dove si trova Nassiriya.
ContinuaFonte: CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale Temi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Attivismo] [Società civile] Foto: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
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17.02.2006
"Don’t complain, get up and change it." Ashtar Theatre director Iman Aoun, otherwise known as the ‘joker’, is inspiring groups in Ramalla and Jerusalem to act out their political views and thoughts, and to come up with alternative laws underlying the issues to submit to the government.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Palestina] [Cultura] [Politica] [Legislazione] |
16.02.2006
As tourists begin to return to South Lebanon, local residents are learning how to capitalize on the increasing number of visitors coming to their communities. Disproportionately hurt by regional instability and civil conflict, job-generating projects, like guided mule tours up Mount Hermon, are bringing economic growth to the region.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Libano] [Povertà] [Turismo] [Affari] [Risoluzione dei conflitti] [Pace] Foto: Mohammed poses with the mule he uses to lead tours up Mount Hermon.
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15.02.2006
WASHINGTON, D.C., Feb 14 (OneWorld) - They went to sleep as Syrians and woke up stripped of their citizenship and their rights to study, work, or marry as they wish.
ContinuaFonte: OneWorld US Temi/paesi correlati: [Siria] [Popolazione] [Rifugiati] [Diritti umani] [Diritti civili] [Politiche razziali] [Esclusione sociale] [Politica] [Nazioni Unite] |
14.02.2006
Anwar Kahim Jawad and Vivian Salim Mati, who both lost their families during the Iraq War, were denied visa requests and the opportunity to travel to the U.S. to share their tragic stories and celebrate International Women’s Day on March 8th. Call the State Department or send a message to Condoleezza Rice asking the U.S. to grant them visas, urges Code Pink.
ContinuaFonte: CODEPINK: Women for Peace Temi/paesi correlati: [Iraq] [Stati Uniti] [Genere] [Attivismo] [Società civile] [Governo] [Conflitti] [Pace] Foto: Code Pink cofounder Medea Benjamin and grieving Iraqi mothers outside Abu Ghraib prison in Iraq. © CODEPINK: Women for Peace
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